RSS

Archivi tag: NESTLE’

LA NESTLE’ – Usa i chip per giocare con i nostri bambini + video


COMPRA UN KITKAT

attiva il chip che trovi dentro e se sarai uno dei 6 fortunati verrai geolocalizzato e raggiunto entro 24 ore da un elicottero speciale dal quale si caleranno uomini selezionati per portarti una valigia con 10.000 sterline di premio.E’ la realtà: è la nuova trovata di marketing della Nestlé in Inghilterra.In televisione da qualche settimana gira questa pubblicità:Anche note testate inglesi come il Dailymail ed il Telegraph raccontano e pubblicizzano l’iniziativa (Dailymail – Telegraph).In sostanza stiamo parlando di un gioco che si basa sulla geolocalizzazione.Che loro sanno sempre dove siamo è cosa nota. Adesso sembra si stia cercando di venire alla luce e far accettare, partendo dai bambini, il fatto di essere seguiti secondo per secondo.Quale modo migliore che attraverso un gioco col quale puoi vincere 10.000 sterline ed essere letteralmente protagonista di una scena da film dove agenti addestrati si calano da un elicottero per portarti una valigia piena di soldi?Fino a pochi anni fa avrebbe potuto scandalizzare il sentirsi spiati e geolocalizzati, ora iniziamo a desiderarlo… potremmo ricevere una valigia piena di soldi…

 VIDEO

Fonte : http:www.dionidream.com

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 14 novembre 2012 in Multinazionali

 

Tag: , ,

LATTE CONTAMINATO- NESTLE’ E TETRAPAK CONDANNATE ! + video


L’INCHIOSTRO DI STAMPA APPLICATO ALLE CONFEZIONI AVEVA CONTAMINATO IL LATTE CONTENUTO ALL’INTERNO

Adesso le due multinazionali vengono condannate al pagamento dei danni a favore di due genitori. Accertato un danno di natura non solo alimentare ma psicologica. Secondo Altroconsumo la contaminazione era presente anche in altri prodotti.l giudice di pace di Giarre ha condannato la Nestlé Italiana e la Tetra pack international, al pagamento dei danni a favore dei genitori che avevano utilizzato latte Nidina per le loro due figlie.L’inchiesta prese l’avvio il 22 novembre del 2005 da un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno che sfociò nel sequestro, eseguito dal corpo forestale, di 30 milioni di latte per bambini. Il latte conteneva l’Itx un tipo di inchiostro, altamente tossico, utilizzato nella stampa sugli imballaggi da parte della Tetra Pak. Soddisfazione del Codacons, che annuncia la sentenza come “la prima di questo genere pronunciata in Italia”.
IL GIUDICE SALVATORE FISICHELLA

Ha stabilito che “la commercializzazione del prodotto inquinato comporta una responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale in quanto si profila anche una ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta”.Il giudice di pace ha ritenuto che “gli attori hanno fornito prova idonea che a seguito dell’acquisto del latte Nestlé e della somministrazione dello stesso alle proprie figlie, subirono un danno di natura psicologica determinato dal turbamento e dalla preoccupazione che la prole possa essere contaminata a causa della sostanza ‘inquinante'”.Altroconsumo, tuttavia, estese le analisi e rilevò la contaminazione con la sostanza chimica anche in altri prodotti alimentari. In seguito la svedese Tetra Pak annunciò che non avrebbe più utilizzato inchiostro con Itx per realizzare le sue confezioni.

VIDEO


fonte : http://wwwblogdicristian.blogspot.it
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
3 commenti

Pubblicato da su 26 marzo 2012 in Multinazionali

 

Tag: , , ,

ETICHETTA INGANNEVOLE : LA NESTLE’ NE SA QUALCOSA..


QUANDO LE RESPONSABILITÀ SONO DELLA MULTINAZIONALE. UN CASO EMBLEMATICO.

In Laos la Nestlé vende un prodotto con un’etichetta fuorviante che mette a rischio la salute dei neonati.È una sorta di crema per macchiare il caffè, che può essere scambiata per un sostituto del latte materno, spiega il British Medical Journal.Sulla confezione è disegnata una mamma orsa con in braccio il suo cucciolo in posizione da allattamento: è il logo Bear Brand della multinazionale svizzera, usato in diversi prodotti per l’infanzia. Il problema è che il contenuto di proteine della crema è del 3,6 per cento e quello di grassi del 27,3 per cento a fronte, rispettivamente, del 7,2-12 per cento e del 40-54 per cento del latte in polvere per neonati.

PER SEGNALARE CHE NON E’ UN ALIMENTO PER L’INFANZIA

L’etichetta riporta il simbolo di un biberon barrato e un messaggio scritto in tre lingue ( inglese, thai e lao), ma in Laos si parlano 45 lingue diverse e per molti è incomprensibile.“L’80 per cento delle volte non viene letto”, spiegano alcuni pediatri di Vientiane, che hanno deciso di indagare dopo aver ricoverato per malnutrizione diversi bambini alimentati con la crema Bear Brand. Hanno intervistato 1.098 persone e si è visto che il 96 per cento pensava che la confezione contenesse del latte, il 39 per cento che fosse un prodotto per l’infanzia, e il 18 ha detto di averlo dato ai figli di pochi mesi.

Fonti: BMJ / Internazionale.it / Ripreso da: finanzainchiaro.it

redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

 
1 Commento

Pubblicato da su 23 gennaio 2012 in Multinazionali

 

Tag: , , , ,

I CRIMINI DELLA NESTLE’:CIBO TRANSEGENICO,SCHIAVISMO,MANODOPERA MINORILE E INQUINAMENTO DEL LATTE.


DICI NESTLE’ E IL PENSIERO VA AL NEQUICK E AL KITECAT O PERCHE’ NO AL NESCAFFE’…DICI NESTLE’ E TI VIENE IN MENTE QUEL BEL CUORICINO ROSA O LE COLOMBINE COSI’ CARINE.PECCATO CHE DIETRO CI SIA MOLTO DI PIU’.LA MULTINAZIONALE DEI CEREALI,LATTE,SNACK,PASTA,COSMETICI E ACQUA VANTA PARECCHIE ACCUSE PER VENDITA DI CIBO TRANSGENICO,INQUINAMENTO DEL LATTE,ESPERIMENTI CRIMINALI SU DEI POVERI ANIMALI, NONCHE’ PER SCHIAVISMO,SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI E MANODOPERA MINORILE..INSOMMA ALTRO CHE DOLCI,COLOMBINE O CUORICINI QUESTA E’ UNA MULTINAZIONALE DA INCUBO

La Nestlè è vita, la nostra vita, perchè noi potremmo tranquillamente vivere dei loro prodotti. Infatti questa multinazionale svizzera ha un regime quasi di monopolio nel mercato mondiale. Facciamo un esempio? ci alziamo la mattina, facciamo colazione con i cheerios, magari accompagnati da una tazza di caffè (naturalmente Nescafè) o del buon latte Latière e un bel bicchiere di San Pellegrino. A pranzo una bella pasta Buitoni, un bel gelatino Motta, per digerire facciamo sport, giusto per rimanere in forma, allora perche non usare un PowerBan? E la sera? Massi, dedichiamoci a bimbi, diamogli un bel Fruttolo, cosi non fanno i capricci, e ai nostri amici animali un bel Friskies e poi a nanna. E domani non abbiate paura, a voi ci penserà ancora la Nestlè, con prodotti diversi ovviamente, mica hanno solo questi. Infatti al momento la multinazionale Svizzera può vantare un ventaglio di 189 grandi marchi, mica poco. Ma sotto questa egemonia, come ogni storia che si rispetti, c’è sempre qualcosa da analizzare e scoprire, e come San Tommaso noi siamo pronti ad analizzare la ricetta di tale successo !

 

LA STORIA DI UN IMPERO

Corre l’anno 1860 quando il farmacista Henri Nestlè sviluppò un alimento per i neonati che non potevano essere nutriti al seno a causa di particolari intolleranze. Il prodotto creato, la Farine Lactèe Henri Nestlè, salvò la vita di un bambino e fu presto venduta in tutto il continente europeo. Nel 1866 fu quindi fondata ufficialmente la Nestlè, destinata col tempo a diventare forse la piu conosciuta multinazionale del mondo. Nel 1905, la Nestlé si fuse con la Anglo-Swiss Condensed Milk Company, dando il via ad una vertiginosa crescita che coinvolse in seguito nazioni del calibro di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Spagna. Durante la Prima guerra mondiale crebbe la richiesta di prodotti caseari, e la produzione della Nestlé raddoppiò prima della fine del conflitto.Dopo la fine del conflitto il mercato caseario tornò a normalizzarsi e gran parte dei consumatori tornarono al latte fresco. La Nestlé rispose a questo mutamento di contesto modificando la propria linea aziendale, riducendo il proprio debito e iniziando a espandersi nel settore della produzione del famosissimo cioccolato, a tutt’oggi la seconda attività più importante dell’azienda.All’inizio della Seconda guerra mondiale furono realizzate nuove fabbriche in molti paesi in via di sviluppo in america latina. Proprio la guerra, paradossalmente, portò all’invenzione di un nuovo prodotto di enorme successo, il Nescafè, utilizzato in primis dall’esercito americano e poi diffusosi nel mondo.

 

LA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Fu l’inizio di una fase molto dinamica. La crescita dell’azienda fu accelerata e furono portate a termine numerose acquisizioni. Nel 1947 la Nestlé si fuse con la Maggi, seguirono Crosse&Blackwell (1950), Findus (1963), Libby’s (1971) e Stouffer’s (1973). Fu inoltre realizzata nel 1974 una shareholding con L’Oreal, che rese ufficiale l’allargamento degli interessi commerciali, ormai usciti dal guscio alimentare. Nel 1977 l’espansione continuo’ con l’aquisizione di Alcon Laboratories e nel 1984 si aggiunse anche la compagnia americana Carnation.Con la nascita del mercato globale, datata nella meta’ degli anni ’90 la Nestlé si affaccio’ su importanti mercati nei quali emergenti. Negli anni successivi avvennero nuove importanti acquisizioni: Sanpellegrino nel ’97, Spiller Petfoods nel ’98, Chef America, Ralston Purina e Dreyer’s nel 2002 e per finire la Gerber nel 2007. Fin dagli ultimi anni del settanta, la Nestlé è stata oggetto di numerose critiche per la sua politica commerciale, che hanno fatto nascere numerosi movimenti di opposizione a questa azienda, iniziati su vari fronti e in diversi paesi, tutti riuniti in un comitato chiamato International Nestlè Boycott Committee, che ha in Jean Ziegler uno degli esponenti di spicco in materia di critiche.

 

IL LATTE, CROCE E DELIZIA

In materia di promozione, la Nestlé viene accusata di una politica commerciale aggressiva e irresponsabile, sopra tutto per quanto riguarda la promozione di latte per neonati nei paesi in via di sviluppo, che avviene attraverso forniture gratuite a strutture ospedaliereLa stessa UNICEF dichiara che la sostituzione dell’allattamento materno con il latte in polvere, porterebbe nei paesi del Terzo mondo alla morte di circa un milione e mezzo di bambini ogni anno, a causa di problematiche legate alla difficoltà di sterilizzazione dell’acqua e dei biberon utilizzati, fatto che comporta un aumento dei rischi di mortalità post-neonatale rispetto all’allattamento naturale.Per queste ragioni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) adottò il 22 maggio del 1981, l’International Code of Marketing of Breast-milk Substitutes, un regolamento internazionale sulla promozione di surrogati del latte materno, linea guida non legalmente vincolante al quale la Nestlé aderì nel 1982.I controlli eseguiti nel 1988 dalla International Baby Food Action Network riscontrarono delle infrazioni da parte dell’azienda e di altre compagnie produttrici di latte per neonati e provocarono la ripresa del boicottaggio dell’azienda nato nel 1977 e successivamente interrotto con la sua adesione al Codice dell’OMSDiverse indagini hanno mostrano come la Nestlé ed altre compagnie produttrici di latte in polvere per neonati negli ultimi anni abbiano ripetutamente infranto il Codice internazionale dell’OMS al quale hanno ufficialmente aderito, in particolar modo nelle regioni meno sviluppate del pianeta.Ma la Nestlè fa scandalo anche nel nostro paese, dove nel 2009 la filiale italiana è stata penalmente condannata, in compagnia della Tetrapak, al risarcimento danni, tramite un tipo di inchiostro chiamato Itx, per l’inquinamento del latte Nidina..

 

IL CIBO TRANSGENICO

Nell’agosto del 2004 un test effettuato da Greenpeace porto’ alla luce la presenza di organismi geneticamente modificati in una confezione di Nesqiuk, seguita da una denuncia fatta da una donna cinese, che denunciò la multinazionale poiché l’uso di OGM nei prodotti per l’infanzia, al tempo assolutamente proibito dalle leggi locali. Nel novembre 2005 Nestlé si oppose alla decisione svizzera di bandire gli OGM

 

SCHIAVISMO E MANODOPERA MINORILE

La denuncia alla Nestlè arriva nel 2005 viene ufficialmente denunciata per l’uso di manodopera ridotta in schiavitù. Salta all’occhio una testimonianza ci traffico di minori, dal Mali alla Costa d’Avorio, costretti in seguito a lavorare dalle 12 alle 14 ore al giorno in piantagioni di cacao (dove la stima parla di circa 284.000 minori all’opera), e oltretutto gratuitamente, con cibo in quantità ridotte, poco sonno e ripetute percosse. In quelle zone la multinazionale svizzera è la terza compratrice mondiale, e l’esportazione del cacao, a quanto appurato, sarebbe stata la principale fonte finanziaria per le forze militari della guerra civile.Nel 2001 Nestlé e altri grandi produttori di cioccolato hanno firmato un accordo, il protocollo Harkin-Engel (o più comunemente chiamato Protocollo sul cacao), per affermare che sarebbe certificato, da luglio 2005, che il suo cioccolato non era stato prodotto attraverso manodopera minorile forzata o proveniente da traffico di esseri umani, ma il protocollo stesso, secondo il più recente report dell’International Labor Rights Fund pubblicato nel 2008, sarebbe stato disatteso.

 

RITORSIONI SUI LAVORATORI

La Nestlè sembra oltretutto essere autrice di licenziamenti a scopo intimidatorio, come quello dell’89 in Brasile, a Cacapava, dove i lavoratori di una fabbrica di cioccolato scioperarono per denunciare le condizioni di lavoro penose, la discriminazione nei confronti delle donne, la mancanza di adeguati indumenti protettivi e di adeguate condizioni di sicurezza. A seguito della protesta, in breve tempo quaranta operai furono licenziati, compresi quasi tutti gli organizzatori dello sciopero.Per completare questa interessante lista, ricordiamo che la L’Oreal, marca di cosmetici francese facente parte del gruppo Nestlé, é stata recentemente fatta oggetto di un boicottaggio denunciante gli allucinanti esperimenti perpetrati a danno di animali per testare la cancerogenicità dei propri prodotti. Ancor più recentemente la multinazionale Nestlé é stata accusata di utilizzare nei suoi prodotti alimentari cereali e derivati manipolati geneticamente (un esempio é la pasta per torte della Leisi).

 

fonte: http://comesantommaso.blogspot.com

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

 
9 commenti

Pubblicato da su 19 dicembre 2011 in Multinazionali

 

Tag: ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: