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LA COCA-COLA CONTROLLA ANCHE L’ACQUA?


QUESTA MATTINA

Ho scoperto per caso che le seguenti marche di acqua minerale italiana appartengono ormai da anni al gruppo COCA-COLA:
Lilia
Sveva
Toka
Solaria
Vivien

In particolare la Coca-Cola controlla le Fonti del Vulture dal 2006 e credo che rimarrete stupiti che le seguenti fonti sparse per l’Europa sono controllate direttamente dal noto marchio americano o tramite i suoi imbottigliatori:
ITALIA: Fonti del Vulture
GERMANIA: Apollinaris
IRLANDA: Deep River Rock
BELGIO: Chaudfontaine
SVIZZERA: Valser
AUSTRIA: Fonte Romerquelle
SERBIA: Vlasinka
BULGARIA: Bankya
POLONIA: Multivita
ROMANIA: Dorna
Inoltre controlla delle fonti anche in Grecia, Croazia, Turchia.Il gruppo è anche attivo in diversi stati europei sotto il marchio Bonaqua.

FONTE
Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

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Pubblicato da su 16 gennaio 2013 in Multinazionali

 

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COCA COLA – Censurato spot con Simone Rugiati stop alla saga ceniamo insieme


UNO SPOT DELLA COCA-COLA CHE HA COME TESTIMONIAL LO CHEF SIMONE RUGIATI

è stato censurato dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e non andra più in onda. È stata così accolta la segnalazione inviata da Il fatto alimentare lo scorso settembre che chiedeva l’interruzione immediata della campagna.Per Coca-Cola si tratta della terza censura in pochi mesi, e questo dimostra quanto poco la multinazionale prenda in considerazione le raccomandazioni e gli inviti ad una maggiore attenzione avanzati con insistenza dall’Istituto di autodisciplina.Nella comunicazione che abbiamo ricevuto, l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (vedi allegato) invita Coca-Cola a ripensare lo spot, evitando di suggerire ai consumatori di bere tutti i giorni la bibita, perché è sbagliato “proporre modelli di consumo e stili di vita non improntati alla massima correttezza, in termini di educazione alimentare”.Siamo di fronte a una bocciatura pesante. La decisione ha costretto Coca-Cola a modificare la programmazione e interrompere la pubblicità con Simone Rugiati su tutte le emittenti.

LA PUBBLICITA’ CENSURATA RIGUARDA UNO SOLO DEGLI SPOT DELLA SAGA

quello che proponeva un pranzo in famiglia. Era l’ennesimo messaggio che consiglia una bevanda zuccherata a tavola, cercando di veicolare una pessima abitudine americana che Coca-Cola cerca di trapiantare in Italia.Considerando poi lo stretto legame che esiste tra il consumo di bevande gassate e sovrappeso, c’è da chiedersi con quale coraggio Coca-Cola realizzi certi spot.Non è la prima volta che l’azienda ci prova: nel 2011 la pubblicità “La formula della felicità” invitava le mamme a fare pasteggiare i bambini con la bibita a base di caramello. Allora il Giurì censurò il messaggio e la Coca-Cola si era prontamente impegnata a non ripetere l’errore. Nei mesi successivi la società venne censurata una seconda volta per una pubblicità mascherata apparsa sulla rivista Donna Moderna (un finto articolo con le foto di Lorella Cuccarini in cucina alle prese piatti imbanditi e bottiglie di Coca-Cola protagoniste delle immagini).
Quale sarà la prossima mossa della multinazionale delle bollicine?

Roberto La Pira
Fonte : www.ilfattoalimentare.it
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 6 dicembre 2012 in Multinazionali

 

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IL CSPI ACCUSA- UNA SOSTANZA CANCEROGENA E’ PRESENTE NELLE LATTINE DI COCA COLA


 4-METILIMIDAZOLO(4-MI) QUESTO E’ IL NOME DELLA SOSTANZA SOSPETTA DI AVERE EFFETTI CANCEROGENI PRESENTE NELLE LATTINE O BOTTIGLIE DI COCA-COLA

A denunciare questo fatto è stato il Cspi, l’ente di ricerca americano. In particolare, secondo l’ente questa sostanza è presente in concentrazioni assai diverse.Ecco alcuni dati diffusi dal centro studi: in California ci sono quattro microgrammi di 4-MEI, una soglia sotto il livello di rischio, in Brasile sono 267 microgrammi a lattina. In Kenia sono 170, invece in Gran Bretagna, Canada, Emirati Arabi Uniti e in Messico ci sono tra i 145 e i 160 microgrammi di 4-Mei.L’esperta Gianna Ferretti ha spiegato che la sostanza in questione è creata dalla produzione industriale di caramello artificiale, che si ottiene quando ci sono alte pressioni e temperature, grazie all’uso di ammoniaca e solfiti.E ancora: la pericolosità del 4-MEI si ha nel momento in cui viene somministrato a dosi molte elevate, addirittura negli animali si sono poi sviluppate diverse patologie tumorali (polmone, fegato, tiroide, sangue).Una tesi confermata anche da parte dell’International Agency for Research in Cancer, che ha ribadito il carattere cancerogeno della sostanza per gli animali e molto probabilmente anche per l’uomo.Una tesi che la Coca-Cola ha respinto in modo categorico e ha sottolineato la sicurezza dei suoi prodotti. Inoltre, il Sueddeutsche Zeitung ha riportato che la richiesta di diminuire il valore del 4-MEI è stata fatta solo per evitare problemi. «Non vogliamo complicazioni legali per le nostre bevande a causa di un allarme lanciato contro i pareri scientifici».
fonte : http://www.you-ng.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 1 agosto 2012 in Attualità

 

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10 USI ALTERNATIVI DELLA COCA-COLA


LA COCA-COLA E’ LA BIBITA GASSATA PIU’ BEVUTA AL MONDO

Le sue vendite non registrano cali, nonostante la bevanda sia spesso sotto accusa di essere nociva per la salute a causa dei dolcificanti in essa contenuti e dell’elevata presenza di acido fosforico, ritenuto colpevole, se assunto in notevoli quantità, della demineralizzazione delle ossa, anche e soprattutto nei bambini. Il marchio Coca Cola è inoltre ormai da decenni al centro di azioni di boicottaggio per la violazione dei diritti umani degli operai delle proprie fabbriche situate in Colombia.Vi è quindi più di un motivo per rinunciare a bere ed acquistare Coca Cola o per provare almeno a diminuirne il consumo. Se ne avete ancora delle scorte in dispensa, ma avete deciso di porre un freno alla vostra dipendenza dalla bevanda, provate a sfruttarla per mettere in pratica alcuni dei suoi possibili impieghi alternativi.

I DIECI METODI

1. La Coca Cola agisce efficacemente nel combattere le macchie di grasso sui tessuti e può essere applicata su di esse per pretrattarle prima di procedere al normale lavaggio.

2. Non molto tempo fa, la bevanda è stata impiegata, accompagnata dalle note caramelle alla menta, come carburante per alimentare un’automobile.

3. Provate a rimuovere i depositi di calcare dal fondo del vostro bollitore versandovi un bicchiere di Coca Cola e lasciando agire la bevanda per alcune ore. Il medesimo effetto può essere ottenuto con l’aceto. Ogni traccia scomparirà come per magia.

4. Rimettete a nuovo il fondo bruciato di pentole e padelle versando all’interno di esse della Coca Cola e portando la bevanda ad ebollizione. In seguito sarà più facile rimuovere le tracce rimaste sul fondo, con l’aiuto di una spazzola per le pulizie.

5. Un bicchiere di Coca Cola può essere aggiunto al bucato se avete bisogno di un additivo che vi aiuti a rimuovere i cattivi odori.

6. La Coca Cola avanzata, che ormai ha perso le proprie bollicine, è un rimedio efficace per la pulizia di pentole e di altri oggetti in rame, comprese le monete.

7. Nella pulizia dei sanitari vi potrà essere utile per la rimozione delle incrostazioni.

8. Può essere inoltre impiegata da chi possiede un’automobile per eliminare le tracce di corrosione causate dalle perdite della batteria e per facilitare la pulizia del parabrezza.

9. Utilizzatela, inumidendo un panno di cotone, per ridare splendore ai vostri gioielli ed all’argenteria.

10. Provate a rimuovere le impiegata da chi possiede un’automobile per eliminare le tracce di corrosione causate eventualmente presenti sul paraurti della vostra auto inumidendole con della Coca Cola e strofinandole subito dopo con un foglio d’alluminio.

Visti gli usi che se ne possono fare, ancora convinti di volerla ingerire nel vostro stomaco?

Scritto da Marta Albè
fonte : http://www.greenme.it
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 31 marzo 2012 in Multinazionali

 

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IL SUCCO DI ARANCIA BRASILIANO NON PUO’ ENTRARE NEGLI STATI UNITI PERCHE’ TROPPI FUNGHICIDI MA VIENE IMPORTATO REGOLARMENTE IN EUROPA


GLI STATI UNITI NON COMPRERANNO PIU’ SUCCO D’ARANCIA CONCENTRATO DAL BRASILE

che provvedeva a fornire il 10% dei succhi esposti sugli scaffali dei supermarket americani. La decisione è giunta dopo che la Food and Drug Administration (Fda) ha rifiutato un compromesso sulle quantità di residuo di carbendazim, il fungicida che il Brasile ha iniziato a utilizzare negli ultimi anni sugli alberi di agrumi per contenere l’invasione di black spot, una muffa particolarmente insidiosa.L’impiego del fungicida sugli agrumi è vietato negli Stati Uniti, anche se l’Environmental Protection Agency ha dichiarato che in concentrazioni al di sotto delle 80 parti per miliardo (ppb), non è pericolosa per la salute umana. Nonostante ciò l’ente federale è stato irremovibile: non sono ammesse concentrazioni superiori ai 10 ppb. I produttori brasiliani, riuniti nella Brasilian Citrus Exporters Association avevano chiesto di innalzare il livello di tolleranza a 60 ppb e, soprattutto, di distinguere tra succo concentrato che contiene concentrazioni maggiori del fitofarmaco e succo al 100%.

A QUESTO PUNTO E’ PROBABILE

che dal Brasile (primo produttore al mondo di succo d’arancia) verrà esportato negli Stati Uniti solo succo non concentrato, che in genere rientra nei parametri, mentre ci sarà uno stop per quello da diluire.Diversi marchi statunitensi hanno già dichiarato di essere alla ricerca di nuovi produttori mentre è probabile un incremento dell’export brasiliano verso l’Europa, che già oggi è il primo acquirente.La vicenda ha avuto inizio qualche settimana fa, quando la Coca Cola ha riferito alla FDA di aver rinvenuto basse concentrazioni di carbendazim, in succhi utilizzati nella produzione di alcuni dei suoi prodotti più conosciuti come carbendazim, il fungicida. I controlli effettuati dalla stessa FDA hanno confermato quanto denunciato dal colosso di Atlanta e evidenziato che molti succhi venduti negli Stati Uniti contenevano tracce più o meno evidenti della sostanza.

SECONDO QUANTO RIFERITO DALLE AUTORITA’ SANITARIE SU 104 SUCCHI ANALIZZATI

24 avevano una quantità di carbendazim uguale o superiore ai 10 ppm: metà provenivano dal Canada, metà dal Brasile. I succhi promossi venivano invece dallo stesso Canada (22), dal Messico (18), dalla Repubblica Dominicana (3), dall’Italia (2), dall’Argentina (2), dal Costa Rica (2), dall’Honduras (2), da Trinidad & Tobago (2), dal Brasile (1), dal Libano (1), dal Belize (1) e dalla Turchia (1).I campioni italiani hanno superato il vaglio delle ispezioni perché l’impiego di carbendazim da noi è vietato dal 2005. L’Unione Europea consente l’uso solo per cereali, colza, barbabietola (da zucchero e da foraggio) e mais, ma vieta i trattamenti aerei, con la pompa a spalla e l’uso per giardinaggio domestico. La concentrazione limite nei prodotti ammessa dall’UE è di 100 ppb.La questione pone ancora una volta il problema dei regolamenti disomogenei adottati nei diversi paesi, che lasciano molte perplessità, perché se una sostanza è nociva per i cittadini americani (in questo caso i test negli animali evidenziano un pericolo per il feto e forse un effetto cancerogeno), lo è anche per gli europei.

di : Agnese Codignola
Fonte : http://www.ilfattoalimentare.it/
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 10 marzo 2012 in Attualità

 

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LA COCA-COLA E’ CANCEROGENA?


LA COCA-COLA E’ STATA COSTRETTA A CAMBIARE LA SUA RICETTA DOPO BEN 126 ANNI

apportando delle piccole modifiche alla sua formula segreta per evitare di essere additata come una bevanda cancerogena. L’anno scorso, infatti, la California ha aggiunto alla lista nera delle sostanze cancerogene il composto 4-methylimidazole, presente nel colorante utilizzato dalla Coca-Cola.La Coca-Cola avrebbe potuto continuare ad usarlo, a patto però di segnalare sull’etichetta la presenza di sostanze cancerogene, con tutti i danni di immagine e le perdite economiche che ne sarebbero inevitabilmente conseguiti. Così ha preferito ridurre le percentuali di 4-methylimidazole presenti nei suoi coloranti.


IL RISULTATO E’ UNA  COCA-COLA CON UN COLORE UN TANTINO DIVERSO DA QUELLO CHE 

CONOSCIAMO

ma il sapore invariato, almeno così assicurano dalla Coca-Cola.La Coca-Cola è stata costretta a cambiare formula per via delle pressioni alla FDA, la Food and Drug Administration, da parte dell’associazione dei consumatori Center for Science in the Public Interest. La Coca-Cola dunque è cancerogena nella sua formula originale? Sì, se beviamo oltre 1000 lattine al giorno ma in tal caso il nostro problema più urgente non sarebbe certo il cancro, moriremmo prima per l’overdose di caffeina. L’American Beverage Association afferma che nessuno studio ha provato che il composto 4-methylimidazole è cancerogeno. Il CSPI rilancia l’accusa con un suo studio.

fonte : http://www.benessereblog.it
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 9 marzo 2012 in Multinazionali

 

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SVELATO IL MISTERO – C’E’ ESTRATTO DI COCA NELLA COCA COLA


ECCO DUNQUE RIVELATI GLI INGREDIENTI “MAGICI”

L’estratto di foglie di coca, che il colosso di Atlanta importerebbe grazie a un accordo con l’agenzia antidroga americana, e la formula “7x”, il magico mix di oli essenziali che danno alla bevanda quell’aroma inimitabile. Il conduttore radiofonico ha la voce seria quando apre il foglietto con la lista misteriosa. Gli ascoltatori sono con il fiato sospeso, sembra di vederli tendere l’orecchio verso la radio. Poi lui la legge. E dopo 130 anni di domande e falsi scoop, la trasmissione radiofonica “This America Life” svela il segreto pop più chiacchierato del pianeta. La lista degli ingredienti della Coca Cola è lì, nero su bianco, compare anche sul sito web della radio (qui sotto l’immagine).

 

 

LA FORMULA 7X

Ecco dunque rivelati gli ingredienti magici: l’estratto di foglie di coca, che il colosso di Atlanta importerebbe grazie a un accordo con l’agenzia antidroga americana, e la formula “7x”, il magico mix di oli essenziali che danno alla bevanda quell’aroma inimitabile.

Il giornale di Atlanta

Ira Glass, il conduttore della trasmissione, è pronto a giurare che quella lista sia vera, recuperata dalla sua redazione dopo numerose ricerche. Era persino pubblica: si trovava nell’archivio del giornale di Atlanta, l’Atlanta Journal Constitution, in un articolo del 1979 che riportava persino la foto dell’elenco scritto a mano da Pemberton, il farmacista che inventò la storica bibita.

“Un falso”

Da Atlanta, come da copione, smentiscono che quella sia la ricetta giusta. Il mito della Coca cola vuole che solo pochissimi siano a conoscenza della formula magica, e che questa sia gelosamente custodita in una cassetta di sicurezza di una banca americana, forse svizzera.

Elenco simile

Ma qualcosa dà da pensare: l’elenco divulgato ieri via radio è decisamente troppo simile a quello pubblicato su un libro del 1993. Il tomo ha come titolo “Per Dio, la patria e la Coca-Cola : la vera storia (non autorizzata) della bibita più famosa del mondo”, edito in Italia da Piemme, e racconta la storia di quel John Pemberton, che ad Atlanta inventò nel 1880 una bibita piena di aromi, il Pemberton’s French Wine Coca.

La leggenda continua

Allora lo scoop fu giudicato una bufala. Ma le due liste degli ingredienti sono troppo simili per essere un caso. Identiche negli ingredienti, variano solo nella dose della formula 7x, che nel libro è quattro volte superiore rispetto alla lista letta via radio. La 7x contiene in entrambi i casi alcol, olio di arancia, olio di noce moscata, olio di limone, coriandolo, cannella, neroli. E poi, a parte, c’è la coca. La leggenda continua.

fonte : http://www.ilnuovomondo.it/
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 2 marzo 2012 in Multinazionali

 

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