RSS

Archivi tag: MULTINAZIONALI

INDUSTRIA ALIMENTARE E FARMACEUTICA- IL PREDOMINIO DEGLI INTERESSI SULLA SALUTE PUBBLICA


PERCHE’ L’INDUSTRIA ALIMENTERE E QUELLA DELLA SALUTE IN AMERICA SONO FRA LE ORGANIZZAZIONI PIU’ INFLUENTI DEL MONDO?

Per cosa spende denaro ogni americano più volte al giorno? Per mangiare. E dopo aver mangiato per tutta la vita, cosa facciamo noi tutti? Moriamo, un processo che solitamente richiede ingenti spese, visto che cerchiamo di posporlo il più a lungo possibile. Siamo tutti clienti della fame e della morte, perciò c’è una gran quantità di soldi da spendere e guadagnare.È questo il motivo per cui l’industria alimentare e quella della salute in America sono fra le organizzazioni più influenti del mondo. Gli utili generati dalle aziende che producono cibo e salute sono sbalorditivi: molte industrie alimentari superano i dieci miliardi di dollari di introiti annuali.

LA KRAFT GENERA UTILI PER CIRCA TRENTA MILIARDI L’ANN

Il gruppo Danone, un’azienda casearia internazionale con sede in Francia che gestisce il marchio Dannon, ha introiti pari a quindici miliardi di dollari l’anno. E naturalmente ci sono le grandi compagnie di fast food come McDonald’s, con più di quindici miliardi di dollari l’anno, e Wendy’s International, con quasi tre miliardi di utili l’anno. Le spese totali per l’alimentazione, compreso il cibo acquistato dai singoli individui, dallo stato e dalle aziende, superano i settecento miliardi di dollari l’anno.Nel 2002 il colosso farmaceutico Pfizer ha prodotto utili per trentadue miliardi di dollari, mentre Eli Lilly & Co. ne ha totalizzati più di undici; Johnson & Johnson ha ricavato più di trentasei miliardi di dollari dalla vendita dei suoi prodotti. Non è un’esagerazione affermare che più di mille miliardi di dollari l’anno finiscono in quello che scegliamo di mangiare e nel modo in cui scegliamo di curare le malattie e promuovere la salute. Ed è una cifra enorme.

CI SONO CONCORRENTI AGUERRITI CHE SI CONTENDONO I NOSTRI INVESTIMENTI IN CIBO E SALUTE

Ovviamente le singole aziende fanno ciò che possono per vendere di più, ma ci sono anche gruppi industriali che lavorano per aumentare la domanda generale dei loro prodotti. Il Consiglio nazionale dei produttori caseari, la Commissione nazionale per la promozione e la ricerca nella produzione casearia, la Commissione nazionale per la promozione del consumo del latte liquido, l’Associazione internazionale dei coltivatori di germogli, l’Istituto americano dei produttori di carni, l’Associazione dei produttori di succhi di agrumi della Florida e i Produttori uniti di uova sono esempi di questi gruppi. Queste organizzazioni, che operano indipendentemente da ogni singola azienda, esercitano una notevole influenza: le più potenti fra loro hanno bilanci annuali di centinaia di milioni di dollari.Le aziende e le associazioni alimentari di cui sopra adottano qualunque metodo a disposizione per esaltare l’attrattiva dei propri prodotti ed espandere il proprio mercato. Un modo per raggiungere lo scopo è dichiarare i benefici nutrizionali dei prodotti alimentari che vendono. Al tempo stesso, queste aziende e associazioni devono salvaguardare i loro prodotti dall’essere considerati dannosi per la salute. Se un prodotto è collegato al cancro o a qualche altra malattia, i profitti e gli utili tenderanno a volatilizzarsi, perciò gli interessi delle aziende alimentari impongono di dichiarare che i loro prodotti fanno bene, o che perlomeno non fanno male. In questo processo la “scienza” della nutrizione diventa il “business” delle strategie di mercato.

fonte : http://www.scienzaeconoscenza.it
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

Annunci
 
1 Commento

Pubblicato da su 26 aprile 2012 in Multinazionali

 

