RSS

Archivi tag: pubblicità

PUBBLICITA’ INGANNEVOLE – Poche censure e troppe bugie + Video


IL BILANCIO PER IL 2012

Delle pubblicità di prodotti alimentari scorrette e ingannevoli è decisamente negativo e non ci sono segnali che lasciano intravedere inversioni di rotta. Anche nel 2013 decine di aziende presenteranno spot e messaggi per raccontare storie inverosimili, sicure di concludere tranquillamente l’intera campagna senza incontrare ostacoli.Tra i “pentiti eccellenti”, ci sono aziende come Ferrero, Barilla e Coca Cola che, dopo essere state oggetto di lettere e censure da parte dei vari organi di controllo, hanno promesso di non raccontare più storie ambigue e ingannevoli.
Ecco il video del programma di Consumi&Consumi di RaiNews24, a cura di Vera Paggi in cui Roberto La Pira parla di sentenze e pubblicità ingannevoli.

FONTE
Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 18 gennaio 2013 in Attualità

 

Tag: , ,

I CARTELLONI PUBBLICITARI CHE RICONOSCONO I PASSANTI


SARANNO LANCIATI A LOS ANGELES

I messaggi si adatteranno al lettoreRicordate il film Minority Report? Il protagonista, interpretato da Tom Cruise, camminando in un centro commerciale vedeva i messaggi pubblicitari adattarsi alle sue esigenze e ai suoi gusti. Presto quell’episodio rappresentato sul grande schermo potrebbe diventare una consuetudine per tutti.

 

 

CARTELLONI INTELLIGENTI

Immersive Labs, società che produce software di intelligenza artificiale, ha annunciato che in autunno, a LosAngeles, lancerà la prima videocamera con funzione di “segnaletica intelligente”. Applicato ai cartelloni pubblicitari, il dispositivo sarà in grado di modificare il messaggio in base alle persone che si avvicineranno per leggerlo. Le telecamere saranno installate su cartelloni digitali di aeroporti, centri commerciali, e negozi, e sarà in grado di calcolare rapidamente che tipo di consumatore è nei paraggi: se si tratta di un uomo o di una donna, di una persona giovane o anziana, di uno sportivo o del proprietario di un animale domestico. Per quanto riguarda eventuali problemi legati alla privacy i creatori della nuova tecnologia assicurano che la pubblicità non sarà invasiva.

PRIVACY TUTELATA

Jason Sosa, fondatore e ceo di Immersive Labs, dice che la fotocamera non registrerà i volti di alcuna persona, ma si limiterà ad inquadarli in determinate categorie di consumatori. “Si chiederà ‘E’ un presente volto?’, ‘E’ maschio o femmina?’, ‘Quanti anni ha?’. Nessuna immagine verrà salvata, o registrata, o trasmessa”, ha detto Sosa. Per scegliere il messaggio più adatto ai potenziali consumatori la formula che regola il cartellone intelligente terrà conto di svariati fattori, compresa l’ubicazione, l’orario, e anche i tweet che citano la zona in cui è installato il dispositivo. A mettere a punto una tecnologia capace di riconoscere gusti e interessi dei passanti ha lavorato anche Ibm. I tecnici del colosso informatico hanno rivelato di lavorare, però, ad un sistema di lettura di chip.
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 25 novembre 2012 in Multinazionali

 

