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LA MENTE – La chiave di ogni successo


IL BENESSERE DELLA PERSONA DIPENDE DALLA MENTE

Il mondo in cui viviamo è fatto di materia, e risponde alle leggi della fisica e della chimica organica per cui, se vogliamo vivere sani e a lungo, non possiamo prescindere dall’aver cura del nostro corpo. Il mondo in cui viviamo è anche fatto di energia, per cui non possiamo nemmeno dimenticarci di sintonizzarci con tale energia superiore. Se da una parte siamo arrivati alla consapevolezza che abbiamo la necessità di mantenerci in salute e difenderci dalla sedentarietà e dalla scarsa qualità nutritiva del cibo oggi in commercio, dall’altra parte credo che manchi la consapevolezza di quanto sia necessario fare altrettanto anche dal punto di vista mentale e spirituale. In questo caso non dobbiamo difenderci dal cibo spazzatura, dalla sedentarietà e dalle contaminazioni chimiche a cui il nostro organismo è sottoposto, ma piuttosto dobbiamo difenderci dallo stress, dalla pigrizia mentale, dalle influenze negative delle altre persone, dalle convinzioni negative e limitanti, e, non per ultimo, dalla spontanea tendenza della mente a pensare in negativo. Già proprio così. In anni e anni di osservazione ho verificato che la mente umana, se non governata, tende a pensare alle cose negative, insomma al peggio. Così come il corpo se non allenato e curato tende al decadimento, anche la mente necessita di attenzioni continue.

COME PRENDERCI CURA DELLA NOSTRA MENTE

La mente è il nostro “ponte di comando”, la stanza dei bottoni ed è assurdo che la maggior parte delle persone non dedichi molto tempo a capire come funzioni e come si possa governare meglio. Innanzitutto ti suggerisco di acquistare subito qualche libro che introduca a tale argomento. Non c’è investimento migliore di un buon libro in grado di arricchire la nostra mente. In attesa di ricevere a casa i libri acquistati, ti anticipo due concetti che potranno sicuramente esserti di aiuto.
• Il primo è il seguente: la mente non distingue cose vividamente immaginate da cose realmente vissute. Sto dicendo che immaginare qualcosa o viverlo davvero, per la nostra mente può essere la stessa cosa. Ad esempio di notte quando sognamo, può capitare di muoverci nel sonno perché la mente non sa che si tratta “solo di immaginazione”. Lei reagisce come se fosse tutto vero. Riesci a comprenderne le implicazioni pratiche nella vita di tutti i giorni? Se durante il giorno ti capita di pensare a qualcosa che devi fare, e lo fai pensando in negativo alle possibilità di fallire, per la tua mente sarà come se tu avessi già fallito. Lei non sa che sono solo immagini. Questo ti procurerà uno stato interiore di paura, ansia, stress?esattamente le condizioni ideali per?fallire!!! È per questo che si dice che tendiamo sempre a realizzare le cose alle quali pensiamo.
• Il secondo concetto chiave invece è: la mente non codifica i comandi negativi. Dire a se stessi: “Non devi agitarti” è esattamente come dirsi, “Ok, agitati pure!”. Facciamo una prova? Non pensare, ripeto, non pensare al colore della tua auto!!! Non ci pensare! Lo so, lo so… non sei riuscito a non pensarci… ovvio, la mente non riconosce il non. Pensa a tutte le volte che dici a te stesso “speriamo di non fallire”; “non fare cavolate”; “non ci cascare un’altra volta” ecc.

DIFENDERSI DAI PENSIERI NEGATIVI

Per lavoro incontro moltissime persone (imprenditori, atleti, professionisti, studenti ecc.) che vivono perennemente sotto scacco dei loro stessi pensieri. Pensano ai problemi (anche oggettivamente veri) e alle difficoltà; pensano alle probabilità di fallire e di rimanere delusi; si abbandonano a pensieri catastrofici invece di governare la propria mente.Il mio invito è di sforzarti a immaginare nella mente ciò che vuoi che ti accada piuttosto che ciò che non vuoi sperimentare. Dialoga con te stesso in positivo e crea immagini vivide di successo. Applico quotidianamente queste strategie con atleti, campioni e imprenditori di successo e posso confermarti che funziona. Non scompaiono i problemi, ovviamente, ma affronti la situazione in uno stato interiore (mentale e fisico) diverso. Infine, permettimi un’ultima osservazione.Se qualcuno cerca di danneggiarti fisicamente che fai? Cerchi di difenderti! Ma come ti comporti con chi ti danneggia quotidianamente a livello mentale? Forse, nella migliore delle ipotesi, nemmeno te ne accorgi. Spesso i pensieri negativi e limitanti passano indisturbati ma sono in grado di contaminarti e danneggiarti enormemente. Vuoi una prova? Guardati un telegiornale delle 20 per intero. Ti sfido alla fine a non avvertire un senso strano allo stomaco. Disagio, stress, paura ecc. Il virus è entrato e ha fatto il suo effetto. Quando ti capita, prendi un bel respiro profondo e riprogramma i tuoi pensieri. Difenditi!

