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USA – Il boom dello spinello elettronico


DOPO IL BOOM DELLE SIGARETTE ELETTRONICHE

ecco spuntare l’e-joint: la canna elettronica. Ad aver odorato – o meglio svapato – l’affare è stata la statunitense Rapid Fire Marketing, società specializzata nella produzione d’inalatori a vapore. L’azienda prevede che il business nel 2013 arriverà ai 100 milioni di dollari. Insomma, mica fumo.L’azienda californiana che la scorsa estate ha lanciato la cannacig intende ora mangiarsi una buona fetta della torta. «Lo spinello elettronico è stato distribuito inizialmente in alcuni negozi di marijuana della California», ha spiegato la portavoce della società Cheryl Shuman.Per portarsi a casa lo spinello bionico è sufficiente sborsare 69,95 verdoni. E il prodotto è disponibile in alcuni Stati Usa, tra cui l’Alaska e il New Mexico. Nella maggiorparte dei casi, però, è necessario acquistarlo via posta perché non acquistabile negli shop.

 

 

 

AFFARI IN EUROPA E AUSTRALIA

E non è tutto. La Rapid Fire Marketing conta di allargare i propri affari Oltreoceano. In Olanda, Spagna, Portogallo, Svizzera in Europa. E, fuori dal Vecchio continente, in Australia, Bangladesh e Argentina.  L’unica condizione, hanno fatto sapere dalla compagnia, è che i «destinatari risiedano in Paesi dove la legge locale ci consente di arrivare». L’iper attività della società di Los Angeles intercetta un cambiamento in atto negli States. Dove l’uso della marijuana si sta diffondendo sempre di più. E non solo per uso terapeutico. Alla fine del 2012, in Colorado e a Washington è stata legalizzata l’erba per uso «ricreativo». Mentre in California, Stato simbolo della depenalizzazione della marijuana, si sta consumando una lotta tra autorità federali e locali. Le prime sono contrarie alla vendita di cannabis mentre le seconde, soprattutto con questa aria di crisi, sono decise a non rinunciare alle imposte incassate dalla vendita della marijuana terapeutica. Prima di cedere al proibizionismo andrebbe però ricordaro che il mercato statunitense è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi cinque anni: dall’1,7 miliardi di dollari attuali si potrebbe arrivare ai 9 miliardi del 2018.

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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

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Pubblicato da su 27 febbraio 2013 in Attualità

 

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RAGNO PAVONE – Il ragno più bello del mondo +foto


 

DURANTE UNA PASSEGGIATA IN AUSTRALIA

l’entomologo Jurgen Otto si è imbattuto in un piccolo aracnide con cui non era mai entrato in contatto prima di allora. Era il ragno pavone australiano, chiamato anche Maratus volans o Peacock spider, che misura poco più di 4\5 millimetri, è in grado di fuggire via saltellando in modo irregolare e porta con sé un vero e proprio arcobaleno di colori, visibile quando solleva i lembi della parte posteriore del corpo nel rituale di accoppiamento.”Quando sono arrivato a Sydney ero un po’ annoiato, perché non c’era abbastanza da fotografare, ma ora non voglio vivere in nessun altro luogo. Penso che sia il ragno più bello del mondo”, racconta l’entomologo, autore di magnifichi scatti del ragno più bello del mondo. Il Maratus volans, per attrarre le femmine, alza le sue “alette”, così splendidamente colorate, come una sorta di ventaglio.Lo fa sollevandosi su due zampe, è così che rivela le estensioni colorate, e vibrando mentre si sposta da un lato all’altro, nel tentativo di corteggiare la sua controparte femminile. Purtroppo, se la danza non impressiona la femmina, il maschio potrebbe finire per diventare la sua preda.Anche se la paura dei ragni è la più comune fobia specifica in tutto il mondo, le foto di Jurgen Otto sono di certo un buon modo per riabilitare l’immagine di queste straordinarie creature.

