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CINA – Storico addio alle bacchette?


 

cina - bacchetteECCO IL TENTATIVO DI SALVARE GLI ALBERI

In Estremo Oriente, un problema importante che affligge ambiente ed ecosistemi, è quello della deforestazione. Un contributo negativo al fenomeno viene dato dall’impiego del legno per le famose e diffusissime bacchette, usate per mangiare. (riso e altri cibi). Queste sono fatte per l’appunto in legno d’albero, talvolta anche pregiato, e la produzione dell’utensile è naturalmente sfrenata, considerando il grande numero di abitanti dei paesi orientali.Ecco quindi che per risolvere il problema, un parlamentare cinese ha deciso di sfidare una secolare tradizione ponendo l’obiettivo di abolire l’uso di tali bacchette di legno, proprio per ridurre il diboscamento e quindi i danni all’ambiente e alla natura. Ogni anno, pensate, solo in Cina, vengono prodotte circa 80 miliardi di coppie di bacchette in legno usa e getta, che hanno di fatti un ciclo di vita brevissimo. Si parla già di una nuova possibile norma che vieti, dunque, la produzione delle bacchette col legno.

 

ABBIAMO BISOGNO DI MUTARE LE NOSTRE ABITUDINI

e sensibilizzare la popolazione all’utilizzo delle posate, come avviene in altri paesi, ha detto Bo Guangxin, presidente di una società che opera nel settore della silvicultura. Il quantitativo di bacchette usa e getta prodotto in Cina, secondo Bo Guangxin, sarebbe sufficiente a coprire 360 volte piazza Tiananmen a Pechino ed equivale a tagliare ogni anno 20 milioni di alberi di età superiore a 20 anni. La Cina, il più grande importatore mondiale di legno, ha imposto una tassa del 5% sulle bacchette usa e getta per ridurre gli sprechi, così come fece nel 2006 per i pavimenti in legno.

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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

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Pubblicato da su 14 marzo 2013 in Attualità

 

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ARIA IN LATTINA – In Cina è già realtà


LA CINA NON E’ PROPRIAMENTE FAMOSA PER LA QUALITA’ DELL’ARIA

Il boom economico ha portato smog a livelli record. Da qui l’idea di mettere aria pulita in lattina.L’idea è venuta ad un ricco imprenditore cinese, Chen Guangbiao, che ha studiato il business dell’aria pulita. L’obiettivo è quello di imbottigliare aria priva di smog da zone incontaminate e di vendere il prodotto su larga scala, a cominciare da Pechino e Shangai, città con livelli d’inquinamento davvero elevati. L’ossigeno in questione, provieniente da Shangri-La, Jinggangshan o dallo Yunnan, secondo Guangbiao, avrebbe effetti benefici già al primo “sorso“. Per imbottigliarlo, secondo alcune fonti, ai dipendenti della nuova azienda, basterebbe agitare la lattina tre volte. Un chip posizionato sulla superficie del contenitore li avvertirebbe del completo riempimento.

Fonte
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 11 febbraio 2013 in Attualità

 

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ARIA IN LATTINA – In Cina è già realtà


LA CINA NON E’ PROPRIAMENTE FAMOSA PER LA QUALITA’ DELL’ARIA

Il boom economico ha portato smog a livelli record. Da qui l’idea di mettere aria pulita in lattina.L’idea è venuta ad un ricco imprenditore cinese, Chen Guangbiao, che ha studiato il business dell’aria pulita. L’obiettivo è quello di imbottigliare aria priva di smog da zone incontaminate e di vendere il prodotto su larga scala, a cominciare da Pechino e Shangai, città con livelli d’inquinamento davvero elevati. L’ossigeno in questione, provieniente da Shangri-La, Jinggangshan o dallo Yunnan, secondo Guangbiao, avrebbe effetti benefici già al primo “sorso“. Per imbottigliarlo, secondo alcune fonti, ai dipendenti della nuova azienda, basterebbe agitare la lattina tre volte. Un chip posizionato sulla superficie del contenitore li avvertirebbe del completo riempimento.

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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 11 febbraio 2013 in Attualità

 

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LA CINA STA FACENDO ENORMI SCORTE DI RISO E MATERIE PRIME – Per cosa si prepara?


CINA

Ieri, è stato riferito che la Cina,che al momento non soffre di mancanza di cibo, stà accumulando enormi scorte di riso. Lo scorso anno, il paese ha misteriosamente importato una quantita’ di riso quattro volte superiore rispetto agli acquisti del 2011: esperti delle Nazioni Unite non comprendono il motivo, dopo che i dati mostrano che la Cina ha importato 2,6 milioni di tonnellate di riso nel 2012, rispetto alle 575 mila tonnellate importate nel 2011.La confusione nasce dal fatto che non vi è alcuna ragione evidente per questo incremento delle importazioni, dal momento che non vi è stata alcuna carenza di riso nel paese. Perché la Cina improvvisamente fa scorte di milioni di tonnellate di riso senza motivo apparente? Che sia legato ai preparativi di guerra nel Pacifico e in Asia centrale? La rivelazione di ieri segue dopo altri rapporti che evidenziavano il fatto che la Cina nel corso degli ultimi anni sta stoccando enormi quantita’ di materie prime nei magazzini. Per esempio, Reuters riferi’ l’anno scorso che: A Qingdao, sede di uno dei terminali più grandi della Cina per l’estrazione di minerali di ferro, centinaia di cumuli di minerale di ferro, ciascuno alto come un edificio di tre piani, sconfinano in una zona segnalata come “stoccaggio cereali” .

PIU’ A SUD

In alcuni depositi doganali di Shanghai stanno utilizzando parcheggi per immagazzinare scorte di rame – un altro fenomeno insolito che è di cattivo augurio per i prezzi dei metalli a livello mondiale, e solleva interrogativi circa la capacità della Cina di sostenere la sua crescita economica, quando il resto del mondo vacillera’. Diversi mesi fa, almeno un analista ha ipotizzato che un’ acquisto forsennato di materie prime di circa 300.000 tonnellate di metalli in un’altra provincia cinese era stata motivata per  mantenere le locali fonderie a pieno regime, garantendo in tal modo il gettito fiscale continuo al governo. Ma questo non spiega il riso acquistato. Quello che sappiamo è che il mondo può essere diretto – guidata dagli Stati Uniti – verso un periodo di inflazione significativo se la crisi del debito sovrano porterà a ulteriori espansioni della massa monetaria.
FONTE –  Visto su
Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2013 in Attualità

 

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SISTEMA PER RISCALDARE L’ACQUA RICICLANDO VECCHIE BOTTIGLIE DI BIRRA


66 BOTTIGLIE DI BIRRA VUOTE POSSONO SEMBRARE UTILI PER UNA FOMA PIU’ CLASSICA DI RICICLAGGIO

Ma un contadino in Cina li ha usati per creare un circuito ad energia solare per l’acqua calda. Ma Yanjun, che vive nel villaggio Qiqiao in Cina non aveva acqua in casa è ha dovuto ingegnarsi per creare acqua calda per l’anziana madre. “Ho inventato questo per mia madre. Voleva fare la doccia comodamente”. Sul tetto di casa ha costruito una griglia di 66 bottiglie di birra. Ogni bottiglia è collegata al sistema con alcuni tubi di gomma, che permettono all’acqua di scorrere tra le bottiglie di birra. L’acqua in bottiglia è riscaldata dal sole e convogliata nel bagno di casa. Il sistema fai da te fornisce acqua calda per fare la doccia a sufficienza per tre persone. Ma anche se le modalità di realizzazione tramite bottiglie può essere unica, la sua idea non lo è. Infatti gli scaldabagni ad energia solare esistono in varie forme da cento anni e si sono diffusi in alcuni paesi occidentali nel 1970. Ci sono diverse aziende che costruiscono e vendono pannelli solari termici per l’acqua calda. Un riscaldatore di acqua solare può far risparmiare diversi euro oltre al risparmio ambientale che tale dispositivo produce. Purtroppo in una giornata nuvolosa può solo produrre acqua tiepida nella migliore delle ipotesi, perché il sistema dipende dal calore del sole.

I PANNELLI SOLARI FAI DA TE SONO COMUNI NELLE NAZIONI PIU’ POVERE

In cui l’elettricità e altri servizi possono essere scarsi. Alcuni pannelli solari per l’acqua calda utilizzano grandi botti per raccogliere e immagazzinare l’acqua calda. Indipendentemente delle origini della sua invenzione, molti nel suo paese sono rimasti impressionati dalla sua singolare idea di produrre acqua calda. Dieci abitanti del villaggio hanno già installato questo sistema fai da te per il riscaldamento sui tetti delle loro case.

Fonte: http://www.bcasa.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 20 luglio 2012 in Attualità

 

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SMOG IN CINA- L’ARIA È GIALLA +foto


E’ UNA DELLE CITTA’ PIU’ INQUINATE DEL MONDO

Ma l’aria gialla non si era mai vista.Quando le immagini parlano da sole. Ecco gli effetti dello smog nella città di Wuhan, in Cina. E’ una delle città più inquinate del mondo, si sa, ma l’aria gialla non si era mai vista. L’avanzata economica e l’espansione della Cina avrà delle conseguenze ambientali devastanti. Purtroppo, le classi dirigenti non sembrano rendersene conto. In gioco, la sopravvivenza dell’essere umano.

 

 

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fonte : http://www.cadoinpiedi.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 20 giugno 2012 in Attualità

 

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L’ALTRA FACCIA DELLA “MELA” – OMBRE SULLA RESPONSABILITA’ SOCIALE DI APPLE


I PROBLEMI DI SURRISCALDAMENTO DEL ULTIMO iPAD E LA CONCORRENZA ANNUNCIATA DA GOOGLE E INTEL RIEMPIONO LE CRONACHE DI QUESTI GIORNI DI INDISCREZIONI SU APPLE

Ma questioni ben più serie gettano un’ombra sulla responsabilità sociale della Mela di Cupertino: da qualche anno ong e ambientalisti denunciano quanto accade nelle fabbriche dei suoi fornitori in Cina.Come altri colossi dei più svariati settori, Apple incarna un modello di business che mette al centro il marchio più del prodotto. Questo si traduce nella scelta di gestire direttamente attività di innovazione e marketing, appaltando la produzione delle merci a chi è in grado di garantire qualità a prezzi il più possibile competitivi. Ma qualità e risparmio possono essere ottenuti dai fornitori di Apple anche a scapito di lavoratori e ambiente, almeno questo è quanto rilevato da un gruppo di ong cinesi nello studio The other side of Apple.

IL REPORT DENUNCIA I TURI MASSACRANTI

E le misure disciplinari di estrema durezza cui vengono sottoposti anche bambini e ragazzi giovanissimi nelle fabbriche che producono componenti per Apple. Situazioni portate allo scoperto dalla serie di suicidi verificatisi, nei primi 6 mesi del 2010, tra i lavoratori di uno dei maggiori fornitori della Mela, la Foxconn.Ma la Foxconn è chiamata in causa dalle organizzazioni cinesi anche per l’inquinamento derivante dalla lavorazione di metalli, che rende l’aria irrespirabile per chi vive nei pressi dello stabilimento, tanto da impedire ai residenti l’apertura delle finestre.Altrettanto preoccupanti le conseguenze dello scarico di sostanze inquinanti in corsi d’acqua da parte della Meiko Electronics – rame e nickel in grandi quantità, che finirebbero direttamente nel fiume Yangtze -, mentre le emissioni della Kaedar Electronics e della Unimicron Electronics starebbero provocando nei bambini che abitano l’area dolori al petto e sanguinamento nasale.

E SE LA CONTAMINAZIONE DELL’ARIA E DELLE ACQUE MINACCIA VASTE FASCE DI POPOLAZIONE

L’uso di sostanze tossiche nei processi produttivi sembra avere effetti immediati sugli operai. Nel documento le ong si concentrano in particolare sulla Lian Technology Jian (Wintek), che, secondo numerosi articoli pubblicati, si occuperebbe di fornire touchscreen ad Apple.Nell’agosto 2008 – spiega il report – la fabbrica ha infatti sostituito la soluzione a base alcolica fino ad allora utilizzata per pulire gli schermi con un solvente chimico denominato n-esano che, evaporando più rapidamente, avrebbe aumentato il tasso di efficienza. Nel giro di pochi mesi gli operai hanno iniziato ad accusare le conseguenze dell’esposizione a questa sostanza: neuropatia periferica, spossatezza e intorpidimento degli arti, difficoltà nel movimento e perdita del senso del tatto. In 49 sono stati ricoverati all’Ospedale del Popolo No.5 di Suzhou, in decine hanno lasciato il lavoro firmando una liberatoria che svincolava l’azienda da qualsiasi responsabilità in cambio di cifre irrisorie.

MA DELLE RESPONSABILITA’ OSSERVANO LE ORGANIZZAZIONI C’ERANO

Nessuno aveva infatti informato i lavoratori dei possibili rischi connessi all’utilizzo del solvente – contravvenendo alla legislazione cinese sulla prevenzione e il controllo delle malattie professionali -, mentre, secondo le testimonianze di alcuni operai, “rappresentanti di Apple avevano visitato in precedenza la fabbrica, ma non avevano mai detto ai lavoratori che l’utilizzo di n-esano, chiesto per aumentare la produzione, fosse pericoloso o come proteggersi dalla sostanza”.Allo stesso modo Apple non sarebbe intervenuta, in risposta alle sollecitazioni delle ong. Mentre grandi imprese hanno aderito all’iniziativa lanciata nel 2007 da ventuno gruppi ambientalisti cinesi – la Green Alliance Choice – per sviluppare un sistema di approvvigionamento sostenibile, e colossi dell’IT hanno accolto le richieste di una coalizione di 34 associazioni di protezione ambientale in materia di inquinamento da metalli pesanti, Apple sarebbe rimasta evasiva.

A COMPLICARE L’ATTEGGIAMENTO DELLA MELA C’E’ POI UN AMBIGUITA’ DI FONDO

Da una parte, la società rivendica segretezza circa la catena di produzione da cui derivano le sue merci, sostenendo che i nomi dei suoi fornitori rappresenterebbero un’informazione strategica per il suo successo commerciale. Sapendo, osservano le ong, che “quando non si può nemmeno determinare chi sono i fornitori di Apple, è ancora più difficile capire le prestazioni sociali e ambientali della sua catena di fornitura”.Dall’altra, però, nel suo codice di auto-condotta, la società di Cupertino si impegna a garantire produzioni rispettose dell’ambiente come della salute e della dignità dei lavoratori. Non producendo nulla direttamente, se non idee e immaginario, i principi di quel codice si applicano, è affermato esplicitamente nel codice, ai fornitori di Apple. È su di loro che Apple deve vigilare per assicurarsi che vengano rispettati, ciò che in quelle fabbriche accade rientra nella sua responsabilità.
di Angela Lamboglia
fonte : http://www.ilcambiamento.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 5 giugno 2012 in Multinazionali

 

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