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LAND GRABBING- BANCHE E MULTINAZIONALI STANNO MANGIANDO IL MONDO


IL NUMERO DELLE GRANDI ACQUISIZIONI DI TERRE IN AFRICA, AMERICA LATINA, ASIA CENTRALE E SUD EST ASIATICO

E’ aumentato notevolmente negli ultimi anni.È in atto una ‘rapina alla terra’ (land grabbing) compiuta da banche e multinazionali che acquistano terreni destinati all’agricoltura. Sotto accusa anche Unicredit e Generali. Le banche europee continuano a contribuire alla volatilità dei prezzi nei mercati alimentari e alla fame nel mondo.È quanto denuncia una ricerca di Friends of the Earth dal titolo Farming Money, how Europeans banks and private finance profit from food speculation and land grabs che ha stilato una lista di banche e multinazionali implicate nel fenomeno del land grabbing e delle speculazioni borsistiche sul cibo. La ricerca ha analizzato l’attività di 29 banche europee (tra cui Allianz, BNP Paribas, Dexia, Deutsche Bank e HSBC), companies di assicurazione e fondi pensione in 8 Stati membri.Il rapporto denuncia il coinvolgimento delle istituzioni finanziarie nell’accaparramento di terre. Secondo la ricerca, dato l’impatto ambientale e le implicazioni sociali di queste attività, il ruolo delle istituzioni finanziarie europee in questo settore richiede un controllo maggiore.

SCOPO DELLA RICERCA E’ DUNQUE QUELLO DI SENSIBILIZZARE I DECISORI EUROPEI

e stimolare le istituzioni finanziarie a riconoscere il loro ruolo nella crisi alimentare.Il rapporto rivela che il numero delle grandi acquisizioni di terre in Africa, America Latina, Asia Centrale e nel Sud Est asiatico è aumentato notevolmente negli ultimi anni. Casi di espropriazione di terre agricole sono stati documentati in Angola, Etiopia, Kenya, Repubblica democratica del Congo, Madagascar, Mali, Mozambico, Sierra Leone, Zambia, Sud Sudan e Tanzania, così come in economie emergenti (Brasile, Argentina, Indonesia e Ucraina).Secondo la FAO, fino a 20 milioni di ettari di terreno sono stati acquisiti negli ultimi tre anni nella sola Africa.Come sostiene la stessa Friends of the Earth è un dovere dei governi europei ascoltare le preoccupazioni di consumatori, lavoratori, agricoltori, attivisti e tutti coloro che credono che controlli efficaci sulla speculazione finanziaria sulle materie prime agricole siano necessari per difendere i più poveri del mondo e i produttori di alimenti dall’esposizione a improvvisi aumenti dei prezzi alimentari.Il diritto al cibo e la sovranità alimentare dovrebbero essere al centro della regolamentazione europea in materia.
fonte : http://www.ilcambiamento.it

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

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Pubblicato da su 17 aprile 2012 in Multinazionali

 

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UN EPIDEMIA DI ANTRACE UCCIDE CENTINAIA DI ANIMALI IN UNA RISERVA NATURALE DELLO ZIMBABWE


PIU’ DI 165 ANIMALI SELVATICI TRA CUI 88 IPPOPOTAMI

Sono morti nello Zimbabwe in seguito ad un’epidemia di antrace . Gli ippopotami sono stati trovati morti insieme a 45 bufali, 30 elefanti e due kudos a Mana Pools nel nord del paese nel parco nazionale. Il portavoce del parco nazionale dello Zimbabwe Caroline Washaya-Moyo ha detto al giornale Herald che i test hanno dimostrato che gli ippopotami sono stati uccisi da antrace. Ha aggiunto che la causa di morte per gli altri animali non era ancora stata confermata ma dai sintomi riscontrati sugli animali suggeriscono che siano stati colpiti della malattia infettiva. Ms. Washaya-Moyo ha detto di temere che l’epidemia possa diffondersi ad altri animali selvatici nella riserva protetta, che si trova intorno al fiume Zambesi . Ha detto: ‘Il nostro ufficio ha confermato l’epidemia di antrace in seguito alla morte degli animali a Mana Pools. L’Autorità ha impegnato gli uffici veterinari che hanno raccolto campioni da ippopotami per i test di laboratorio. Il test di laboratorio hanno confermato che gli 88 ippopotami sono morti di antrace. ‘ I funzionari stanno oggi conducendo ulteriori test sugli animali colpiti, in queste ultime settimane. Un veterinario incaricato dal Governo Chris Foggin ha detto che un team di specialisti aveva visitato la zona e stava bruciando le carcasse degli animali morti nel tentativo di impedire la diffusione dell’infezione.

-Daily Mail
fonte : http://terrarealtime.blogspot.com


Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

 
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Pubblicato da su 16 marzo 2012 in Attualità

 

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LA STRUTTURA DI RICHAT L’OCCHIO DELL’ AFRICA + video


CHIAMATA ANCHE “L’OCCHIO DELL’AFRICA”

la struttura di Richat è una gigantesca formazione circolare di 50 chilometri di diametro in pieno deserto del Sahara vicino ad Ouadane (Mauritania) visibile solo dallo spazio.Vista dal cielo sembra un monumentale occhio blu e verde o un enorme fossile.Fu scoperta durante un volo spaziale americano nel 1965 e considerate le sue dimensioni e il suo aspetto caratteristico è rimasta a lungo un punto di riferimento per gli astronauti.In origine si era pensato che la struttura di Richat fosse dovuta all’impatto di un meteorite, ma questa teoria non spiegava la sua conformazione i cui dislivelli possono raggiungere i 40 metri. L’assenza di una zona pianeggiante al centro della conformazione e il fatto che essa è priva di rocce da impatto, sembrava indicare il contrario.

OGGI L’INTERPRETAZIONE PIU’ ACCETTATA

ipotizza che si tratti di una cupola vulcanica gigantesca che sarebbe crollata su se stessa nel corso dell’erosione durata diversi milioni di anni. Tuttavia finché le ipotesi non saranno confermate, l’origine esatta di questo fenomeno unico al mondo rimane un enigma per i ricercatori.

VIDEO

http://mondodascoprire.myblog.it

Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 4 marzo 2012 in Attualità

 

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IL SACCHEGGIO PERMANENTE DELL’AFRICA


NEL DISEGNO A LUNGO TERMINE DELL’ELITE DOMINANTE

L’intera Africa è destinata al saccheggio permanente delle sue riserve di materie prime e all’esportazione forzata dei prodotti alimentari per il consumo di tipo occidentale. Questo disegno è talmente trasversale che tutti gli attori dello scontro geopolitico, pur con la differenza di ruoli esibita finora, lo condividono: Usa, Francia e Cina stanno soltanto giocando più sul davanti della scena rispetto agli altri (Russia, Gran Bretagna e Germania anzitutto), ma tutti sono coinvolti nel piano, tutti hanno le loro mani sull’Africa.Questo dovrebbero anzitutto comprendere tutti i popoli del continente. Quelli che si dovessero opporre a tale piano sanno già che dovranno affrontare una violenza peggiore rispetto a quella del primo colonialismo: il potere di corruzione delle menti dei dominati e il monopolio assoluto dei Megamedia da parte dell’elite conferisce a quest’ultima una capacità di devastazione inedita, incomparabilmente più terrificante rispetto a quella dei vecchi arnesi del colonialismo europeo.

 

QUASI TUTTO E’ CAMBIATO DA QUESTO PUNTO DI VISTA

Se non si ha presente la qualità e la “potenza di fuoco” proprie del piano dell’elite – il cui punto cruciale è la fabbricazione della realtà data in pasto così formata alle plebi planetarie – non si può capire ciò che sta succedendo in Africa. Con questa chiave di lettura, invece, si può leggere l’aggressione alla Libia e le rivoluzioni colorate in Nord Africa passando per il colpo di stato ordito dalla Francia in Costa d’Avorio, per lo smembramento del Sudan, per l’accerchiamento di Somalia ed Eritrea, per l’escalation contro la resistente Siria e contro quel gran pezzo di Iran che non vuole saperne di bere veleno dal calice occidentale…L’undici aprile 2011 è stato di nuovo confiscato un paese, la Costa d’Avorio, che negli ultimi tempi stava cercando in diversi modi una propria via di sopravvivenza e di autogoverno: proprio come la Jamahiriyya libica. L’esempio e l’eroica dignità nella resistenza da parte del presidente Laurent Gbagbo, da quella data nelle mani degli scherani locali di Sarkozy, può diventare una luce in mezzo al buio del continente: perché è la resistenza non solo di un popolo, ma dell’intera umanità africana che sa di poter vivere diversamente da come i dominanti hanno pianificato. Gheddafi e prima di lui Nasser, Sankara e adesso Gbagbo… Con il messaggio che essi rappresentano e veicolano sono le basi stesse del Potere occidentale ad essere messe in questione: il saccheggio delle risorse e il “sistema del debito”.Ecco perché i dominanti si comportano in modo così platealmente criminale.Il caso della Costa d’Avorio è per diversi aspetti paradigmatico di tutto ciò perché contiene in fondo tutti gli elementi dell’odierno attacco dell’elite globale alle possibilità di cambiare questo modo di vivere.

 

fonte : http://nuovediscussioni.blogspot.com

Redatto da Pjmanc:  http://ilfattaccio.org

 
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Pubblicato da su 28 dicembre 2011 in Multinazionali

 

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