FOTO

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Scritto da Roberta Ragni – foto di Jurgen Otto
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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 31 gennaio 2013 in Attualità

 

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AUSTRALIA: Si sveglia sotto la schiuma+ video


A MOOLOOLABA IN AUSTRALIA

è accaduto qualcosa di veramente strano: i cittadini si sono svegliati non sotto la pioggia o sotto la neve, ma sotto la schiuma. La città di Mooloolaba è situata lungo la costa del Queensland e sta vivendo in queste ore il passaggio della tempesta tropicale Oswald che  non sta generando particolari difficoltà, ma che ha dato vita ad un fenomeno particolarmente strano: ha portato sulla città tantissima schiuma.La schiuma che ha ricoperto la citta’ dell’Australia non è tossica, hanno fatto sapere gli esperti, ma non si sa da dove derivi. La schiuma ha invaso le spiagge e il centro di Mooloolaba, dove ha persino invaso qualche abitazione, pur senza creare disagi alla popolazione. La schiuma, portata dai venti, si è spinta fino a 200-300 metri nel centro città, attirando moltissima gente.(gc)

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Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 30 gennaio 2013 in Attualità

 

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INCREDIBILE TORNADO DI FUOCO FILMATO IN AUSTRALIA +video


IN AUSTRALIA VICINO AD ALICE SPRINGS

Il regista Chris Tangey si è imbattuto in uno dei più rari ed impressionanti fenomeni della natura: un tornado di fuoco.Così ha raccontato: “…non c’èra un alito di vento, una temperatura di circa 25 gradi Celsius, e all’improvviso questa colonna di fuoco di circa 30 metri che si è messa a rimbombare come un aereo da caccia per circa 1 minuto…Un esperienza che si vive soltanto una volta nell’arco di dieci vite….”Ma cos’è questo strano fenomeno?Un tornado di fuoco è una colonna di fuoco che s’innalza dalla terra verso il cielo ad altezze riguardevole. Non si è sicuro sull’origine di un tal fenomeno ma sembra che derivi dall’incontro di una corrente di aria calda con un fiamma o un incendio presenti sul terreno. Somiglia ai vortici di polvere, chiamati diavoli di sabbia, che nascono nei deserti del sud-ovest durante le giornate soleggiate, solo che quest’ultimi trovano la loro fonte nel sole inviando un pennacchio di aria riscaldata, mentre i tornado di fuoco nascono dai punti caldi creati da incendi preesistenti che incontrano una colonna di aria calda ascendente.Proprio per questa ragione, Marco Wyosocki, climatologo di New York e professore di scienze dell’atmosfera presso la Cornell University, stima che il termine di tornado di fuoco sia improprio ed è propenso a chiamarlo diavolo di fuoco. (Fire Devil)Così lo descrive. “Comincia a crescere molto rapidamente, e come tutte ciò che comincia a salire, succhia l’aria circostante creando un vuoto. Quindi si ottiene questa torsione che assomiglia ad un vortice. Il vortice, alzandosi, succhia l’incendio con esso, il suo diametro comincia a restringersi ed accelera la sua rotazione.” Questi diavoli di fuoco non sono rari, ma sono stati raramente avvistati, ed è per questa ragione che non si sa molto sulle dimensioni e velocità che possono assumere.Sempre Marco Wysocki ipotizza che, in media, salgono ad un massimo di un centinaio di piedi (30 m) ruotando ad una velocità superiore di 22 miglia all’ora (35,4 chilometri all’ora). Durano da 1 a 2 minuti circa. E’ certo che il filmato ripreso dal regista Chris Tangey sarà di grande utilità per contribuire a migliorare la comprensione meteorologi dei tornado di fuoco.

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fonte : meteoteam.blogspot.it

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 20 settembre 2012 in Attualità

 

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IL MANAGEMENT AMBIENTALE INCONTRA LA SAGGEZZA DEGLI ABORIGENI D’AUSTRALIA


GLI ABORIGENI IN AUSTRALIA HANNO VISTO LA PROPRIA TERRA ESSERE PRIMA LORO SOTTRATTA POI MUTATA E PER DI PIU’ SFRUTTATA

La terra Australiana ha un legame molto più che affettivo per gli Aborigeni. Questa però venne pian piano occupata dai primi colonizzatori Europei anche se essa è e rimane, parte viva della cultura aborigena, poichè il ”popolo del sogno” è permeato e impresso nei colori e nelle forme della natura Australiana, il primo sogno.Oggi la loro voce non si è spenta, forse si è affievolita, ma negli anni è rimasta pura e ora è pronta a parlare. Una voce fievole, perché gli anni della furia colonizzatrice hanno ridotto la comunità Aborigena al 2,5% della popolazione Nazionale Australiana; e tuttavia, anche se nessuno volesse prestare attenzione alla loro voce, sono le stesse vicende del mondo a chiedere che ad essa si presti finalmente un ascolto attento. I continui disastri naturali, il rinomato riscaldamento terrestre, il ricordato e poi dimenticato buco nell’ozono, lo scioglimento dei ghiacci, l’inquinamento ambientale, la fine delle risorse energetiche, l’inquinamento magnetico e via discorrendo, sono tutti esempi che unanimi chiedono si presti finalmente ascolto al popolo Aborigeno.Non appena si percepisce l’antica voce, essa inizia a sussurrare incessante: la natura e l’essere umano sono un tutt’uno. Ciò che accade a lei accade a noi, dentro di noi, oguno di noi.Forte di almeno 60 mila anni di storia, la cultura Aborigena è una delle culture più antiche al mondo e rappresenta quindi la possibilità di accedere a un messaggio molto profondo, legato alle origini del mondo e del nostro rapporto con esso. In particolare, il rapporto spirituale che si instaura con la natura e le sue applicazioni che meravigliosamente trovano applicazioni anche nel moderno campo del Business. Ciò appare come un paradosso, perchè ci troviamo di fronte ad un’antichità che sorpassa la modernità, in quanto all’apertura di prospettive future.
LA CULTURA ABORIGENA E’ UNA DELLE CULTURE PIU’ ANTICHE AL MONDO

Matteo Bergamini – Università di Sydney – ha recentemente condotto un breve studio volto a mostrare la necessità di rimodellare le inamovibili convinzioni dei classici modelli di business attraverso l’ascolto e l’accettazione della saggezza proveniente dagli antichi proprietari della terra Australiana. Nel suo studio si ricorda che, nonostante la proclamata efficienza economica dei modelli di Business Occidentali – se non della stessa civiltà Occidentale intera – la comunità Aborigena affonda le sue radici millenarie nel proprio territorio ed è custode di conoscenze eco sostenibili e bio compatibili che potrebbero, e dovrebbero, incontrare il mondo del Business.Purtroppo gli anni della colonizzazione Europea hanno lasciato in Australia numerosi pregiudizi verso gli Aborigeni, soprattutto rispetto alla capacità di integrarsi efficientemente e con successo nella cultura economica Occidentale. Gli Aborigeni rimangono gli esclusi all’interno della società Australiana. Per dare qualche numero, nel 2006 lo stipendio medio settimanale individuale per la popolazione Aborigena – 278$ – rappresentava circa la metà dello stesso stipendio ricevuto dalla popolazione non-Aborigena Australiana – 473$ – (Australia Bureau of Statistics 2008). Inoltre, le attività commerciali portate avanti da Aborigeni non vengono ritenute dei buoni investimenti e tantomeno redditizie.Gli anni della colonizzazione Europea hanno lasciato in Australia numerosi pregiudizi verso gli AborigeniTale miope esclusione però ha preservato i loro valori e principi e può aprire una concreta possibilità per gli Aborigeni d’Australia: insegnare al mondo del Business, così come lo conosciamo oggi, che esiste un modo di vivere etico e sostenibile, e così condividere il loro messaggio unico, originale e di fatti oggi più che mai necessario. Unire le classiche teorie economiche e la conoscenza di cui la cultura Aborigena è depositaria potrebbe consentire e suggerire nuovi approcci ai problemi e soluzioni innovative per gli affari.
CERTO E’ DIFFICILE RACCOGLIERE TUTTA LA CONOSCENZA ABORIGENA

E stilare un ‘vademecum’ manageriale che si adatti alle esigenze moderne, poichè essa è andata persa durante il periodo della colonizzazione Europea ed è stata conservata per lo più in forma orale. Ad oggi, per avvicinarsi a questa cultura millenaria, le più importanti fonti sono gli studi effettuati dal professor Karl-Erik Sveilby e Tex Skuthorpe, l’ultimo detentore delle storie aborigene e della legge Nhunggabarra.Tali storie sono di natura legislativa e regolano il modo di comportarsi con gli altri a fianco al comportamento e il rispetto da tenere con la natura. La profondità dei concetti nascosti in queste leggi parla a noi, oggi, di un problema che ci riguarda sempre di più: come creare ricchezza senza distruggere il nostro ambiente?La terra Australiana ha un legame molto più che affettivo per gli Aborigeni Partendo dalla visione del successo si ricorda ad esempio che per gli Aborigeni esso non può essere sintetizzato da un valore economico, in quanto lo stesso risultato economico, sia pure monetario, assieme ai suoi benefici viene ad essere oggetto di una condivisione che vede partecipe tutta la comunità in quanto non può esserci ricchezza individuale quando è la società tutta che si impoverisce. Inoltre, lo stile di Business Aborigeno può essere descritto come una miscela tra uno stile manageriale partecipativo di tutti gli starti societari e uno di responsabilizzazione individuale, quindi ben lontano dal modello di management gerarchico e di casta delle moderne compagnie Occidentali.Matteo Bergamini conclude argomentando che “gli atteggiamenti che abbiamo iniziato ad adottare in questi ultimi anni – come l’insensato dispendio e lo sfruttamento senza freni delle risorse – non supporteranno tutti noi e forse dovremmo riconoscere che fare affari in nome del Business non significa solo sfruttare ogni risorsa sino a distruggere tutto ciò che abbiamo attorno a noi. Grazie all’introduzione di un saggio approccio manageriale per lo sfruttamento e soprattutto la gestione illuminata delle nostre risorse, come quello creato dagli Indigeni d’Australia, potrebbe farci guadagnare un mondo più pulito, un modello di business più sano e sostenibile e in ultima analisi ognuno di noi”.In conclusione, ad oggi potremmo trovarci non molto lontani dal desiderio di Lisa Watson, Aborigena d’Australia, quando affermò: “Se sei venuto per aiutarmi stai perdendo il tuo tempo.Ma se sei venuto perché pensi che la tua libertà sia legata alla mia, allora lavoriamo insieme”. Lavorando insieme in una direzione che attende di essere adottata, si può camminare insieme verso nel futuro.

di -Flaminia Ripani
fonte : http://www.ilcambiamento.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 31 luglio 2012 in Attualità

 

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AUSTRALIA- RAGNATELE GIGANTI DOPO LE PIOGGE + foto


L’INCUBO DI OGNI ARACNOFOBICO

Una distesa di ragnatele nelle zone alluvionate.Dopo una settimana di pioggia record, le acque alluvionali ricoprono l’Australia dell’est costringendo la popolazione di ragni terricoli, circa 13.000, ad abbandonare le loro tane.Le loro ragnatele hanno ricoperto cespugli ed alberi, ma il tentativo di sfruttare il vento con i loro aquiloni fatti di ragnatela – una tecnica comune durante le alluvioni – è fallito.Graham Milledge, responsabile per le collezioni del Museo Australiano di Entomologia, ha detto: “I ragni usano questa tecnica normalmente per disperdersi e occupare nuove aree territoriali, in eventi come questo è un espediente per salvarsi dalle acque che allagano il terreno”.I ragni tessono le loro ragnatele mentre l’alluvione li costringe a salire verso l’alto nella località di Wagga Wagga, in Australia. Secondo lo Zoo Tangaroa di Sidney, la recente ondata di pioggia ha portato a un boom nella popolazione dei ragni. Le acque si stanno lentamente ritirando dopo aver raggiunto l’altezza massima di 11 metri.Per alcuni abitanti di Wagga Wagga le ragnatele sono state una piacevole distrazione dopo giorni di pioggia battenti. La zona era appena uscita da un decennio di siccità e incendi boschivi.. L’alluvione è considerata la più grave degli ultimi 160 anni, e potrebbe continuare ancora per un mese.

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Fonte: http://www.nationalgeographic.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 12 marzo 2012 in Attualità

 

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