Tag: , ,

I PADRONI DEL CIBO


LA TERRA E’ UNO STRANO POSTO

Se la guardate con gli occhi di Raj Patel. Le persone in sovrappeso sono un miliardo, mentre 800 milioni sono quelle che soffrono la fame. Ogni anno le multinazionali del cibo mettono sul mercato 15-20 mila nuovi prodotti alimentari, ma nei paesi in via di sviluppo è in corso un’epidemia di suicidi tra gli agricoltori che vanno in rovina per via dei mercati globali.”Per ogni dollaro speso per promuovere alimenti naturali si spendono 500 dollari per pubblicizzare junk food”, spiega Patel. Ma chi è Patel? E perché è diventato famoso? La risposta (minimalista) è: è un sociologo che si occupa del cibo, globalizzato e non, che mangiamo. Ed è egli stesso un prodotto della globalizzazione.Sua madre viene da una famiglia di impiegati pubblici del Kenya, suo padre dalle miniere delle isole Fiji. Lui è nato a Londra, ha studiato a Oxford, ha lavorato alla Banca mondiale e al Fondo monetario di Washington, esperienza che lo ha trasformato in uno dei più agguerriti critici delle due organizzazioni. Un uomo che conosce l’universo mondo, compresi i sapori e i profumi di quel che si mangia.Oggi Patel insegna a Berkeley, in California, e il libro che ha pubblicato, ‘Stuffed & Starved’ (rimpinzati e affamati), in uscita in Italia da Feltrinelli con il titolo ‘I padroni del cibo’, è un bestseller, ed è diventato un testo chiave, lodatissimo anche da Naomi Klein, per tutti quelli che indagano su che cosa sta succedendo al cibo che mangiamo. O meglio, per tutti coloro che sono convinti che è il cibo la chiave del potere (economico, culturale, politico) nel XXI secolo.

L’INTUIZIONE CHE HA PORTATO PATEL A UN TALE SUCCESSO E’ SEMPLICE

Il peccato capitale della nostra economia è avere dimenticato che il cibo non è una merce come le altre . Il cibo è prima di tutto cultura, e lo è per diverse ragioni tutte ugualmente importanti: perché al cibo sono legate tradizioni culinarie antiche, sapori e odori che fanno parte del sentire collettivo, dell’identità e della geografia stessa, ma anche perché l’agricoltura è il necessario complemento di questa tradizione e rappresenta il motore fondamentale delle economie regionali, specie nei paesi poveri.Già il movimento dei no global, di cui Patel fa parte, fino dagli esordi, aveva provato a lanciare questa operazione culturale alla fine degli anni Novanta. Quel movimento, in Occidente, è stato spazzato via dall’11 settembre, dopo una fiammata tra il 1999 e il 2001, da Seattle a Genova. Ma quelle idee hanno continuato a scavare, e in questi ultimi anni la discussione sul ruolo del cibo ha assunto importanza centrale.E non si tratta solo di militanti. Per capire il ruolo che il cibo, dalla sua produzione e fino al nostro modo di stare a tavola, ha assunto nel nostro immaginario, basti citare alcuni film di questi anni: da ‘Supersize Me’, denuncia del fast food di Morgan Spurlock, a ‘Sideways’ di Alexander Payne in cui fare e gustare lentamente il vino è associato all’idea dell’amicizia, a ‘Couscus’ di Abdel Kechiche dove l’ottima cucina rende possibile l’integrazione di una famiglia di immigrati in una cittadina francese in crisi.

E POI CI SONO I LIBRI DENUNCIA

Nel 2001 fece scandalo Eric Schlosser con il suo ‘The Fast Food Nation’, che metteva a nudo le miserie delle grandi catene di ristorazione americane. Poi Paul Roberts, con ‘The End of Food’, ha svolto un’inchiesta sulla fragilità della catena produttiva che porta cibo scadente sulle nostre tavole. Michael Pollan (’In Defence of Food: An Eater Manifesto’) si è scagliato contro una cultura alimentare più attenta alla chimica che alla qualità. E Taras Grescoe, in ‘BottomFeeder’, ha raccontato la crisi ecologica del pesce negli oceani.La novità è che Patel mette insieme tutti i pezzi di questo mosaico in una visione unitaria che comprende gli affamati del Terzo mondo e gli obesi di casa nostra, cercando di capire che cosa è andato storto in un mondo in cui la tecnologia potrebbe consentire a tutti di mangiare decentemente e di mantenere la propria identitàl libro di Patel è stato al centro dell’attenzione anche perché ha previsto con anticipo l’aumento dei prezzi degli alimenti dell’inverno scorso. Quell’evento ha indotto molti economisti a ripescare le previsioni catastrofiste di Thomas Malthus sulla possibilità che la produzione di cibo non fosse in grado di tenere il passo della crescita demografica. Malthus scrisse il ‘Saggio sul principio della popolazione’ 210 anni fa e nel frattempo tutti hanno pensato che quel suo testo fosse stato superato dall’innovazione tecnologica e dalla rivoluzione dei trasporti.E invece, all’inizio del XXI secolo, eccolo tornare alla ribalta come il tema centrale dell’umanità. Patel ci rassicura: Malthus aveva torto. Il cibo non manca, a soffrire di fame sono i poveri che non possono procurarselo, dice, ma per affrontare la questione della miseria bisogna incoraggiare i governi a difendere l’agricoltura anziché obbligarli a distruggerla. Per farlo basterebbe invertire le priorità: capire che il libero mercato dei prodotti alimentari è “una menzogna che ci viene venduta per ragioni propagandistiche”.

IN REALTA’ NEGLI STATI UNITI E IN EUROPA

Le grandi aziende agricole hanno accesso a enormi sussidi da parte dello Stato. Così, quando la Banca mondiale e la World trade organization obbligano i Paesi poveri a liberalizzare i loro mercati, intere culture e modi di vita vengono spazzati via. A maggio Patel, nel corso di un’audizione al Congresso Usa, ha definito lapolitica della Banca mondiale “ignominiosa”. E ha ricordato il caso del Ghana, dove negli anni ‘90 la produzione di riso copriva l’80 per cento dei consumi interni e quella di pollame il 95 per cento. Dopo la liberalizzazione imposta dalla Banca mondiale le produzioni locali sono crollate rispettivamente al 20 e all’11 per cento.E qui si arriva all’altro corno del dilemma: se ci sono tanti affamati, come mai ci sono anche tanti obesi? Semplice, perché la politica che porta una parte del mondo alla fame è nata nell’unico paese dell’universo, gli Usa, che non ha una tradizione alimentare e considera un’assurdità passare troppo tempo a tavola.

SI E’ INSOMMA OBESI PER MANCANZA DI CULTURA

Di identità, perché si ignorano quei gusti che altrove sono l’espressione del territorio e della geografia. Oltre un terzo degli americani non ha la più pallida idea della provenienza di ciò che mangia. Il 20 per cento delle decine di milioni che ogni giorno si nutrono di fast food lo consumano in automobile. Quella cultura ha fatto proseliti e nel mondo la grande M della McDonald’s è oggi un simbolo più conosciuto della croce cristiana.Fame e obesità sono due fenomeni contigui e persino negli Stati Uniti questa prossimità è evidente. Qui ci sono 35 milioni di persone che talvolta nel corso dell’anno non hanno i soldi per comprarsi da mangiare. Ma in maggioranza sono obese, perché quando hanno i soldi si nutrono di alimenti di scarsa qualità: “E questo accade perché sono subornati da una cultura alimentare che incoraggia a mangiare cibo dannoso, che provoca diabete e malattie cardiache”. Le quattro maggiori multinazionali dell’alimentazione controllano il 50 per cento del mercato alimentare. La sola Unilever controlla il 90 per cento del mercato mondiale del tè.Patel ricompone in un’unica logica le battaglie diVandana Shiva, la militante indiana che non vuole cedere alle multinazionali la sovranità sulle sementi, e quelle di Carlo Petrini, il fondatore dello Slow Food che invoca il controllo delle comunità locali sulla qualità del cibo. Sono passati 20 anni da quando il Nobel Amartya Sen pubblicò il suo memorabile saggio su ‘Libertà e cibo’, sostenendo, contro i liberisti alla Milton Friedman, che la possibilità di procurarsi alimenti decenti va considerata una delle libertà fondamentali dell’uomo. Allora Sen parlava del Terzo mondo. All’inizio del nostro secolo la battaglia economica e culturale per il cibo ci riguarda tutti.

fonte : http://www.ilnuovomondo.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
2 commenti

Pubblicato da su 23 marzo 2012 in Multinazionali

 

Tag: , , ,

GUALTIERO MARCHESI FA PANINI PER McDONALD’S


TUTTO POTEVAMO ASPETTARCI TRANNE CHE IL McMARCHESI

Ma è da tempo che la McDonald’s (419 fast food solo in Italia, con una media di 700.000 avventori al giorno) cerca in tutti i modi di scrollarsi di dosso la fama di catena di ristoranti simbolo della globalizzazione trash per eccellenza. Lo scorso anno ci ha provato con il panino McItaly del ministro Zaia. Ora il gran colpo con i due panini e il dolce griffati Gualtiero Marchesi. Con tanto di indignazione totale dei gourmet di tutta Italia.In principio fu il McItaly. Il panino McDonald’s del ministro Zaia con “il 100% di ingredienti italiani” (a base di crema di carciofi, formaggio asiago e lattuga, oppure – a scelta – pancetta affumicata e cipolle grigliate, con insalata di bresaola della Valtellina, parmigiano, spinaci e a parte le mele). “E’ come il panino che potrebbe fare la mamma a casa”, lo definì Luca Zaia, che voleva “globalizzare il gusto italiano”. Suscitando tra l’altro le ire di Carlo Petrini e di Slow Food, nonché un’interrogazione parlamentare del Pd, nonché i severi rimbrotti del critico gastronomico del Guardian Matthew Fort, che definì il panino “un miscuglio diabolico” e l’intera operazione “un tradimento nazionale” della gastronomia italiana.

SPARITO DOPO SOLO 50 GIORNI IL CONTESTATISSIMO McITALY DI ZAI

McDonald’s alza il tiro e ci riprova oggi con Gualtiero Marchesi. Il grande chef italiano, oggi ottantaduenne, non è nuovo alle provocazioni. Primo tre stelle Michelin in Italia, Marchesi è anche il primo chef ad aver “restituito le stelle” (nel 2008), in polemica con i metodi di valutazione e di votazione della guida. Ma certamente nessuno avrebbe potuto immaginare una sua clamorosa collaborazione con la McDonald’s. Nei McDonald’s Italiani troverete i panini McItaly Vivace (bacon, spinaci saltati, cipolla marinata, hamburger bovino e maionese con grani di senape, prezzo 4,70 euro), McItaly Adagio (pane ricoperto di mandorle a pezzetti, mousse di melanzane, pomodori a fette, melanzane in agrodolce, hamburger bovino e ricotta salata, a 4,70 euro), e infine il dolce Minuetto (una fetta di panettone con salsa al caffe’ e una crema di mascarpone con canditi e mandorle, a 2,50 euro, a 2 euro se aggiunta al menu). Tutte creature di Gualtiero Marchesi. Entusiastici i commenti di McDonald’s, che sul sito ufficiale presenta il panino Vivace in questi termini: “assapora la creazione del maestro”. Il nuovo McItaly Vivace ti farà cantare di gusto. Un velo di maionese alla senape, spinaci spadellati, cipolla dolce e carne bovina. Tutto arricchito da un croccante strato di bacon e racchiuso in caldo pane ai semi di girasole. Ricetta del maestro Gualtiero Marchesi, una sinfonia per il tuo palato”. D’altronde cercando “Gualtiero Marchesi” attraverso Google il primo risultato non è il ristorante di Erbusco, e neanche la biografia dello chef, ma il sito della McDonald’s con la presentazione dei nuovi panini!

MENTRE FIOCCANO LE CRITICHE SUI BLOG

Mentre fioccano le critiche sui blog e sui forum gourmet di tutta Italia, Marchesi si difende in questi termini: “la cucina come la vita avanza a sbalzi. Quando ti giri a considerare il prima e il dopo, ti accorgi che il passo è stato rapidissimo. Sei già oltre. Così è stato quando ho introdotto la Nouvelle Cuisine in Italia, e così è da quando ho iniziato a osservare da vicino, senza pregiudizi, i giovani. Dove vanno a mangiare? Cosa mangiano? Domande semplicissime che precedono la mia scelta di collaborare con McDonald’s. Se è vero che l’alta cucina ha determinato una rivoluzione del gusto a tavola, ora è tempo di portare questo cambiamento a tutti, partendo, ovviamente, dai più giovani. La vera notizia è che proponendo le ricette per questi due panini ho aperto le porte del regno degli hamburger alle melanzane e agli spinaci. Se non è rivoluzione questa! Per il dessert ho voluto fare un omaggio, facendoli incontrare, ai due dolci italiani per eccellenza: il veneto tiramisù e il lombardo panettone. Sono sicuro che avranno successo tra i milioni di giovani che ogni anno entrano nei McDonald’s italiani e anche tra tutti gli altri clienti. Perché giovane è il panino!”.Ma restano le perplessità di fronte a una scelta clamorosa di cui molti non riescono ancora a capacitarsi. Sono due le critiche di fondo, tra loro collegate, che vengono mosse a Gualtiero Marchesi. Innanzitutto il fatto che le ricette sono di Marchesi ma le materie prime con le quali vengono realizzate sono scelte da McDonald’s (e anche la preparazione del piatto non è ovviamente a cura di Marchesi ma dei dipendenti del fast food).

INOLTRE E SOPRATUTTO

Molti fanno notare un evidente rischio. Il rischio, cioè, che l’operazione di Gualtiero Marchesi si traduca di fatto in una irresponsabile nobilitazione della McDonald’s, in un portentoso strumento con il quale portare avanti un restyling esclusivamente di facciata strumentalizzando il brand Gualtiero Marchesi per poi di fatto proseguire imperterriti nella solita concorrenza al Made in Italy caratterizzata dalla bassissima qualità gastronomica (e dai rischi per la salute del consumatore). Una gigantesca strategia di marketing per ricollocare una multinazionale del cibo che è da tempo nel mirino dei dietologi e degli alimentaristi di tutto il mondo. Molti ancora non si capacitano del fatto che il più grande chef italiano abbia potuto davvero prestare il suo nome per una simile operazione.

Di : Luigi Torriani
fonte : http://www.universofood.net
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 20 marzo 2012 in Multinazionali

 

Tag: , , , ,

IPAD E McDONALDS PER TUTTI – DEL RESTO,TRANQUILLI E NON PREOCCUPATEVI


NON E’ SOLO COLPA LORO

Banchieri e politici non sono gli unici. Anche noi siamo colpevoli, colpevoli della nostra indifferenza, del nostro lasciar che le cose vadano come sono sempre andate, colpevoli della nostra insicurezza, della nostra paura, della nostra enorme, perenne passività, colpevoli della nostra sottomissione a re e regine, colpevoli e responsabili del nostro status di schiavi, mansueti spettatori della televisione, colpevoli d’avere un cervello e farcelo lavare ogni giorno.La crisi… è colpa nostra. Politici e banchieri hanno avuto per anni, decenni, secoli, il gioco facile, ammaestrando ed addomesticando persone, città, popoli e nazioni, fino a renderci tutti la mandria di docili pecore che siamo oggi. Panem et circenses, Ipad e McDonald per tutti, del resto, non preoccupatevi, facciamo noi le politiche sociali, vi proteggiamo noi, vi insegniamo noi la storia, la geografia, l’economia e tutto quello che vogliamo che sappiate… e se vi comportate bene potete guadagnare un sacco di soldi e comprarvi la Bmw, i giocattoli e una bella casa prefabbricata all’Ikea.

SE VOLETE CHE LE COSE VADANO MEGLIO

non aspettate che il politico di turno, l’ONU o qualsiasi altra organizzazione internazionale lo faccia per noi. E poi smettetela di investire, giocare in Borsa e aprire il conto in banca ai vostri figli.Generazioni e generazioni di ribelli, rivoluzionari, guerriglieri a combattere contro un sistema che non andava e non va bene… s’è fatto qualcosa di più? No. Allora, quando cominceremo con la part-costruens? Quando cominceremo a fare ed edificare i pilastri della nuovo mondo? Quando smetteremo di scalciare e piangere come neonati e cominceremo a fare e costruire la nostra società, il nostro sistema tanto agognato, per cui ancora oggi ci limitiamo a scendere in piazza con cartelloni, pennarelli, fischietti e qualche molotov?È ora di fare un ulteriore passo. È ora di crescere e smetterla di fare solo rivoluzioni, di partecipare a programmi televisivi con Santoro, dovete smetterla di sentirvi sollevati perché in Italia c’è gente come Travaglio o Grillo.Fino ad oggi, abbiamo solo parlato e discusso su che cosa fa o ha fatto male questo o quel politico, questo o quel banchiere. Sarebbe ora di fare qualcosa di più, di smetterla di leggere le cazzate che scrivono i giornali, di smetterla di lamentarsi, criticare e cercare un nuovo primo ministro che faccia andare le cose meglio… non è questa la strada, non serve nessun primo ministro. Comunque… non basta aver capito. È ora di fare di più.Se vi sentite orgogliosi di scendere in piazza, scrivere sui muri, andare a tirare uova a Palazzo Madama o a scioperare, beh, è ora di fare di più.

FATEVI ILLUMINARE DAL SOLE

Sorridete, riunite le forze, il mondo è di tutti e sappiamo bene quale sono le priorità. Facciamola finita con le ingiustizie, con la miseria, con i politici ed i banchieri, con la fame, con i soldi, con i lavori da schiavi. Smettiamola e ricominciamo da capo. Questa volta, però, con coscienza e consapevoli dei nostri diritti e delle nostre responsabilità.Siamo stati fin troppo pazienti. Conoscete il limite tra bontà, pazienza e stupidità? Ecco, siamo su quella soglia ed una buona parte della popolazione, purtroppo, si fa prendere in giro ogni giorno da anni ed anni ed anni.Smettetela di sperare che Angela Merkel salvi l’Europa, Barack Obama porti pace e Coca Cola per tutti, il Papa accetti che scopare è sano e fondamentale, che il Dalai Lama salvi il mondo, che le banche diventino etiche e non investano più in puttane, droga ed armi, che la crisi finisca grazie alle riforme di Mario Monti, che il gruppo Bilderberg e gli ideologisti nazi capiscano quanto malvagi e codardi siano.Smettetela di sperare in tutto questo. Le cose cambiano se noi le cambiamo, nessun “rappresentante” o “funzionario” è più utile a questo mondo. Niente ONU, niente NATO, niente militari e niente sindacati, o siete ancora là, convinti che la NATO sia l’esercito dei buoni?

INERMI DI FRONTE ALLA VOSTRA STESSA VITA

forse siete sempre fermi là, a dire poveretti mentre i bambini dell’Africa muoiono e le mosche girano tutto attorno.Se qualcuno, uno solo, degli appartenenti al Gruppo Bilderberg, al Consiglio delle Relazioni Esteriori (CFR), alla Commissione Trilaterale, al Club di Roma, al Real Istituto di Relazioni Internazionali (Chatham House), al Consiglio delle Americhe, alle Nazioni Unite, all’OCSE od a qualsiasi altra organizzazione, avrebbe mai avuto interesse a fare qualcosa di buono per tutti e per costruire un mondo migliore, semplicemente l’avrebbe fatto e non avrebbe continuato a dirigere una guerra perpetua, non avrebbe ucciso e schiavizzato, non si sarebbe ingrassato tra una partita a golf e l’inaugurazione di una galleria di stronzate contemporanee a New York.Dobbiamo essere attivi e padroni della nostra vita, delle nostre città, delle nostre nazioni e del nostro mondo. Dobbiamo riversare impegno negli interessi comuni, che è la cosa più importante. Dobbiamo condividere, perché siamo un unico grande cervello, un unico grande cuore. Dobbiamo cominciamo a costruire.Politici e banchieri lasciamoli soli. Lasciamoli soli. Un giorno, poi, ci chiederanno di poter giocare con noi, saranno loro i tristi, i depressi, i poveri, i disillusi,… finalmente il sistema economico-finanziaro non esisterà più e la politica nemmeno, perché non avremo più bisogno di raccontarci bugie.Dedico questo fiume di parole a tutti i giovani e vecchi che stanno morendo in questo preciso istante per difendere la libertà ed i propri diritti di uomini liberi. In tutto il mondo.

di : Matteo Vitiello
fonte : http://buenobuonogood.wordpress.com

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
3 commenti

Pubblicato da su 10 marzo 2012 in Multinazionali, Signoraggio - Banche e N.W.O.

 

Tag: , , , , ,

LE MULTINAZIONALI EVADONO IL FISCO GRAZIE ALLE LEGGI


IN BASE A UNA LEGGE

La numero 311/2004 articolo 1 comma 429 le grandi multinazionali come appunto Ikea, Auchan, Carrefour etc. etc. etc. con sedi in paradisi fiscali, pagano le tasse dove hanno la loro sede legale. Il bottegaio, parliamoci chiaro “U’ Putekar'” o “A’ Putec'” se non batte lo scontrino fiscale becca un verbale che arriva anche a mille euro. STÀ BENE ovviamente a chi non ha tale problema visto che ha le mani in pasta alle multinazionali O ha sedi legali dei suoi affari in paesi che non tassano!!!Probabilmente non te ne sei mai accorto, ma lo scontrino che ti è stato dato all’atto di pagamento presso un ipermercato o presso un negozio appartenente ad una multinazionale, è NON fiscale. Cioè? Cosa significa? Te lo spiego subito. Gli azionisti proprietari delle multinazionali hanno tutti la residenza in paradisi fiscali che NON pagano tasse e usando la legislazione (nazionali e internazionali) particolarmente favorevole riservata alle aziende multinazionali, NON pagano tasse in nessuno dei paesi in cui operano.

 

 NATURALMENTE I NOSTRI DIPENDENTI AL GOVERNO

Naturalmente i nostri dipendenti al governo sanno bene questa cosa e, visto che i loro lauti stipendi NON sono pagati dalle multinazionali, dovevano trovare altri “polli” da spennare.Presto fatto! Con la legge finanziaria del 2004, si è introdotto nella legge finanziaria alcuni commi scritti apposta per:

1 –Liberare definitivamente le società multinazionali della scocciatura di dover emettere scontrini fiscali

2 –Incassare giornalmente l’obolo che i nostri dipendenti destinano al pagamento dei propri stipendi.

Non hai capito bene, vero? L’obolo che versiamo ai nostri dipendenti è l’IVA, che versiamo noi, NON le multinazionali, che trattengono per sé il 100% degli utili! Infatti la normativa prevede che giornalmente venga comunicato l’incasso ai fini IVA, che è l’unica cosa che interessa ai nostri dipendenti.Hai capito perché i piccoli negozianti sono destinati a chiudere? Perché i nostri dipendenti hanno scelto di delegare le grandi multinazionali a fare da esattore al posto loro e loro, in cambio, NON pagano tasse.

 

GIORNALI E LE TELEVISIONI NON PUBBLICHERANNO MAI QUESTA NOTIZIA…PUBBLICITÀ DOCET!!!

Ora se andate a guardare la manovra Monti vi è oltre alle tante ingiustizie anche un ulteriore norma che farà tabula rasa d’una fonte di ricchezza e sviluppo del nostro paese, hanno deciso di aumentare in modo progressivo le aliquote che dovranno pagare artigiani e negozianti (qualcuno dirà e che ce frega io non sono artigiano e non ho un negozio, sbagliato cari miei perché se aumentano le aliquote aumentano i prezzi al consumatore finale, a noi tutti) e sapete cosa accade? Tante attività finiranno per scomparire tutte, non vi parlo di gente ma vi parlo di italiani che vivono e fanno vivere di lavoro interi comuni che messi assieme sono l’Italia….le multinazionali sono raccoglitori di ricchezze che traggono profitto dalle vostre tasche e poi se li portano via, non fanno girare la nostra moneta nel nostro paese, non pagano l’iva (tassa) che lo stato (sano) reimmette in circolazione per lo sviluppo la crescita e i servizi.Visto che questo stato vuole penalizzare la nostra economia opponetevi voi, non fate spesa nei centri commerciali, multinazionali nostri assassini, fate girare quel poco che ci resta nelle nostre piccole botteghe…saranno soldi che rientreranno nelle nostre tasche in altre forme, occupazione, servizi…possiamo farlo e abbiamo il DOVERE di farlo!!!!!!

 

Fonte: Popolo Sovrano – frontediliberazionedaibanchieri.it

Redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

 
2 commenti

Pubblicato da su 5 gennaio 2012 in Multinazionali

 

Tag: , , , ,

Le multinazionali più cattive del mondo


McDONALDS-RISTORAZIONE

I dipendenti sono sottopagati. Gli animali che forniscono la carne degli hamburger sono costretti a continue gravidanze e vengono imbottiti di antibiotici e farmaci. L’intera “politica pubblicitaria” della multinazionale mira a coinvolgere e convincere i bambini (con regali, promozioni e gadgets)e ovviamente, quando il bambino rompe i coglioni perché vuole andare da McDonald’s, ci va tutta la famiglia. Tre piccioni con un cheesburger.La campagna contro questa multinazionale dura ormai da più di una decina d’anni. La McDonald’s è finita più volte sotto processo. Ha pagato diversi milioni di dollari di risarcimento danni ai consumatori.Negli ultimi sei mesi il fatturato è sceso del 13%.

 NESTLE’-ALIMENTARI

La campagna di boicottaggio della Nestlé è nata soprattutto dalla politica della società nella vendita del latte in polvere (qui l’azienda controlla più del % del mercato mondiale). La multinazionale avrebbe provocato la morte di 1,5 milioni di bambini per malnutrizione. La Nestlè incoraggia e pubblicizza l’alimentazione dal biberon fornendo informazioni distorte sull’opportunità dell’allattamento artificiale e dando campioni gratuiti di latte agli ospedali (in particolare negli ospedali del Terzo mondo), o “dimenticando” di riscuotere i pagamenti.Oltre a questo la Nestlè è considerata una delle multinazionali più potenti e più pericolose del mondo. E’ criticata per frodi e illeciti finanziari, abusi di potere, inciuci politici, appoggio e sostegno di regimi dittatoriali. Ultimamente è stata presa di mira per l’utilizzo di organismi geneticamente modificati nella pasta (Buitoni), nei latticini, dolci e merendine.Intere aree di foresta vengono distrutte per far posto alle sue piantagioni di cacao e di caffè, dove si utilizzano pesticidi molto pericolosi (alcuni proibiti nei paesi industrializzati).Ecco una lista completa dei marchi di proprietà Nestlè:Acque minerali e Bevande: Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna, Pejo, Perrier, Pra Castello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandalia, Tione, Ulmeta, Vera, Acqua Brillante Recoaro, Batik, Beltè, Chinò, Gingerino Recoaro, Mirage, Nestea, One-o-one, San Pellegrino, Sanbitter.Dolci, gelati, merendine: Le ore liete, Cheerios, Chocapic, Fibre 1, Fitness, Kix, Nesquik, Trio, Kit Kat, Lion, Motta, Alemagna, Baci, Cioccoblocco, Galak, Perugina, Smarties, Antica Gelateria del CorsoCacao, caffè e derivati: Cacao Perugina, Nescafè, Malto Kneipp, Orzoro.Carne e pesce: Vismara, Mare fresco, Surgela,Frutta e Latticini e yogurt: Formaggi Mio, Fruit joy, Fruttolo, Lc1.Olio e derivati: Sasso, Sassonaise, Maggi.

CHIQUITA-ALIMENTARI

E’ coinvolta in tutto. Intrighi internazionali, scioperi repressi nel sangue, corruzione, scandali e colpi di stato. Utilizza massicce quantità di pesticidi, erbicidi e insetticidi. Approfitta della sua posizione di potere per imporre prezzi molto bassi delle aziende agricole da cui si rifornisce.Nel 1994 il sindacato SITRAP ha denunciato l’esistenza di squadre armate all’interno delle piantagioni in Centro America e in Ecuador. I lavoratori sono sottopagati, senza alcuna assistenza medica. Le attività sindacali sono represse talvolta con la forza.

UNILIVER-ALIMENTARI E CHIMICA

Molte associazioni animaliste come Animal Aid hanno lanciato una campagna contro la Unilever per lo sfruttamento degli animali durante gli esperimenti.E’ boicottata anche per i salari e le condizioni di lavoro nelle sue piantagioni in India (dove possiede il 98% del mercato del tè).La Unilever controlla i marchi: Lipton Ice Tea, Coccolino, Bio presto, Omo, Surf, Svelto,Cif, Lysoform, Vim, Algida, Carte d’Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di Ranieri, Findus, Genepesca, Igloo, Mikana, Vive la vie, Calvè, Mayò, Top-down, Foglia d’oro, Gradina, Maya, Rama, Bertolli, Dante, Rocca dell’uliveto, San Giorgio, Friol, Axe, Clear, Denim, Dimension, Durban’s, Mentadent, Pepsodent, Rexona,

Fonte : http://www.mediterre.net/brindisisocialforum/multinazionali_pi%C3%B9_cattive.htm

Redatto da Pjmanc http:/ilfattaccio

 
28 commenti

Pubblicato da su 15 settembre 2011 in Multinazionali

 

Tag: ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: