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AGRIGENTO – BIMBO MUORE PER INIEZIONE DI ANTIBIOTICO SOMMINISTRATO DAI GENITORI


UN BAMBINO DI 4 ANNI

di Palma di Montechiaro, nell’Agrigentino, è morto poco prima del ricovero in ospedale. I genitori hanno spiegato ai medici del pronto soccorso che il piccolo avrebbe iniziato a star male dopo una iniezione di un farmaco, probabilmente un antibiotico. I carabinieri hanno sequestrato la salma. Sarà ora necessaria l’autopsia per confermare se si sia trattato di uno shock anafilattico.

fonte : http://agrigento.blogsicilia.it/

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org


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Pubblicato da su 29 febbraio 2012 in News

 

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PERCHE’ LE CASE FARMACEUTICHE CI VOGLIONO MALATI ??


PERCHE’ CI SONO INEFFICACI E PERICOLOSI FARMACI IN COMMERCIO

Che tolgono spazio a soluzioni naturali ben consolidate che virtualmente non provocherebbero alcun effetto collaterale? La verita’ è che le case farmaceutiche non ne trarrebbero profitto se il mondo dovesse mai risvegliarsi. In molti casi non ci sarebbe bisogno di case farmaceutiche e tantomeno di organizzazioni di ricerca che ricevono soldi da gente come noi, gente ansiosa di trovare una cura al proprio male.

FARMACI CHE CAUSANO IL CANCRO “MEGA” TUMORI E CURCUMA CHE LI RIDUCE DEL 80 %

E ‘stato recentemente rivelato che farmaci contro il cancro in realtà causano tumori di massa e successivamente uccidono il paziente. Si può dedurre in molti casi che i farmaci contro il cancro siano non solo completamente inefficaci ma anzi siano causa di morte. Questi farmaci sono gli stessi che vengono venduti ad un prezzo premium e considerati scientificamente convalidati.Nel frattempo, alcune ricerche hanno scoperto che una spezia nota come la curcuma (un derivato del turmeruc) abbia diminuito drasticamente i tumori cerebrali in 9 degli 11 studi esaminati dell’ 81%. Inoltre non vi è stata trovata alcuna evidenza di tossicità. Ampiamente usato come spezia nell’Asia meridionale e del Medio Oriente, la curcuma viene continuamente individuata come soluzione anti-cancro estremamente potente . Aggiungiamo poi che la curcuma è estremamente poco costosa e può essere trovata in tutto il mondo – da Arabia Saudita a Kentucky.Questo è solo un esempio di ricerca scientifica che dia valore ai rimedi naturali e allo stesso tempo accusi pesantemente l’assunzione di alcuni metodi farmaceutici estremamente pericolosi pubblicizzati come uniche soluzioni valide dalle cause farmaceutiche

GLI ANTIBIOTICI CAUSANO MALATTIE MENTALI CHE LE CASE FARMACEUTICHE TRATTANO CON ANTIPSICOTICI

Come riportato nel 2011, alcuni antibiotici sono accusati di distruggere in modo permanente batteri intestinali e recare danno all’intestino stesso. Secondo alcune teorie la salute intestinale è direttamente legata allo stato di salute mentale, con alcuni studiosi che addirittura si spingono a dire che l’intestino è il nostro ‘’secondo cervello’’. Ciò significa che l’uso di antibiotici può effettivamente provocare malattia mentale (insieme a diabete e sindrome metabolica), che è abbastanza in materia se si considera che alla metà di tutti gli americani dovra’ essere diagnosticata almeno una malattia mentale durante la loro vita.Qual’è la risposta che le case farmaceutiche danno all’aumento di queste malattie mentali? La Prescrizione di antipsicotici ovviamente. Prescrivere più farmaci per trattare l’effetto collaterale di un altro farmaco e ricevere maggiori profitti. Dopo tutto, i profitti generati dagli antipsicotici si rese evidente nel 2008, diventando la categoria di farmaci piu venduta negli Stati Uniti registrando un fatturato di circa $14 miliardi.

OVVIAMENTE QUESTI ANTIPSICOTICI

Sono prescritti ai nostri pazienti senza indirizzare il problema alla salute del nostro intestino. Come risultato, il paziente rimane vittima dell’alterazione celebrale in atto senza mai guarire da suddetta malattia. Si rimane invece condannati ad una vita legata all’uso di medicinali con la lieve possibilita’ di una riduzione del dosaggio nel corso del tempo. Il problema intestinale piu difficile da risolvere rimane il ripristino della flora batterica precedentemente distrutta. Questo può essere facilmente fatto attraverso alimenti o integratori naturali di alta qualità. Alimenti fermentati come crauti, tempeh, miso o kefir sono fonti ricche di batteri probiotici. Ma le case farmaceutiche probabilmente non sarebbero poi tanto felici di farvi sapere che tutti questi alimenti si possono trovare per pochi dollari al mercato locale e che possono essere piu efficaci nel recupero della salute mentale di un qualsiasi altro farmaco

CAMBIAMENTO DI PARADIGMA

In definitiva le case farmaceutiche vogliono che noi rimaniamo malati, stanchi e alla ricerca di soluzioni all’interno del ventaglio propostoci dalle case farmaceutiche. Per vedere una trasformazione reale le soluzioni naturali dovrebbero essere portate sotto i riflettori. Di conseguenza, le vendite di medicinali precipiterebbero e questo fatto le porterebbe in bancarotta.Un vero e proprio cambiamento di paradigma è in arrivo – gli ingranaggi della macchina della malattia stanno rallentando fino a subire, magari, una battuta d’arresto.

fonte : http://comesantommaso.blogspot.com/

Redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 1 febbraio 2012 in Multinazionali

 

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L’USO DEL MIELE NELLA CURA DELLE FERITE INFETTE


UNA RICERCA CONFERMA

Gli indigeni della Nuova Zelanda che da secoli utilizzano il miele dell’albero di Manuka che ha proprietà antibiotiche naturali. Questo miele pare essere attivo contro diversi tipi di agenti patogeni e utile in tutte quelle situazioni in cui non è possibile usare gli antibiotici a causa di una resistenza agli stessi. Inoltre non provoca effetti collaterali e tossicità per la cute.La sua azione, si legge nella relazione, si dimostra efficace anche nell’accelerare la guarigione delle ferite grazie al suo basso pH che favorisce la rimozione del tessuto morto, promuove la ricrescita della pelle, riduce cicatrici e dolore.

LA RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI

Ricordano i ricercatori, è un problema serio e quanto mai attuale. Si pensi allo Stafilococco aureo che è divenuto resistente al trattamento di molti antibiotici ed è la forma più diffusa di infezioni cutanee in comunità e ospedali. Di fronte all’impossibilità di combattere queste infezioni con mezzi efficaci e non dannosi l’alternativa del miele è una possibile e reale opportunità in più. Questo darebbe modo di rimediare all’enorme spesa in farmaci e all’aumento della morbilità e mortalità tra i pazienti.Il crescente sommarsi di prove scientifiche a favore dell’uso del miele nella cura delle ferite ha fatto sì che sia contemporaneamente aumentato l’interesse da parte dei medici nei suoi confronti. Dalle prove effettuate, si è riscontrato che anche a basse concentrazioni l’uso di questo miele non induce la batterio-resistenza che, invece, si riscontra nell’uso degli antibiotici di sintesi. I ricercatori sottolineano che i dati presentati nella loro relazione hanno lo scopo di promuovere la discussione sull’uso degli antibiotici o del miele nei casi di resistenza batterica.La relazione è stata pubblicata sul “European Journal of Clinical Microbiological Infectious Diseases”.

Il Miele di Manuka è efficace nel trattamento dei seguenti sintomi:

– piede d’atleta          eruzioni cutanee

– herpes                    artrite

– bruciature              sintomi da raffreddamento

– mal di gola              ulcera

– ferite ed abrasioni

– acne                        infezioni

– fastidi e dolori        herpes labiale

– punture di insetto            odori corporali e dei piedi

– tigna                       pidocchi

– psoriasi                  scabbia

–  pelle secca             reflusso gastrico

lastampa.it

Redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 4 gennaio 2012 in Attualità

 

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CONSIDERAZIONI DEL RAPPORTO TRA L’UOMO LA SUA EVOLUZIONE E IL PROGRESSO


  NELL’EVOLUZIONE DELLA SPECIE UMANA

L’uomo subisce continuamente, per quanto questo possa sembrare strano, modificazioni dei vari aspetti morfologici/somatici/psico/neurologici. Certamente nella parte iniziale della sua evoluzione queste modificazioni furono maggiori rispetto all’uomo dell’era moderna. L’Uomo primordiale infatti dovette adattare il suo organismo alle situazioni ostili: pensiamo ad esempio all’alimentazione del periodo delle caverne, quando la fame non era altro che istinto primordiale di sopravvivenza e di conservazione della specie, circostanze di cui oggi l’uomo moderno non si accorge nemmeno… l’alimentazione era soltanto carnivora, e questo significava che l’organismo si adattava a quelle circostanze, con un preciso metabolismo, oltre alle modificazioni somatiche particolari come ad esempio la dentatura diversa, con l’aumento dei canini utili a lacerare le carni. A poco a poco, con l’evoluzione, l’uomo scoprì l’agricoltura e il suo metabolismo si modificò, per adattarsi alle nuove esigenze.L’uomo moderno di questi ultimi 100 anni ha vissuto processi di trasformazione biologica della sua specie, con maggiore velocità rispetto all’evoluzione degli ultimi 800-1000 anni. Queste modificazioni non sono avvenute solo sotto l’aspetto morfo-costituzionale, ma  anche nell’aspetto della funzionalità degli apparati.Basta riflettere su come erano le nostre ragazze dei 13/17 anni di soli 70/90 anni fa, per rimanere impressionati dalle differenze enormi in termini di statura, bellezza, eleganza e maturità del corpo.A queste modificazioni che chiameremo “macroscopiche”, in quanto facilmente visibili, si aggiungono le “microscopiche“ che sono tutte le modificazioni biologiche, biochimiche e fisiche che il nostro organismo ha registrato. Modificazioni che negli ultimi 60-80 anni sono state enormi.

OGGI SI FA MOLTA FATICA A CREDERE

che l’uomo abbia avuto soltanto benefici, dal progresso medico e  tecnologico: sono cambiate le capacità reattive dei nostri organismi alle malattie e sono modificate le reazioni che l’organismo e i singoli organi attivano nei confronti dell’ambiente.L’uomo di oggi, è vero che vive più a lungo dell’uomo di soli 100 anni or sono, ma è anche vero che il suo organismo è molto più indebolito rispetto a quello dell’uomo di allora. Oggi è vero che i nostri bambini vivono con un tasso di mortalità inesistente, almeno in occidente, e vivono tuttavia anche più a lungo, ma è anche vero che questi nostri bambini vengono imbottiti di antibiotici, altrimenti una semplice infiammazione faringea o un otite, si potrebbero facilmente trasformare in bronco-polmonite.Certo era molto più crudele la selezione che la natura effettuava: si salvavano, ad esempio nel 1850, tre bambini ogni dieci nati, e chi si salvava era sicuramente di forte costituzione. Oggi, quella stessa costituzione rappresenta il “terreno biologico” ricercato con estrema difficoltà, dai Terapisti Olisti.Alla luce dei fatti, si può avere qualche riserva nel dire che questo cambiamento di rotta: l’inversione totale della mortalità, abbia necessariamente significato una maggiore salute dei Nostri Bambini.Non c’è occhio, esperto e non esperto, che non possa notare che esistono notevoli incongruenze su questa tematica, e cioè che una maggior salute del bambino, come dell’Uomo adulto, non và di pari passo con l’innovazione scientifica e tecnologica.Certamente la verità sta nel fatto che l’avvento della chimica moderna di sintesi, ha modificato, e del tutto alterato, la capacità reattiva del nostro organismo, rendendoci incapaci e schiavi del prodotto farmacologico, che se non assunto, finisce per essere pericoloso per la stessa vita.

ANCHE L’OMS 

l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha più volte ha raccomandato un uso moderato di medicamenti della farmacopea moderna, e più volte ha addirittura puntato il dito sull’uso inappropriato – per loro, e paradossale per noi -, degli antibiotici ad esempio, tralasciando, per non creare forti ripercussioni sugli interessi internazionali delle multinazionali, i Fans, o antinfiammatori non-steroidei.Quanto sta venendo fuori, poco per volta, è che non funziona lo sposalizio tra la clinica medica e la farmacopea chimica moderna, e soprattutto la visione settoriale della biologia cellulare, madre poi della stessa farmacopea, nonché delle reazioni chimiche di azione recettore/cellula, causa effetto/azione, che hanno fatto perdere quella visione d’insieme dell’essere vivente, saggezza di quella Medicina di una volta, messa al bando, da interessi enormi, e che adesso sta lentamente ritornando alla ribalta.Si parla da diverso tempo di integrare gli studi clinici della formazione medica universitaria, nel contesto di una medicina biointegrata, cioè un incontro e investimento delle risorse della ricerca per una integrazione tra le conoscenze cliniche di tutte le medicine, occidentali e orientali; se ne parla, presidi di facoltà universitarie, studiosi, clinici, responsabili di cattedre, ecc., ma tutto resta fermo a queste timide prese di posizione, e si stenta a partire:  sono certamente troppi, gli avversari, e non è difficilissimo comprenderne le motivazioni.

IN DEFINITIVA L’ANTIBIOTICO

 

rimane davvero il male minore, il resto lo hanno completato con la catena alimentare industrializzata, l’uso delle risorse dell’ambiente, e il suo depauperamento energetico, l’inquinamento sistematico delle acque, dell’aria e della terra.Ad esempio sono decenni che l’OMS, consiglia l’uso di sostanze omeopatiche nella catena di allevamento dei bestiami, in sostituzione delle attuali molecole di sintesi chimica, come antibiotici e cortisonici, usati “come assetto preventivo” contro eventuali infezioni.Ma questo non avviene, e anzi, il malcostume si è negli ultimi anni rinforzato, con l’uso dei cortisonici, in maniera massiccia, come anabolizzante, per far crescere più velocemente le carni e portarle quanto prima sul mercato. I risultati, per chi è un attento osservatore e tiene alla propria salute, si possono vedere nel colore non più roseo delle carni, nella perdita di consistenza, nel sapore e soprattutto nel calo ponderale della carne dopo la cottura.I danni chiaramente sono evidenti, e non è bastato l’episodio mucca pazza, e l’ultima del virus della SARS, per fare inversione di rotta.Perché non dire che sono enormi gli interessi economici nascosti, come pure numerose sono le complicità? Basti pensare a tutti quelli che si affannano a ripetere continuamente che l’uomo ha visto il progresso grazie alla medicina moderna e alla sua farmacopea, e che presto si sconfiggeranno tutte o quasi le patologie.Possiamo crederci?


 L’APPARATO GASTROINTESTINALE

Molti credono che sia solamente deputato alla digestione e all’assorbimento delle sostanze nutritive; la funzione pi§ importante rimane invece quella della produzione anticorpale, cioè di quei elementi che intervengono nella difesa e sorveglianza immunitaria del nostro organismo.Se pensiamo che soli 70 anni fa, l’alimentazione era totalmente rurale, fatta di cibi freschi ed integrali, cibi “Vivi“ e privi di tossine, possiamo comprendere con grande facilità lo sconvolgimento che il nostro organismo ha dovuto subire, e come si è dovuto adattare, soprattutto dal secondo dopoguerra ad oggi.Immaginiamo ad esempio cosa è significato per il nostro apparato intestinale dover venire a contatto con prodotti e sostanze che fino a quel momento non conosceva: conservanti, coloranti, edulcoranti, additivi, e soprattutto la farmacopea chimica di sintesi, che fino a 60 anni fa era totalmente sconosciuta sia al uomo, che all’animale.Oggi è radicalmente modificata l’impostazione alimentare, perchè è scivolata verso un mercato di tipo industriale. Tutto questo ha profondamente modificato, e continua tuttora, i quadri biologici/fisici/biochimici ed immunitari del nostro organismo, come quello degli animali che non vivono allo stato brado.Una delle cause centrali di questo comportamento dell’organismo è sicuramente da deputare alla chimica moderna. Se pensiamo che un banale colorante può alterare la flora batterica intestinale distruggendola, o che un prodotto facilmente acquistabile come un antinfiammatorio, può distruggere la flora batterica saprofita, tutto ciò deve far riflettere che le nostre abitudini e stili di vita in questi ultimi decenni non sono più consoni ad un mantenimento dello stato di salute

L’ALIMENTAZIONE INDUSTRIALE PER ESEMPIO

Ha radicalmente alterato la presenza di fibre integrali, importanti al nostro organismo, mettendo in commercio, cibi che hanno uno scarsissimo valore biologico nutritivo, e che per motivi commerciali, vengono alterati, per ingannare il palato (vedi glutammato), e consentirne così una sorta di dipendenza, obbligandone ad un nuovo acquisto.Nella catena industriale i cibi contengono la metà di quelle fibre indispensabili alle nostre reali necessità, e almeno il 60% di quelle assunte dai nostri nonni. Tralasciando le sostanze nocive all’habitat intestinale, possiamo affermare che non esiste alimento industriale che non risulti dannoso. Si evince allora che per mantenere un buono stato di salute generale, è necessario avere cura di quello che si mangia: integrando l’alimentazione con fibre e probiotici, e soprattutto eliminando ogni situazione, che in maniera del tutto silente, può portare verso le malattie degenerativePensiamo ad esempio a come ci nutriamo… Ma allora, mangiare cibi biologici, aiuta oppure no? Certamente il biologico non è il cibo dei nostri antenati, per il semplice fatto che sono state alterate le condizioni ambientali generali che ne permettono la genuinità di una volta. Rimane tuttavia la situazione da privilegiare, soprattutto per l’alimentazione dei nostri bambini, nonostante il loro prezzo sia ancora elitario.Molti chiedono…E lo yogurt? Lo yogurt è sufficiente solo al mantenimento di una normale flora batterica. In condizioni di flora alterata per qualsiasi motivo: stress, alimentazione errata, farmaci, ecc., l’assunzione di yogurt non è da considerarsi terapeutica, in quanto tale alimento, anche se idoneo, non ha le proprietà di ripristinare il target normale per una buona colonizzazione batterica intestinale.

«Lasciate che il Cibo sia la Vostra Medicina e la Vostra Medicina sia il Cibo» (Ippocrate)

Dr Giuseppe Parisi
Associazione Internazionale di Clinica e Terapia Olistica
Presidente Fomeco

fonte : http://disinformazione.it

Redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org


 
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Pubblicato da su 7 ottobre 2011 in Multinazionali

 

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