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PANINO ALLA MARIJUANA BIO – In Belgio il primo


L’ASSOCIAZIONE WERVEL

Per promuovere la cucina biologica, vende panini alla cannabis biologica ad alto valore nutrizionale.In alcuni punti vendita biologici del Belgio spunta il panino a base di marijuana biologica. In realtà si tratta di una varietà di canapa detta “Cannabis sativa” che non contiene o contiene una quantità irrisoria di THC ovvero di sostanze psicotrope.L’idea è stata lanciata dall’associazione Wervel per mostrare al mondo le nuove frontiere della cucina biologica. In realtà la canapa in alimentazione non è una novità assoluta in quanto da anni è molto conosciuta da vegan e vegetariani a causa delle sue straordinarie proprietà nutrizionali.Questa può essere un ottimo surrogato della carne per il contenuto proteico che si trova in particolare nei semi che sono usati nell’alimentazione in quanto contengono il 30% di proteine il 25% di Omega-3 e il 15% di carboidrati. Inoltre sono ricche di minerali come il fosforo e ferro, di carotene e vitamine E, C, B1, B3 e B6.Pare che la canapa, dopo aver fatto il suo tempo nell’industria della carta e nel tessile, si stia ritagliando uno spazio nel campo dell’agricoltura biologica soprattutto in quei paesi come il Belgio dove la legge permette la coltivazione di certe varietà di cannabinoidi contenenti un basso tasso di sostanze psicotrope.

Letizia Materassi
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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 12 febbraio 2013 in Attualità

 

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LA BAYER VUOLE ENTRARE NEL BIO


 

ATTENTI ALLE MULTINAZIONALI DELLA DELLA CHIMICA ENTRANO NEL BIOLOGICO

Un esempio è la tedesca Bayer. Dopo l’acquisto dell’americana AgraQuest, Bayer CropScience prosegue infatti nella marcia verso un catalogo sempre più integrato da prodotti di origine naturale. Già con il primo passo il colosso tedesco si era portato a casa un’azienda, AgraQuest appunto, la quale conta nel proprio portfolio prodotti strategici come i fungicidi a marchio Serenade, Rhapsody, Sonata e Ballad.Ora Bayer arricchisce il proprio arsenale di mezzi tecnici naturali con l’acquisizione di Prophyta GmbH, azienda produttrice operante anch’essa nel segmento bio.La società ha sede a Malchow, nella Regione tedesca del Meclemburgo-Pomerania. Oltre ai prodotti, l’acquisizione comprende anche i laboratori di ricerca e sviluppo, come pure gli stabilimenti di produzione e formulazione. Prophyta, che oggi conta un organico di circa trenta dipendenti, fu fondata nel 1992 e da allora offre prodotti principalmente basati su agenti di controllo biologici.Il suo nematicida BioAct è disponibile in dieci paesi. Prophyta ha sviluppato una specifica tecnologia di fermentazione per la produzione e lo sviluppo di funghi filamentosi.Questa acquisizione è per Bayer CropScience un investimento verso la costruzione di una piattaforma tecnologica leader nel segmento dei prodotti naturali, impiegabili nel biologico, ma non solo…La piattaforma tecnologica di Prophyta aumenta la nostra capacità di offrire ai coltivatori in tutto il mondo una tecnologia complementare alle usuali soluzioni agricole’ ha detto Rüdiger Scheitza, membro del consiglio direttivo di Bayer CropScience AG e Responsabile Stra.(fonte: AgroNotizie)

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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 28 gennaio 2013 in Multinazionali

 

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RAVENNA – MAXI SEQUESTRO DI FALSA SOIA BIO


LA SOIA SEQUESTRATA A RAVENNA E’ RISULTATA CONTAMINATA DA ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

presenti al di sopra della soglia consentita dalla legge.Oltre 1.700 tonnellate di soia certificata come biologica, ma con una presenza di OGM superiore ai livelli previsti dalla legge. È questo il quantitativo di merce che la Guardia di Finanza ha sequestrato pochi giorni fa nel porto di Ravenna. Un ennesimo attacco alla sicurezza alimentare e un nuovo episodio di frode commerciale.La soia, proveniente dall’Europa dell’est, era pronta per essere immessa sul mercato, destinata a grossisti per la vendita, eventualmente per la trasformazione o per l’alimentazione animale.Sono almeno una decina le persone indagate, con l’accusa di frode in commercio e truffa.I sequestri, compiuti in tutta Italia, si sono concentrati in particolare presso grossisti di Veneto e Lombardia. L’inchiesta è ancora in corso ma il numero degli indagati per il traffico dall’Est Europa, e in particolare dalla Romania, potrebbe aumentare ancora.
L’EFFICACIA DEI CONTROLLI E LA TEMPESTIVITA’ D’AZIONE

Anche questa volta hanno impedito che arrivassero sul mercato alimenti contraffatti, garantendo la sicurezza dei consumatori. Un aspetto indubbiamente positivo, ma che da solo non basta a tutelare il settore del biologico, e quello italiano in particolare, dai continui attacchi di investitori senza scrupoli che rischiano di far calare sul settore un ombra di sfiducia da parte dei consumatori.Quello che occorre sottolineare è che anche in questa maxi frode non sono coinvolti i produttori italiani che rispettano i rigidi standard di produzione nel biologico. “La frode smascherata dalla Guardia di Finanzia di Ravenna – dichiara Triantafyllidis presidente di AIAB – ha messo in luce delle debolezze del sistema di certificazione. Innanzitutto il problema delle materie prime importate, che coinvolge in particolare i prodotti che confluiscono nelle filiere zootecniche, come soia e orzo, o nelle lunghe filiere di pastificazione e panificazione. Rinnoviamo pertanto l’invito a stringere le maglie dei controlli agroalimentari con particolare attenzione all’import”. D.S.

fonte : http://www.ilcambiamento.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 3 luglio 2012 in Attualità

 

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BIO NON FA MIRACOLI !


I PRODOTTI BIOLOGICI SONO PIENI DI GRASSI E ADDITIVI,ZUCCHERI E SALI

Spesso sono meno salutari di quelli industriali. Ecco le proveMangiare bio fa bene alla salute? Cosa spinge un consumatore a scegliere marchi che si qualificano come biologici? Tutte le ricerche di mercato rispondono all’unisono: perché è il brand che garantisce la salubrità del prodotto. Vero? Purtroppo no. La stessa Unione europea, nel definire gli standard necessari per fregiarsi del marchio Bio, ha anche scritto che scegliere questo tipo di alimenti fa bene all’ambiente e non necessariamente alla salute. Il biologico è uno stile di vita eco-compatibile, che garantisce rispetto per terre, acque e animali. Ma non leva il medico di torno. Eppure è su questo equivoco che regge il marketing di decine e decine di prodotti alimentari, sia quelli che fanno riferimento al bio solo nel nome, a mo’ di promessa. Sia quelli che hanno, in effetti, la certificazione perché si tratta di frutta, verdura, latticini e carni provenienti da una coltivazione o da un allevamento biologico. Ed è sempre sulla base di questo equivoco che si giustifica la costante crescita del settore, come mostrano questi grafici, che saranno presentati in occasione del prossimo Sana di Bologna previsto dal 13 al 16 settembre.Proprio per documentare che si tratta solo e soltanto di un equivoco, l’associazione Altroconsumo ha preso in esame sei categorie di alimenti molto diffusi (latte, yogurt, confetture, frollini, cereali per la prima colazione e fette biscottate), e ha valutato sia la qualità degli ingredienti sia la presenza di contaminanti (ormoni, micotossine, pesticidi). Il risultato, che ‘L’espresso’ anticipa in queste pagine (i risultati), è sorprendente. Perché non solo i prodotti bio non sempre sono migliori dei convenzionali e assomigliano sempre di più a quelli industriali, ma spesso sono anche molto meno salubri. Di pari tenore sono anche gli studi svolti sulle materie prime: nessuno è in grado di dimostrare che pomodori, mele, zucchine o cereali col marchio bio facciano meglio alla salute degli altri. Ma tutti vediamo che costano ben di più, con una differenza di prezzo che oscilla tra il 30 e il 35 per cento; che oltre il 30 per cento degli italiani li preferisce, e che a sceglierli sono in prevalenza trenta-quarantenni, sono mamme desiderose di dare il meglio ai bambini, sono persone molto preoccupate di garantirsi un’alimentazione più sana possibile (come mostra un’indagine Censis-Confcommercio).

INTEDIAMOCI NE’ L’INCHIESTA DI ALTROCONSUMO NE’ LE RICERCHE SCIENTIFICHE SUI PRODOTTI PRIMI BOCCIANO IL BIO NON FA PEGGIO DEL CIBO CONVENZIOALE

Dal punto di vista nutrizionale è uguale. Ma fa molto meglio all’ambiente. E chi lo sceglie deve sapere che fa una scelta etica, politica, magari religiosa, ma non salutista.Innanzitutto, come mostrano i test, perché il marchio bio non mette al riparo dai danni dell’alimento industriale: grassi, additivi, sale e zuccheri a profusione. Nelle confezioni di frollini esaminate, ad esempio, i grassi di palma e di cocco, di pessima qualità, fanno la parte del leone. È vero che nei prodotti bio sono del tutto assenti i fitofarmaci, riscontrati invece in due su tre delle marche convenzionali, ma perché tutti i bio usano farine ricostituite al posto di quella integrale? La legge lo consente, è vero, ma da prodotti che puntano sulla genuinità ci si aspetterebbe vera farina, la stessa che troviamo invece in due marche convenzionali su tre.”Un prodotto industriale bio non ha molto senso”, commenta Marina Seveso, paladina dell’agricoltura biologica e autrice di ‘Speriamo in bio’: “E non ha senso pagarlo di più a meno che non palesi un’attenzione generale alla salubrità di tutti gli ingredienti”. Cosa che, stando all’indagine di Altroconsumo, non accade. Negli yogurt bio, ad esempio, troviamo una lunga lista di ingredienti ben poco naturali: addensanti, coloranti, aromi, gelificanti. E nelle fette biscottate ci sono grassi di cattiva qualità, anche se sono completamente assenti tracce di fitofarmaci presenti invece nelle marche convenzionali. “Si tratta sempre di quantità ben al di sotto dei limiti consentiti dalla legge, e quindi non dannose alla salute”, specifica la tecnologa alimentare Emanuela Bianchi: “E la legge stabilisce limiti molto precisi e sicuri”.

di – Daniela Minerva

fonte : http://espresso.repubblica.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 26 giugno 2012 in Attualità

 

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Maxi truffa nel bio: stiamo allerta!


 MEGA TRUFFA NEL SETTORE DEI PRODOTTI BIOLOGICI

Scoperta dalla Guardia di finanza. I militari del comando di Verona hanno sequestrato oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari falsamente biologici che venivano commercializzati e scoperto un giro di fatture false per oltre 200 milioni di euro. Sei le persone arrestate. Gli arresti, disposti dal gip di Verona, sono stati eseguiti a nella città veneta e a Ferrara, Pesaro Urbino e Foggia. L’indagine riguarda una gigantesca frode nel settore della vendita di prodotti biologici e ha portato anche al sequestro di oltre 2.500 tonnellate di merce (frumento, favino, soia, farine e frutta fresca) spacciata per biologica. Secondo le indagini, i sei arrestati hanno immesso sul mercato una quantità’ di prodotti falsamente biologici che corrispondono al 10% dell’intero mercato nazionale.

 

LA GUARDIA DI FINANZA DI VERONA

Ha scoperto una mega truffa nel settore dei prodotti biologici, sequestrando 2.500 tonnellate di materie prime e 700mila di prodotti alimentari spacciati per “bio” e scoperto un giro di fatture false per oltre 200 milioni di euro. Sei le persone arrestate a Verona, Ferrara, Pesaro Urbino e Foggia: secondo gli investigatori hanno commercializzato una quantità di prodotti pari al 10% dell’intero mercato nazionale.Il maxi sequestro comprende più di 2.500 tonnellate di frumento, favino, soia, farine e frutta fresca, spacciati per biologici e oltre 700mila tonnellate di falsi prodotti alimentari bio commercializzate. Quantitativo pari al 10% del mercato nazionale. Le fiamme gialle hanno scoperto anche un giro di fatturazione per operazioni inesistenti da oltre 200 milioni di euro. Un volume di transazioni definito “impressionante” dagli stessi investigatori.

 

 

Fonte: il sole 24 ore.

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 7 dicembre 2011 in Attualità

 

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