Fonte : http://www.viviconsapevole.it/
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

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Pubblicato da su 1 gennaio 2013 in Attualità

 

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COME RICONOSCERE I PRODOTTI CINESI DAL CODICE A BARRE


PER CONSUMARE IN MODO CONSAPEVOLE DOBBIAMO SAPER CONOSCERE CIO’ CHE ACQUISTIAMO

Possiamo imparare a leggere tutti gli ingredienti contenuti nei vari articoli, identificando in alcuni casi sostanze che potrebbero essere dannose, ma possiamo anche capirne meglio la provenienza leggendo i codici a barre. Come possiamo imparare a leggerli e interpretarli?Leggendo i codici a barre possiamo capire la provenienza dei vari prodotti, quando siamo al supermercato ed effettuiamo degli acquisti accertiamoci al momento che l’alimento che acquistiamo sia quanto più possibile a minor impatto ambientale e sicuro per la nostra salute. Purtroppo ogni giorno si scopre che alimenti di provenienza indubbia sono stati contaminati, non sono sicuri etc..Molti prodotti negli ultimi tempi provengono dalla Cina e non sono considerati sicuri, nemmeno fra gli alimenti, recentemente invece per ciò che concerne i giocattoli è stato fatto un maxi sequestro per problemi di tossicità. Come possiamo fare a leggere i codici a barre di prodotti alimentari? Spesso non viene indicata la reale provenienza dei prodotti per evitare merci invendute e quindi impariamo noi a leggere i codici.
Quando troviamo le prime 3 cifre del codice a barre che corrisponde a 690, 691 o 692, la provenienza è Made in Cina, mentre se il codice è 471 Made in Taiwan.Se le prime 3 cifre del codice a barre sono 00-09 la provenienza è di origine USA.

RIEPILOGHIAMO IL TUTTO IN UNA SEMPLICE TABELLA

Prime cifre codice a barre Origine
890  India
690, 691, 692  Cina
40-44  Germania
471  Taiwan
30-37  Francia
50  Regno Unito
49  Giappone
00 – 09  USA e Canada
800-839  Italia
84  Spagna
Per chi dovesse conoscere altri codice a barre, invitiamo a collaborare per ampliare la lista.

Tratto da – http://ambientebio.it

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 22 novembre 2012 in Multinazionali

 

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NANOTECNOLOGIA – LA NUOVA MINACCIA PER IL CIBO


SCIENZIATI AUTOREVOLI HANNO AMMONITO CHE LA NANOTECNOLOGIA

la manipolazione di materia alla scala di atomi e molecole, introduce nuovi e seri rischi per la salute umana e ambientale. Tuttavia, cibi non contrassegnati, prodotti utilizzando la nanotecnologia, hanno iniziato ad apparire sugli scaffali dei nostri supermercati.Prosieguo dell’ingegneria genetica, la nanotecnologia rappresenta l’ultimo tentativo dell’alta tecnologia di infiltrarsi nelle nostre provviste alimentari. Scienziati autorevoli hanno ammonito che la nanotecnologia, la manipolazione di materia alla scala di atomi e molecole, introduce nuovi e seri rischi per la salute umana e ambientale. Tuttavia, in assenza di un dibattito pubblico o di una supervisione da parte di enti di vigilanza, cibi non contrassegnati, prodotti utilizzando la nanotecnologia, hanno iniziato ad apparire sugli scaffali dei nostri supermercati.Nel mondo l’interesse per il nostro cibo, la salute e l’ambiente sta aumentando. Ci si interroga sull’origine dei prodotti, su come, perché e da chi sono prodotti, sui tempi di trasporto, la durata del loro immagazzinamento ecc. I movimenti a favore del cibo di origine biologica e locale sono emersi come una risposta intuitiva e pratica al crescente uso di elementi chimici nella produzione alimentare e alla sempre maggiore alienazione del sistema agroindustriale dai sistemi agricoli olistici. Le persone hanno scelto di mangiare cibi biologici perché sono attenti alla salute delle loro famiglie e alla salute dell’ambiente. L’agricoltura biologica permette inoltre alle persone di appoggiare un’agricoltura integrata, rispettosa dell’ambiente, e una tecnologia appropriata, piuttosto che un’agricoltura industriale ad alto impiego di sostanze chimiche.Il sostegno per i prodotti biologici è anche cresciuto in risposta diretta agli sforzi dei giganti della biotecnologia di applicare l’ingegneria genetica alle nostre coltivazioni. Agricoltori e acquirenti di cibo in tutto il mondo si sono infuriati, e continuano a esserlo, a causa dell’introduzione di colture prodotte tramite l’ingegneria genetica. Secondo molti la conclusione inevitabile era che mentre le compagnie di biotecnologia si preparavano a beneficiare dell’introduzione di cibi geneticamente manipolati nella catena alimentare, i consumatori, gli agricoltori e l’ambiente portavano tutti i rischi sulle proprie spalle.Ora, la nanotecnologia introduce una nuova ondata di aggressioni ai nostri cibi. La nanotecnologia, ad alta tecnologia e basata sul trattamento a livello atomico, è l’antitesi dell’agricoltura biologica, che valorizza le proprietà naturali e salutari dei cibi integrali freschi, non sottoposti a trattamento. Trasforma inoltre l’azienda agricola in un’estensione automatizzata della linea di produzione agricola ad alta tecnologia, utilizzando prodotti brevettati che inevitabilmente andranno a condensare il controllo delle multinazionali. Introduce inoltre nuovi e seri rischi per la salute umana e dell’ambiente.
INTRODUZIONE ALLA NANOTECNOLOGIA CHE COS’E’ E PERCHE’ E’ DIVERSA

La nanotecnologia è una nuova e potente tecnologia per smontare e ricostruire la natura al livello atomico e molecolare. La nanotecnologia incorpora il sogno che gli scienziati possano rifare il mondo a partire dall’atomo, usando la manipolazione a livello degli atomi per trasformare e costruire una larga gamma di nuovi materiali, congegni, organismi viventi e sistemi tecnologici.La nanotecnologia e la nanoscienza comprendono lo studio di fenomeni e materiali e la manipolazione di strutture, dispositivi e sistemi che esistono alla nanoscala, inferiore ai 100 nanometri (nm) di grandezza. Per inserire 100 nm in un contesto: una catena di DNA è larga 2,5 nm, una molecola di proteina 5 nm, un globulo rosso 7.000 nm e un capello umano è largo 80.000 nm.Le proprietà delle nanoparticelle non sono governate dalle stesse leggi fisiche di quelle di maggiori dimensioni, ma dalla meccanica quantistica. Le proprietà fisiche e chimiche delle nanoparticelle – per esempio colore, solubilità, robustezza, reattività chimica e tossicità – possono dunque essere piuttosto differenti da quelle di particelle più grandi della stessa sostanza.Le proprietà alterate delle nanoparticelle hanno reso possibile la nascita di molti nuovi prodotti e applicazioni redditizie. Le nanoparticelle prodotte su misura sono utilizzate letteralmente in centinaia di prodotti che sono già disponibili negli scaffali dei supermercati – inclusi i filtri solari trasparenti, i cosmetici per la dispersione della luce, le lozioni idratanti ad azione profonda, i tessuti repellenti alle macchie e agli odori, i rivestimenti che respingono lo sporco, i colori e le vernici di lunga durata per mobili, e addirittura alcuni prodotti alimentari.Il Centro per la Previsione Tecnologica dell’APEC, l’organismo per la Cooperazione Economica nell’area Asiatico-Pacifica, ha predetto che la nanotecnologia rivoluzionerà tutti gli aspetti della nostra economia e tutti gli aspetti della società, comportando scompigli sociali su larga scala.

COME VERRA’ USATA LA NANOTECNOLOGIA PER LA PRODUZIONE E IL TRATTAMENTO ALIMENTARE ?

Gli analisti e i promotori industriali preannunciano che la nanotecnologia sarà usata per trasformare il cibo a partire dall’atomo: “Grazie alla nanotecnologia, il cibo di domani sarà disegnato plasmando molecole e atomi. Il cibo sarà confezionato in involucri sicuri ‘intelligenti’ che possono rilevare il deterioramento oppure gli agenti inquinanti nocivi. I prodotti del futuro intensificheranno e regoleranno il loro colore, sapore o contenuto nutritivo per adattarsi ai gusti o ai bisogni salutari di ogni consumatore. E in agricoltura la nanotecnologia promette di ridurre l’uso di pesticidi, migliorare la riproduzione di piante e animali e creare nuovi prodotti nano-bioindustriali” – almeno questo è ciò che dichiara il rapporto recente sull’utilizzo della nanotecnologia nell’alimentazione e nell’agricoltura del Progetto USA sulle Nanotecnologie Emergenti (consultabile all’indirizzo    www.nanotechproject.org). Le industrie alimentari ed agricole hanno investito miliardi di dollari nella ricerca sulle nanotecnologie, e un numero sconosciuto di nanoprodotti alimentari privi di etichetta si trova già sul mercato. Non essendoci l’obbligo di etichettatura di questi prodotti in nessun paese del mondo, è impossibile stabilire quanti prodotti alimentari commerciali attualmente contengano nanoingredienti. L’ Helmut Kaiser Consultancy Group, un gruppo di analisi pro-nanotecnologia, ipotizza che al momento ci sarebbero più di 300 prodotti di nano-cibo disponibili sul mercato a livello mondiale. Secondo le sue stime il mercato dei nano-cibi valeva 5,3 miliardi di dollari USA nel 2005 e salirà a 20,4 miliardi di dollari USA nel 2010. Pronostica che la nanotecnologia sarà utilizzata nel 40% delle industrie alimentari entro il 2015.

Ci sono quattro aree chiave che rappresentano il fulcro della ricerca sugli alimenti nanotecnologici:

• Nanomodificazione di sementi e fertilizzanti/pesticidi

• Modificazione e integrazione alimentare

• Cibo interattivo ‘intelligente’

• Packaging ‘intelligente’ e tracciabilità degli alimenti

Nanomodificazione di sementi e fertilizzanti/pesticidi

Promotori dicono che la nanotecnologia sarà usata per automatizzare ulteriormente il moderno settore agroindustriale. Tutti gli input agricoli – sementi, fertilizzanti, pesticidi e lavoro – saranno modificati tecnologicamente in misura crescente. La nanotecnologia condurrà l’ingegneria genetica in agricoltura al livello sottostante – l’ingegneria molecolare. L’ingegneria a livello degli atomi potrebbe permettere di ristrutturare il DNA delle sementi per ottenere proprietà differenti da una pianta, tra cui colore, stagione di crescita, produttività ecc. Fertilizzanti e pesticidi ad alta efficacia prodotti tramite ingegneria molecolare saranno utilizzati per mantenere la crescita della pianta. Nanosensori permetteranno che la crescita delle piante, i livelli del pH, la presenza di sostanze nutritive, l’umidità, gli infestanti o le malattie vengano monitorati da lontano, riducendo significativamente il bisogno di input di manodopera ‘on farm’, nell’azienda. L’organizzazione interessata, la Action Group on Erosion, Technology and Concentration (ETC) avverte nel suo rapporto seminale “Down on the Farm” (consultabile su http://www.etcgroup.org) che in un futuro plasmato dalla nanotecnologia, “l’azienda agricola sarà una fabbrica biologica di ampia superficie che potrà essere monitorata e gestita da un portatile, e il cibo sarà creato a mano con sostanze progettate appositamente che trasmetteranno le sostanze nutritive al corpo in maniera efficiente.”

INTEGRAZIONE DEL CIBO E MODIFICAZIONE

Le compagnie di nanotecnologia stanno lavorando per integrare gli alimenti trattati con sostanze nutritive nanoincapsulate, per intensificare aspetto e sapore con colori sviluppati con nanotecnologie, rimuovere o disattivare il contenuto in grassi e zuccheri tramite nanomodificazione, e migliorare la ‘sensazione al palato’. La ‘fortificazione’ del cibo servirà per aumentare le virtù nutrizionali di un dato cibo trattato – ad esempio, l’inclusione di nanocapsule ‘medicinali’ presto permetteranno che dei biscotti alle scaglie di cioccolato o delle patatine fritte saranno commercializzati come terapeutici o purificanti delle arterie. La nanotecnologia permetterà di modificare cibi poco sani quali gelato o cioccolato per ridurre la quantità di grassi e zuccheri che il corpo può assorbire. Questo potrebbe essere ottenuto sostituendo alcuni dei grassi e zuccheri con altre sostanze, oppure utilizzando nanoparticelle per prevenire che il corpo digerisca o assorba queste componenti del cibo. In questo modo, la nanoindustria potrebbe commercializzare junk food arricchito con vitamine e fibra, bloccandone i grassi e zuccheri, come cibo benefico per la salute e riduttore di peso.
CIBO “INTELLIGENTE” INTERATTIVO

Le compagnie come Kraft e Nestlé stanno sviluppando alimenti ‘intelligenti’ in grado di interagire con i consumatori al fine di ‘personalizzare’ il cibo, cambiandone il colore, sapore o gli elementi nutritivi a seconda della richiesta. La Kraft sta sviluppando una bevanda incolore e insapore contenente centinaia di aromi in nanocapsule latenti. Un forno a microonde domestico potrebbe attivare il rilascio del colore, sapore, nella concentrazione e consistenza corrispondenti alla scelta individuale. I cibi ‘intelligenti’ potrebbero anche percepire un’eventuale allergia di un individuo agli ingredienti di un alimento e bloccarne l’azione nociva. Oppure, in alternativa, il packaging ‘intelligente’ potrebbe identificare i bisogni alimentari specifici delle persone e eventualmente rilasciare una dose di elementi nutritivi addizionali, ad esempio molecole di calcio per le persone che soffrono di osteoporosi.Packaging ‘intelligente’ e tracciabilità del ciboLa nanotecnologia allungherà drammaticamente la conservazione degli alimenti. La Mars Inc. detiene già il brevetto su un nanoinvolucro invisibile, edibile, che avvolgerà i cibi impedendo lo scambio di gas e umidità. Si sta attualmente lavorando allo sviluppo di involucri ‘intelligenti’ (contenenti nano-sensori e attivatori anti-microbici) che saranno in grado di rilevare il deterioramento degli alimenti e di rilasciare dei nano-anti-microbi per estendere la durata degli alimenti, permettendo ai supermercati di conservare il cibo per periodi più lunghi prima della vendita. Dei nanosensori, integrati nei prodotti alimentari in forma di minuscoli chip invisibili all’occhio umano potrebbero fungere da codici a barra elettronici. Emettendo un segnale permetterebbero di seguire il percorso del cibo, anche degli alimenti freschi, dal campo alla fabbrica fino al supermercato e oltre.
QUALI SONO LE PREOCCUPAZIONI CHIAVE RIGUARDANTI LA NONOTECNOLOGIA NELL’ALIMENTAZIONE E IN AGRICOLTURA?

Preoccupazioni riguardanti l’utilizzo della nanotecnologia in agricoltura e nella produzione alimentare sono collegate all’ulteriore automatizzazione e alienazione di quest’ultima, a seri nuovi rischi di tossicità per l’essere umano e l’ambiente, e all’ulteriore perdita di privacy in quanto il nano-controllo seguirebbe ogni passo nella catena alimentare. Il fatto che i governi non abbiano ancora introdotto delle leggi per proteggere il pubblico e l’ambiente dai rischi della nanotecnologia è un motivo di preoccupazione serissimo.La nanotecnologia in agricoltura è basata sulla premessa che possiamo migliorare l’efficienza e la produttività cambiando la disposizione degli atomi nei semi, sviluppando degli input chimici ancora più potenti, utilizzando sistemi di sorveglianza ad alta tecnologia per permettere un controllo elettronico – invece che basato sulla persona – delle condizioni on farm dell’azienda agricola, e automatizzando maggiormente gli input della crescita vegetale. Applicando la nanotecnologia all’elaborazione del cibo si presuppone che gli umani siano in grado di ‘migliorare’ il sapore, la consistenza, l’aspetto, gli elementi nutritivi e la longevità degli alimenti manipolandoli a livello atomico. È stato perfino sostenuto che questo avrà come risultato dei cibi ‘più sicuri’.Queste supposizioni si basano sulla convinzione scorretta che l’essere umano possa ricostruire il mondo naturale dall’atomo in su – e ottenere un risultato migliore. Presume che possiamo prevedere le conseguenze delle nostre azioni, anche quando ci stiamo occupando di processi e forze altamente imprevedibili – come la meccanica quantistica. Sfortunatamente, la storia ci insegna che semplicemente non siamo molto bravi a prevedere i risultati di sistemi complessi – ne sono testimoni i disastri che risultarono dall’introduzione dei controlli biologici quali il rospo delle canne, o l’introduzione di conigli e volpi per lo sport. La storia è gremita in modo simile di esempi di enormi problemi di salute e ambientali che risultarono dalla mancata risposta a segni ammonitori precoci riguardanti materiali prima percepiti come “miracolosi” quali CFC, DDT e amianto. Questo suggerisce che dovremmo prendere molto sul serio i primi segni premonitori collegati alla tossicità delle nano-particelle.C’è un piccolo ma crescente corpo di letteratura tossicologica che suggerisce che le nano-particelle siano più reattive e più mobili rispetto a particelle più grandi, e che c’è una maggiore probabilità che risultino tossiche per l’uomo e l’ambiente. La ricerca scientifica preliminare ha dimostrato che molti tipi di nanoparticelle possono provocare un maggiore stress ossidativo. Questo può portare alla formazione di radicali liberi a loro volta potenzialmente causa di cancro, mutazioni del DNA e perfino morte cellulare. È stato dimostrato che i fullereni, delle nanoparticelle di carbonio, provocano danni cerebrali nella spigola, una specie accettata dalle agenzie normative come modello per definire gli effetti ecotossicologici.Nel suo rapporto del 2004, la Royal Society del Regno Unito ha riconosciuto i gravi rischi della nanotossicità e ha raccomandato che “gli ingredienti in forma di nanoparticelle vengano sottoposti a un completo accertamento di sicurezza da parte dell’organo consultivo scientifico pertinente prima che si permetta il loro utilizzo nei prodotti”. Nonostante questo ammonimento, a due anni dal rapporto della Royal Society non esistono ancora leggi che governino l’utilizzo di nanomateriali nei prodotti da consumo per assicurare che non danneggino il pubblico che ne fa uso, i lavoratori che li producono, o i sistemi ambientali nei quali vengono rilasciati i nanoprodotti di scarto.L’utilizzo di nano-controlli nel packaging degli alimenti introdurrà anche nuove preoccupazioni riguardanti la privacy. Con l’aumento dell’impiego del nano-tracking nell’industria alimentare aumenterà la capacità di ripercorrere il viaggio dell’alimento dal campo alla fattoria al supermercato, fino a raggiungere il vostro piatto della cena. Questo solleverà dei seri nuovi problemi di privacy ai quali siamo scarsamente preparati.In modo allarmante, nonostante la distribuzione di cibo e prodotti agricoli fabbricati con nanotecnologia nei supermercati e nell’ambiente, i governi in tutto il mondo devono ancora introdurre qualsiasi regolamento per gestire i rischi della nanotecnologia.

LA BATTAGLIA PER UN FUTURO SANO QUALI SONO LE ALTERNATIVE?

Come sarà il nostro futuro alimentare e tecnologico? Ci troviamo in mezzo a una battaglia epica per il controllo del nostro approvvigionamento alimentare. Proprietà delle multinazionali o della comunità, globale o locale, piccolo contro massiccio, cibi trattati contro nutrimenti sani. Questi sono i paradigmi tra i quali dobbiamo scegliere. Un modo cruciale per promuovere un’agricoltura sana, olistica, è sostenerla con le nostre scelte di acquisto. Cibi biologici certificati vi offrono una maggiore salute, un ambiente migliore e un’occasione per sostenere un futuro alimentare libero da nanoprodotti. Quanto agli articoli per la cura del corpo, comprate quelli biologici oppure quelli di una ditta che dichiara di non fare uso di nanotecnologia.Ci sono molti modi per contribuire a creare un futuro alimentare sano. Fate la spesa al mercato degli agricoltori o comprate da un Box Scheme direttamente dal contadino, comprate in un negozio biologico o nella sezione biologica in un supermercato. Considerate la possibilità di aggregarvi a un orto comunitario, o di iniziare a tenere un orto voi stessi. Fondate un orto biologico nel vostro asilo o nella vostra scuola. Leggete le etichette dei prodotti, impegnatevi e interessatevi. Parlate ai vostri amici e alle vostre famiglie delle questioni alimentari che più vi stanno a cuore. Fate sapere alle aziende tramite le loro 1.800 righe di feedback che l’utilizzo di nanotecnologia nei loro prodotti vi preoccupa. Dite al membro locale del vostro parlamento che volete vedere le etichette sui prodotti che contengono ingredienti manipolati con nanoingegneria, per permettervi di fare una scelta di acquisto informata.È appassionante vedere le politiche alimentari discusse dai nostri media mainstream e dai nostri istituti di ricerca e di educazione. Tuttavia, mentre nei nostri supermercati sono già disponibili prodotti alimentari non etichettati contenenti ingredienti risultanti dalla nanoingegneria, la nanotecnologia sta appena iniziando a ottenere un po’ di attenzione. Non esistono regolamenti per proteggere la salute pubblica e ambientale, e multinazionali o enti pubblici non spendono praticamente nulla in vista delle conseguenze a lungo termine della manipolazione del nostro cibo al livello molecolare. La similitudine all’introduzione dell’ingegneria genetica con il rischio aggiuntivo dato dal fatto che non c’è nessuna vigilanza regolatrice è raccapricciante.Dobbiamo tutti attivarci politicamente nei confronti della nanotecnologia, proprio come abbiamo fatto con l’ingegneria genetica. È essenziale fare approvare delle moratorie sull’uso della nanotecnologia fino a quando non avremo dei sistemi regolatori idonei per proteggere la salute umana e ambientale, e finché non ci sarà un coinvolgimento pubblico genuino nella presa di decisioni riguardanti l’introduzione della nanotecnologia. Dobbiamo anche assicurarci che i nostri governi investano i dollari delle tasse che ci siamo sudati in un appoggio al settore biologico.
Insieme, possiamo creare un futuro alimentare sano che contribuisca alla nostra comunità e non ai profitti delle aziende.

Scritto da Georgia Miller, Coordinatrice di Friends of the Earth Nanotechnology Project e da Scott Kinnear, consigliere dei Biological Farmers of Australia e proprietario di Organic Wholefoods.

Titolo originale: “Nanotechnology – the new threat to food”

Fonte: http://www.globalresearch.ca

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2012 in Multinazionali

 

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MICROCHIP NEL UOMO – Sicurezza e salute le motivazioni ufficiali


CUCITO IN UNA DIVISA SCOLASTICA

 iniettato sottopelle per ragioni mediche o addirittura impiantato nel cervello. Dopo gli animali, neppure l’uomo sembra sfuggire al microchip.Negli adulti potrebbe consentire una catalogazione di tutti i pazienti, offrendo alle aziende ospedaliere il quadro clinico di ogni soggetto. Nelle scuole, potrebbe monitorare l’ingresso e l’uscita dall’istituto di ogni alunno, velocizzarne l’iscrizione ai corsi di studio oppure accelerare i passaggi in biblioteca per prendere in prestito un libro. Il tutto finalizzato all’obiettivo ben più ambizioso di creare una vera e propria carta dello studente digitale. Almeno, queste sono le motivazioni ufficiali addotte dai Governi di più Paesi in favore dell’utilizzo del microchip sull’uomo.E i microchip si sono già “impossessati” anche dei bambini. Più di qualche asilo -con il consenso dei genitori- ha scelto di monitorare molto da vicino -tramite dei chip inseriti nelle divise scolastiche- i passi delle future generazioni. Sono già 1700 i bambini ‘microchippati’. Un esempio per tutti è l’asilo di Sant’Antonio, in Texas, dove i docenti hanno approvato l’utilizzo del cosiddetto SLP (Student Locator Project), in fase sperimentale alla Jay High School e alla Jones Middle School.
LA TECNOLOGIA UTILIZZATA E’ LA RFID

“In telecomunicazioni ed elettronica RFID (o Radio Frequency IDentification o Identificazione a radio frequenza) è una tecnologia per l’identificazione e/o memorizzazione dati automatica di oggetti, animali o persone (AIDC Automatic Identifying and Data Capture) basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari dispositivi elettronici (detti tag o transponder) e sulla capacità di questi di rispondere all’interrogazione a distanza da parte di appositi apparati fissi o portatili chiamati per semplicità lettori (in realtà’ sono anche scrittori) a radiofrequenza comunicando (o aggiornando) le informazioni in essi”.D’altronde, i primi passi in questa direzione sono stati mossi con i VeriChip. Ammessi dalla Food and Drug Administration, sono dei dispositivi piccoli come granelli di sabbia che vengono inseriti sotto la pelle del braccio o della mano mediante una puntura. Il chip contiene un codice identificativo che permette, nell’eventualità che il paziente si presentasse in ospedale in stato di incoscienza, di risalire alla sua cartella clinica. Non è un caso che il nodo cruciale della Obamacare sia proprio questo: entro il 2013 tutti i cittadini americani dovrebbero essere dotati di microchip.Fece molto clamore la frase provocatoria del candidato Repubblicano al Congresso USA Pat Bertroche:”Se posso mettere un microchip al mio cane per ritrovarlo quando scappa, perché dovrebbe essere illegale fare lo stesso con un messicano?” E’ evidente: le degenerazioni di un sistema simile potrebbero essere pericolosissime. E qual’ è il confine tra sicurezza e manipolazione?

fonte : blogdicristian.blogspot.it

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 19 settembre 2012 in Multinazionali

 

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I 6 SEMI DELLA SALUTE


SONO PICCOLISSIMI MA ESTREMAMENTE RICCHI DI PROTEINE

Fibre vegetali ed acidi grassi essenziali che li rendono in grado di aiutare l’organismo nella prevenzione di alcune delle malattie più temute. Si tratta dei semi, con cui poter arricchire la propria alimentazione aggiungendoli ad esempio al muesli della colazione o ad insalate e pietanze salate durante il giorno.Molti di essi forniscono un importante contributo nella regolazione dei livelli degli zuccheri e del colesterolo nel sangue. Scopriamo allora insieme le sei tipologie di semi più salutari.

1) SEMI DI CANAPA

I semi di canapa sono ritenuti un alimento altamente nutriente per via del loro contenuto proteico. Essi possono essere considerati una buona fonte di proteine, in quanto presentano ben 10 differenti aminoacidi. Vantano inoltre un perfetto equilibrio tra acidi grassi essenziali Omega3 ed Omega6. Oltre ad essere composti per il 30% da proteine, i semi di canapa contengono un quantitativo di fibre pari al 40%. E’ infine da considerare il loro benefico contenuto di fitosteroli. Secondo alcuni studi scientifici i semi di canapa potrebbero essere d’aiuto nella prevenzione di patologie cardiache, diversi tipi di cancro e gravi malattie come il
morbo di Parkinson o l’Alzheimer.
2) SEMI DI GIRASOLE

L’assunzione di semi di girasole è utile per coloro che desiderano migliorare la propria digestione accrescendo l’apporto di fibre vegetali attraverso la propria alimentazione. I semi di girasole sono inoltre ricchi di acido folico, nutriente estremamente importante per le donne in
gravidanza, periodo durante il quale il suo fabbisogno è raddoppiato. Contengono inoltre rame,selenio e vitamina E, utili per prevenire patologie cardiache e danni a livello cellulare.

 

 

 

 

3) SEMI DI SESAMO

I semi di sesamo rappresentano una delle più importanti fonti vegetali di calcio. Una porzione da 100 grammi di semi di sesamo contiene infatti 1000 milligrammi di calcio. Contengono inoltre ferro, magnesio, zinco e fibre vegetali. Non mancano poi fosforo e vitamina B1. Per via della loro composizione i semi di sesamo sono considerati un alimento davvero unico. Presentano infatti fibre in grado di combattere il colesterolo, abbassare la pressione sanguigna e riparare il fegato da possibili danni. Sono considerati benefici anche in caso di artrite o osteoporosi e durante la menopausa.

4) SEMI DI ZUCCA

Studi scientifici hanno messo in luce come i semi di zucca possano essere efficaci nella prevenzione del cancro alla prostata. Essi sono ricchi di particolari antiossidanti denominati carotenoidi, ritenuti in grado di stimolare il sistema immunitario e la nostra capacità di difenderci dalle malattie. Questi semi sono inoltre ricchi di zinco e di acidi grassi Omega3, due elementi nutritivi ritenuti benefici nella prevenzione di artrite e osteoporosi. I fitosteroli contenuti nei semi di zucca contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue ed a rinforzare la capacità dell’organismo di lottare contro i tumori.

5) SEMI DI CHIA

I semi di Chia, come i semi di sesamo, sono molto ricchi di calcio. Ne possono contenere infatti fino a 600 milligrammi ogni 100 grammi. Sono inoltre ricchi di ricchi di fibre vegetali, antiossidanti e proteine, pur apparendo davvero molto piccoli. I semi di Chia sono ritenuti in grado di svolgere un’azione regolatrice del livello di zuccheri nel sangue e di ridurre il rischio di contrarre malattie cardiovascolari o di andare incontro ad un eccessivo aumento di peso. Contengono per il 34% acidi grassi essenziali Omega3, caratteristica che li rende molto simili ad un altro tipo di semi da non sottovalutare in quanto preziosissima fonte di acidi grassi essenziali e dai quali i semi di Chia possono essere sostituiti: i semi di lino.

6) SEMI DI LINO

I semi di lino risultano particolarmente preziosi nell’alimentazione occidentale per via del loro elevatissimo contenuto di Omega3, la cui assunzione risulta spesso sbilanciata rispetto a quella degli Omega6. Possono essere considerati, insieme all’olio di lino, come una delle principali fonti di assunzione di Omega3 per vegetariani e vegani. A tale scopo i semi di lino andranno consumati crudi, preferibilmente dopo averli triturati. I semi triturati dovranno essere consumati subito o conservati in frigorifero per tempi brevi. Gli Omega3 in essi contenuti agiscono contribuendo a proteggere l’organismo dal rischio di andare incontro a disturbi cardiaci e rivelandosi utili nel trattamento di patologie come ipertensione e osteoporosi.

scritto da – Marta Albè

fonte : http://www.greenme.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 8 agosto 2012 in Attualità

 

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DOLCE E’ LA VITA – REPORT: 29/04/2012 *puntata completa


RIPUBBLICHIAMO LA PUTNTATA DI REPORT ANDATA IN ONDA IL 29/04/2012

Un ottimo documentario sull’aspartame, dolcificante dannoso per la salute ma molto proficuo per le multinazionali, e non solo. Noi ne parliamo da anni, ora finalmente i media spargono la voce. Assolutamente da vedere!L’inchiesta, attraverso la storia esemplare dell’additivo più utilizzato nell’alimentazione (l’aspartame, un dolcificante artificiale), mostra le debolezze di un sistema di controllo che non tutela adeguatamente la nostra salute.Infatti le industrie, per inserire nell’alimentazione una nuova sostanza, devono dimostrare a loro spese la sicurezza del prodotto finanziando le ricerche.Un sistema che, tra conflitti di interesse e corruzione, “addolcisce” la vita dell’industria a danno della salute dei consumatori.

VIDEO


fonte : http://www.laleva.org/it/
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 2 maggio 2012 in Documentari - Film

 

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A DELICATE BALANCE – UN EQUILIBRIO DELICATO -FILM INTEGRALE-


A DELICATE BALANCE

Un equilibro delicato, è un documentario basato su interviste a medici, nutrizionisti, ricercatori di varie università nel mondo; arricchito da animazioni esplicative, fornisce spiegazioni approfondite sul ruolo dell’alimentazione per promuovere la salute o causare gravi malattie, come il cancro, le malattie cardiovascolari, l’osteoporosi, le malattie autoimmuni. Un documento importante per capire come evitare i danni di un’alimentazione sbagliata e difendere la nostra salute.

BUONA VISIONE

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 29 gennaio 2012 in Documentari - Film

 

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