Tag: , ,

QUELLO CHE LA RETE SA DI TE


NESSUNO TI CONOSCE MEGLIO DI GOOGLE

Google sa tutto, perfino dove sei. Lo sa perché ti spia attraverso un buco della serratura gigantesco, fatto di siti internet, software e cookies (piccoli file testuali usati, fra l’altro, per “tracciare” l’attività di chi naviga).Dopo di che ti scheda: il tuo profilo rimane conservato per un anno e mezzo in un database infinito, ramificato in 450mila server sparsi nel pianeta. Lo rivelano due inchieste di Repubblica e del Wall Street Journal. Il motivo di tutto questo? Il modo migliore per fare soldi è vendere pubblicità, la pubblicità migliore è quella che ti conosce. Il problema del target non esiste più, in qualsiasi sito tu vada troverai inserzioni di prodotti e servizi che ti calzano a pennello. Lo chiamano “behavioral advertisement”: violento, invadente, dannatamente efficace.Il percorso è stato lungo. Per anni Google resiste alla tentazione di usare metodi aggressivi nella raccolta di dati a fini pubblicitari, ritenendo che possa rivelarsi un boomerang a livello d’immagine. Ma il rapido emergere di concorrenti abituati a tracciare l’attività online degli utenti, per poi rivenderne gli identikit, costringe Google a cambiare politica. A poco a poco i due fondatori, Sergey Brin e Larry Page, si convincono della possibilità di sfruttare l’enorme quantità di dati a loro disposizione senza per questo fare un torto agli utenti. “I fondatori ritengono in questo modo di poter migliorare l’esperienza degli utenti sul web – sostiene Alma Whitten, capo del Privacy Council dell’azienda – ciò che va bene per il consumatore, va bene per l’inserzionista”.

IN VERITA’ IL SIGNOR PAGE CI METTE PARECCHIO AD ABBANDONARE LE SUE POSIZIONI

Fino all’ultimo continua a professare il “contextual targeting”, che consiste nel pubblicizzare su una pagina web un prodotto coerente con l’argomento trattato nella pagina stessa. Risultato: fino al 2006 Yahoo massacra Google sul mercato della pubblicità online. I top-manager di Mountain View non si danno pace e nel 2007 riescono a far acquistare all’azienda la DoubleClick , impresa regina della pubblicità visuale su Internet. Più di tre miliardi di dollari per far amare i cookies a Mr. Page.Finalmente Google inizia a istallare i ‘file spioni’ sui pc dei suoi utenti, ma ancora per qualche mese evita di usarli. Nuove resistenze dai vertici. Stavolta non da Page, ormai convertito, ma da Brin. Nel corso di un meeting leggendario fra i dipendenti di Mountain View, i due tycoon arrivano a urlarsi in faccia. Alla fine prevalgono le ragioni della ‘pubblicità personalizzata’. Il servizio parte a marzo del 2009, riservato a un ristretto gruppo di facoltosi inserzionisti.Se per anni il sito più potente è stato quello con il maggior numero di visitatori, oggi non è più così: il vero leader è quello con il database più ricco. E Google è invincibile. Non solo ha il maggior numero di account schedati, ma anche il maggior numero di informazioni per singolo utente. Nel 2009 l ‘azienda ha vinto la medaglia d’oro per il fatturato, con 23,7 miliardi di dollari. Più del triplo dei guadagni di Yahoo, medaglia d’argento. Ma la minaccia più seria per Google non viene dagli altri motori di ricerca; il vero nemico è Facebook. Il social network più importante della rete è in grado di vendere pubblicità con target dettagliatissimi dei suoi utenti (più di 500 milioni di persone).

BISOGNA CORRERE AI RIPARI

Google ha già progettando il suo nuovo servizio di social network. Non solo, l’azienda di Mountain View intende copiare da “Facebook” anche qualcosa di più specifico, il bottoncino “Mi piace”. Chiunque abbia un profilo in rete lo conosce, anche se di solito lo considera un particolare insignificante, un quadratino su cui cliccare distrattamente per comunicare a qualche centinaio di amici cose come “mi piace il crème caramel”, “mi piace lady Gaga”. Non è una sciocchezza, ma una vera e propria miniera d’oro. Riuscite ad immaginare quali formidabili profili da “behavioural advertisement” si possano creare con informazioni del genere?In ogni caso, l’attentato alla nostra privacy non è mortale. Esiste perfino un margine di discrezione. Ad esempio, Google non utilizza i dati raccolti da uno dei suoi servizi per inseguirvi con pubblicità personalizzate in qualsiasi angolo sperduto del Web. E’ vero, se avete un account Gmail, Google non si fa problemi a ficcare il naso in quello che scrivete e che ricevete, ma solo per spiattellarvi la pubblicità più azzeccata la prossima volta che aprirete la stessa pagina di Gmail.Non è questa una gran consolazione e Google lo sa, per questo si affretta ad assicurare che “la maggior parte” delle informazioni raccolte non sono associate all’utente tramite il nome, ma attraverso un codice numerico. Si fa fatica a capire quale dovrebbe essere la parte rassicurante: anche se compariamo sotto forma di numeri, in realtà il nostro anonimato è lasciato al buon cuore di chi ci controlla. Per risalire al nostro nome non ci vuole davvero un hacker; basta un nostro accesso in Facebook o nella posta elettronica e il gioco è fatto.

COM’ERA PREVEDIBILE LA RETE E’ PIENA DI POST IN DIFESA DI RE GOOGLE

Si dice che nel mondo di internet i dati che ti riguardano non sono di tua proprietà finché non ti preoccupi di proteggerli. In effetti, un modo per impedire ai siti di “tracciarti” esiste, ma scoprire quale si è lasciato alla tua abilità. L’obiezione più ragionevole è però quella che pone l’accento sui rapporti economici: se siti come Google, Facebook o Yahoo non avessero fatto pubblicità personalizzata, non avrebbero mai avuto i milioni di dollari necessari a sviluppare i servizi di cui tutti noi oggi godiamo.Una contropartita c’è, quindi. Ma il punto è che la maggior parte degli utenti non aveva compreso di dover dare qualcosa in cambio. E’ facile prendersela con l’insipienza di molti frequentatori del Web: navigare senza sapere cos’è un cookie – si dice – è come iniziare a fumare senza sapere che fa male. Peccato che sui pacchetti di sigarette sia almeno scritto a caratteri cubitali che “il fumo uccide”, mentre sotto il logo colorato di Google nessuno ha mai specificato “ti sta guardando”.

di Carlo Musilli
fonte : http://www.altrenotizie.org

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

 
2 commenti

Pubblicato da su 29 aprile 2012 in Multinazionali

 

Tag: , ,

PUBBLICITA’ RESPONSABILI DELLE CATTIVE ABITUDINI ALIMENTARI DEI PIU’ PICCOLI


UN BIMBO MEDIAMENTE OGNI 5 MINUTI

Assiste a una pubblicità riguardante il cibo, con l’effetto di influenzare negativamente le sue preferenze alimentari…Scarsa attività fisica e cattiva educazione alimentare non sono gli unici fattori che causano il continuo aumento dell’obesità infantile, che ha ormai raggiunto il 36%. A influire abbondantemente sulle scelte alimentari di bambini e ragazzi è la continua pubblicità di prodotti zuccherati e ricchi in grassi, alla quale sono continuamente sottoposti, soprattutto durante le ore di fascia protetta. È stato calcolato che un bambino italiano assiste in media ogni cinque minuti a una pubblicità riguardante il cibo, questo ha la capacità di influenzare decisamente le sue preferenze alimentari senza ancora aver provato a mangiare i cibi pubblicizzati. Una recente ricerca svolta negli Stati Uniti e pubblicata sul Journal of Pediatrics, ha analizzato l’influenza degli spot sulle scelte alimentari dei bambini e l’eventuale intervento dei genitori su queste. I bambini che hanno partecipato allo studio avevano un’età compresa tra i 3 e gli 8 anni e guardavano giornalmente la televisione per circa 3 ore. I bambini sono stati suddivisi in due gruppi: il primo è stato sottoposto alla visione di programmi tv intervallati da pubblicità riguardante merende a base di mele; il secondo gruppo, invece, alla pubblicità di patatine fritte confezionate. All’interno di ogni gruppo, alcuni bambini ricevevano consigli alimentari da parte dei loro genitori; altri, erano liberi nelle loro scelte alimentari. Questa ricerca ha dimostrato come i bambini sceglievano la loro merenda in base alla pubblicità alla quale erano stati sottoposti; inoltre, in entrambi i gruppi, scarsa era l’influenza dei genitori.

QUESTI RISULTATI SONO PREOCCUPANTI

Soprattutto se valutiamo che il 26% circa degli spot che giornalmente sono trasmessi da tutte le reti, riguardano prodotti alimentari, tra i quali quelli più reclamizzati sono le merendine e i biscotti. Fino adesso, alcuni spot alimentari in tv mostrano il contenuto in grassi saturi, zuccheri, soprattutto semplici, sale, calorie e additivi del prodotto. Anzi, vengono inventate pubblicità nella quali il consumo di questi prodotti è una condizione necessaria per stare bene. Una giornata uggiosa o un momento di noia vengono superati con il consumo di alimenti decisamente non appartenenti alla dieta mediterranea. Queste pubblicità, che associano il tono dell’umore al consumo di specifici alimenti, possono creare in modo indiretto una dipendenza da questi cibi e pongono le basi per l’insorgenza dei disturbi alimentari, soprattutto per le fasce più deboli. Darebbe decisamente una maggiore sensazione di serenità e felicità ad un bambino se associasse il consumo di frutta e verdura con l’aver avuto la possibilità di vedere crescere nei campi questi prodotti, magari raccogliendo lui stesso questi cibi fra una moltitudine di colori che la stessa natura gli offre. Basterebbe anche fare una “gita” al supermercato dove una sosta davanti ai cesti di frutta e verdura darebbe la possibilità allo stesso bambino di scegliere quale di questi cibi provare a mangiare. Seguire un’alimentazione che si basa esclusivamente su prodotti pubblicizzati in tv, comporterebbe adottare uno stile alimentare che non rispecchia, nemmeno in minima parte, le linee guida della piramide alimentare. In questo tipo di alimentazione il consumo di frutta e verdura non coprirebbe nemmeno il 50% dei nostri fabbisogni minimi. Che senso ha a questo punto continuare a parlare di obesità e prevenzione, se siamo continuamente bombardati da messaggi pubblicitari che si contrappongono alle corrette abitudini alimentari.

E I GENITORI?

Come possiamo pretendere che i nostri figli non siano in soprappeso, se non siamo noi stessi a fare una spesa intelligente, soprattutto se non siamo capaci di distinguere sana alimentazione e cibo spazzatura? Inoltre, come possiamo pretendere che i bambini mangino frutta e verdura, se non siamo noi i primi a nutrirci di questi alimenti? La maggior parte delle persone associano l’idea di mangiare frutta, in particolare la verdura, a una condizione di tristezza. Certo, al solo pensiero di trovare nel piatto ogni giorno delle verdure lesse non ispira decisamente una condizione di piacere; ma niente impone che la verdura debba essere mangiata esclusivamente in questo modo! Pensiamo, ad esempio, alla classica parmigiana: se le melanzane invece di friggerle, le grigliamo o le cuciamo al forno, prepariamo di certo un piatto gustoso con il quale ci prendiamo cura della nostra salute! Con lo stesso procedimento, invece di usare le melanzane, possiamo usare altre verdure o ortaggi di stagione, è sicuramente il risultato sarà altrettanto ottimo. Lo stesso vale anche per la frutta: dolcifichiamo il nostro latte con frutta di stagione ottenendo un prelibato e salubre frappè o prepariamo una macedonia aggiungendo uvetta, cannella e scaglie di mandorle, difficilmente direte di no a queste preparazioni e darete così il buon esempio.

di Valentina Schirò (Biologa Nutrizionista)
fonte : http://www.piusanipiubelli.it
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
2 commenti

Pubblicato da su 12 marzo 2012 in Attualità

 

Tag: , , , , ,

MASS-MEDIA,CARNE E MESSAGGI INGANNEVOLI


LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE PERSONE

è convinta che i mezzi di informazione, la televisione e la carta stampata, siano al servizio del popolo e che i messaggi pubblicitari o gli enunciati degli “esperti” siano a beneficio della gente. Nulla di più sbagliato, di più fuorviante, di più ingannevole, di più disonesto. La gran parte dei programmi sono capziosamente manovrati, edulcorati, fatti di realtà inesistenti, di falsi miti, governati, voluti, gestiti, studiati a tavolino dai grandi centri di potere economico (chimico-farmaceutico, petrolifero, zootecnico, agroalimentare, politico…), dalle industrie mosse da pure motivazioni speculative. Questi gruppi famelici (dell’America, dell’Europa, della Russia, della Cina…) si servono di ogni mezzo possibile, di ogni mediocre ricercatore, disposto a vendersi e a sostenere le loro posizioni, con lo scopo di dare alla popolazione ingenua non un prodotto utile, benefico, a vantaggio della salute, del benessere, della vera conoscenza, ma semplicemente un prodotto redditizio, che consenta un sempre più grosso guadagno, a qualsiasi costo. E a pagarne le dure conseguenze sono sempre gli sprovveduti, i più deboli, gli animali. La categoria delle massaie è quella maggiormente bombardata da prodotti di ogni genere e di alimenti vere e proprie bestemmie nutrizionali fatte da proteine ignobili, grassi saturi, zuccheri semplici, prodotti di sintesi, integratori inorganici: veri attentati alla salute, alla natura, alla mente e alla coscienza.

 

L’ASPETTO PIU’ PREOCCUPANTE E’ CHE I MEDIA

Con la loro infernale macchina pubblicitaria che investe somme stratosferiche e che trabocca di pubblicità diseducativa  hanno la capacità di influenzare e manovrare non solo la sfera politica e la televisione di Stato ma anche la cultura in senso lato, di rendere manovrabile la mente degli individui e soprattutto di generare una coscienza umana sempre più superficiale, materialista, edonista, insensibile. Il perverso meccanismo è semplice: ti finanzio il programma ma ti mando il mio esperto in materia di …Così in apparenza è la scienza che parla, nella sostanza è il farabutto di turno venduto, pagato per indirizzare le scelte verso quel prodotto che fa solo gli interessi del mandante a scapito della verità e del bene della popolazione.Così gran parte della scienza medica ufficiale, del settore della ricerca e della sperimentazione è improntata a cercare le soluzioni richieste dai finanziatori per consentire alla gente di continuare a vivere come gli pare, con tutti i vizi e le dissolutezze alimentari dandole poi la soluzione in pillole. E anche se noi vegetariani scoppiamo di salute, i carnibali-pseudoscienza-dipendenti, non attribuiscono mai al loro stile di vita e alla loro innaturale alimentazione le molte malattie cui sono generalmente flagellati, ma al fato, al caso, alla genetica, alla familiarità. E non c’è ragionamento che tenga, non c’è modo di scuotere le convinzioni consolidate dalla massa ipnotizzata, radicate perchè suffragate dai medici, poco o niente informati sulla scienza alimentare o prezzolati dalla grandi industrie chimico-farmaceutiche, con la tacita, costante benedizione di santa romana chiesa. Non bastano i dati scritti e ribaditi più volte in ogni lingua e in ogni tempo dai veri e grandi medici e maestri. Non bastano i dati scientifici degli istituti di ricerca più seri ed accreditati del mondo. Non basta il parere netto e lapidario di tanti onesti cancerologi e cardiologi e nemmeno quello degli scienziati, dei grandi santi e dei filosofi. Trovare qualcuno disposto a mettere in discussione i propri convincimenti, desideroso di capire e di evolversi è la cosa più difficile dell’universo. ”

 

E’ PIU’ FACILE TROVARE QUALCUNO DISPOSTO A FARSI OPERARE CHE QUALCUNO DISPONIBILE A RINUNCIARE AL SUO CAFFE’

Se nel passato il senso critico della gente era fagocitato principalmente dal potere politico e religioso oggi si sono aggiunti quello delle lobby multinazionali e quello mediatico. Ma la musica non cambia. La gente comune, come in ogni epoca, crede di essere libera di ragionare con la propria testa. Mi chiedo: il popolo ebraico era dotato di senso critico quando gridando “Crocifiggilo” si rendeva responsabile del più crudele degli omicidi della storia? Quando nelle piazze di tutta Europa si bruciavano gli eretici, le streghe e i vari Giordano Bruno la gente ragionava con la propria testa? E i soldati di ogni epoca ed esercito quando si rendevano (e si rendono) complici dei più infami delitti contro i propri fratelli e contro la popolazione inerme, erano (e sono) dotati di ragione propria? L’uomo si macchierebbe ugualmente di tanti crimini se non si facesse manovrare la mente e la coscienza dai grandi centri di potere, dei vari demagoghi e falsi condottieri? Il campo della nutrizione è quello più a rischio in tema di condizionamenti e di autentici brogli. Sia perché gli uomini sono tanti, sia perché mangiano almeno tre volte al giorno, per cui, cibandosi pure male, si ammalano spesso e ricorrono a sostanze innaturali tipo farmaci e integratori. Ed è qui che si innesta invariabilmente l’impero del male, l’impero del soldo a tutti i costi, che coinvolge allevatori di bestiame, industrie di lavorazione e trasformazione della carne, ristoratori e cuochi non all’altezza del loro compito, industrie conciarie, fabbricanti di cibi e bevande malsane, e via discorrendo. Ecco dunque dove scatta la molla della controinformazione, la perversa spirale del martellamento ideologico tramite i mass-media televisivi che entrano nelle case armati di tutto punto. Dieci menzogne nella mano destra e cinque insabbiamenti in quella sinistra, e una irresistibile voglia di imbrogliare la gente portandola a consumare più carne e più proteine, mentre i ricercatori seri rimarcano che il 30% dei tumori è causato dall’alimentazione a base di proteine della carne e del latte mentre solo il 5 percento deriva dai fattori ambientali. La televisione di Stato che pubblicizza tale mortale prodotto, che attraverso i suoi canali convince le mamme che la carne è un alimento ottimale per la crescita dei loro bambini, non commette forse un crimine contro la salute e la vita dei cittadini?

 

COME NEUTRALIZZARE GLI EFFETTI NEFASTI COMMESSI QUOTIDIANAMENTE

Con ritmo micidiale dai media che sono riusciti a convincere la popolazione di fidarsi ciecamente dei loro messaggi? Come neutralizzare le dichiarazioni false e tendenziose dei nutrizionisti spudorati e prezzolati che parlano ancora di proteine nobili, di aminoacidi essenziali, di ferro eme, di vitamina B12, di Omega 3, di calcio nei latticini, che hanno convinto il 90% della popolazione che il pesce bisogna mangiarlo almeno 2 volte a settimana, alternato alla carne, al formaggio o alle uova? Come liberare le masse da questa grande farsa culturale dalle abissali bugie televisive? Si riuscirà mai a far rinsavire la gente, a restituirle la sua dignità, la sua libertà di pensiero, la sua autodeterminazione, la sua salute, la sua vita? Interrompere questo diabolico meccanismo sembra impossibile se non attraverso una presa di coscienza individuale, una illuminazione dal profondo che consenta all’individuo il suo più sano e costruttivo senso critico. Le grandi rivoluzioni non nascono mai dal vertice e noi non abbiamo alternative se non quella di unire le nostre poche forze, di sentirci responsabili anche del destino collettivo. La nostra è una battaglia disperata e disperante, perché basata non sull’interesse o sul guadagno ma sulla conquista della libertà vera dell’essere, della vera cultura, della saggezza, del buon senso, della logica. La nostra “televisione” deve essere il passa-parola, il nostro computer, i nostri libri, le nostre dispense, la fotocopia di un documento utile, la lettera di protesta, sempre animati dalla speranza che prima o poi la maggioranza si accorga del tranello cui è preda da millenni (e oggi più che mai) e riesca a tornare libera, indipendente, capace di gestire la propria mente, la propria coscienza. Anche se le forze in campo sono ìmpari; ognuno di noi deve far sua questa battaglia, deve sentirsi non più mattone dell’edificio ma pilastro portante; diventare polo di divulgazione della nuova cultura universalista; deve essere non più collaboratore ma leader dei nostri ideali; non più soldato ma generale e creare intorno a se un esercito disposto ad operare al servizio della verità e della vita. Io ne sono certo, vinceremo la nostra battaglia, è solo questione di tempo, sia perché alle nostre spalle e nel nostro cuore stanno le anime ed il pensiero dei grandi maestri di ogni tempo e paese e sia perché l’evoluzione di tutti gli esseri è una realtà inarrestabile: ma sta a noi accelerarne il cammino.

 

 

 fonte :http://www.climatrix.org

di  Franco Libero Manco e Valdo Vaccaro

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

 
9 commenti

Pubblicato da su 28 dicembre 2011 in Multinazionali

 

Tag: , , ,

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: