RSS

SOYA IL FALSO CIBO!

11 Apr

CHI HA DIFFUSO TUTTE LE FAVOLE E I MITI SULLA SOYA COME FAGIOLO DEL BENESSERE E DELLA LONGEVITA’?

Il responsabile è uno dei più potenti e segreti «poteri forti» del mondo: le multinazionali cerealicole note come «il Cartello del grano».Qualche anno fa, in Svezia, una ragazzina ebbe un attacco d’asma dopo aver mangiato un hamburger in un noto fast-food, e ne morì.Le analisi rivelarono che la causa della morte era la piccola percentuale di soya (2,2 %) contenuta nella carne macinata, che aveva scatenato la fatale reazione anafilattica.Le successive indagini ordinate dal ministero della Sanità hanno appurato che cinque giovanissimi svedesi erano morti per shock da soya tra il 1993 e il 1996 e tutti ne avevano mangiata senza disturbi fino al giorno dell’attacco.Da allora in Svezia si cerca di limitare l’apporto di soya in tutti i bambini asmatici e che presentano altre allergie, specialmente alle noccioline americane.Il fatto ha indotto a riesaminare le meravigliose qualità che la pubblicità attribuisce alla soya: come proteina vegetale digeribilissima, che contrasta il colesterolo cattivo, e che previene il cancro; sostituto ideale per chi soffre di intolleranza al latte; il cibo preferito dai vegetariani; fagiolo della longevità, di cui gli asiatici si alimentano da millenni e a cui devono la loro buona salute…Tutte menzogne, e menzogne pericolose.Anzitutto, se è vero che i cinesi hanno usato la soya «da millenni», è anche vero che l’hanno usata non come cibo ma come fertilizzante naturale del suolo (piantare soya arricchisce la terra di azotati), fino a quando, verso il 264 avanti Cristo, non fu sviluppato in Cina il processo di fermentazione che trasforma la purea di soya in una salsa, nota oggi col nome giapponese di «miso»: un condimento, non un alimento.In seguito, un alchimista cinese scoprì che la pasta di soya, se trattata con clorato di magnesio (un sale di cui sono ricche certe alghe), coagulava: e nacque il «tofu», il formaggio di soya.Ma gli asiatici hanno mangiato il «tofu» solo in piccole quantità e saltuariamente, salvo che in periodi di carestia.In realtà, il consumo quotidiano di soya e dei suoi derivati in Cina, Giappone, Corea ed Indonesia varia tra i 9 e il 36 grammi al giorno: quantità da confrontare con i 240 grammi di una tazza di «latte di soya» e la porzione di tofu (252 grammi) che consuma giornalmente un vegetariano europeo o americano convinto di difendersi così dal colesterolo cattivo e dal tumore.

MA PEGGIO E’ CHE LA SOYA LA MANGIAMO TUTTI ANCHE SE NON VOGLIAMO

Come s’è visto, essa viene aggiunta come legante negli hamburger.Si trova spesso nella carne in scatola e persino nel tonno, in molti biscotti, nelle barrette «energetiche» e dolciarie amate dai bambini; senza dire dei sostituti del latte in polvere per lattanti, molto usati dalle mamme sicure così di far del bene al loro piccino.La soya è onnipresente sulle nostre tavole.La lecitina di soya viene addirittura raccomandata da certi medici come alimento anti-colesterolo.La stessa proteina viene «testurizzata» per ricavarne un cibo che ha – grazie ad additivi artificiali – il sapore e l’apparenza della carne di manzo o di pollo, e raccomandata per chi deve evitare le proteine animali.Ma la sua produzione avviene con procedimenti industriali piuttosto allarmanti.In pratica, la farina di soya, depurata dal suo grasso, viene spremuta in macchine da estrusione (lo stesso procedimento usato per fabbricare le posate di plastica).La proteina viene isolata dalle altre sostanze mescolando la pasta di soya grezza con una soluzione caustica alcalina, e poi lavata con una soluzione acida per far precipitare la lecitina.Immerso il prodotto di nuovo in una soluzione alcalina, esso viene asciugato a temperatura altissima, e infine «testurizzato» in filamenti, con le stesse procedure usate nell’industria tessile.Questa manipolazione libera il prodotto dalle componenti che provocano flatulenza (si tratta pur sempre di un fagiuolo), ma anche dalle vitamine e dai sali minerali.E la qualità della proteina così «torturata» va a farsi benedire.Per di più, gli scienziati sanno (ma non il pubblico) che la soya contiene tossine e sostanze chiamate «anti-nutrienti»: per esempio un inibitore della proteasi, l’enzima che consente di digerire le proteine; i «fitati», che bloccano l’assimilazione dei minerali, causano deficienze di calcio e zinco; lectine e saponine provocano disturbi gastro-intestinali.La cosa è così nota che negli allevamenti, che al bestiame alimentato con panelle di soya, la dieta viene arricchita con l’aggiunta di minerali, vitamine e metionina, uno speciale amminoacido: altrimenti gli animali perdono peso.
COME HANNO APPURATO IN SVEZIA

la soya è un potente allergenico, che quando non provoca la morte causa però spesso diarrea, disturbi simili al raffreddore, difficoltà di deglutizione.Peggio: 70 anni di studi su animali ed uomini hanno appurato che la dieta a base di soya provoca gravi disturbi alla tiroide.Qui, il componente colpevole è il fito-estrogeno o isoflavone, un ormone vegetale contenuto ad alte dosi nella soya, che è un inibitore dell’attività tiroidea e può causare cancro della tiroide.Il fito-estrogeno pone a rischio lo sviluppo sessuale dei lattanti nutriti con polveri a base di soya come surrogati del latte.L’infertilità delle vacche nutrite con troppa soya è un fenomeno ben noto agli allevatori.Nei bambini, l’estrogeno vegetale può contrastare la crescita dei testicoli e la quantità di sperma nell’adulto; nella bambine, una maturazione sessuale precoce con problemi nella vita adulta, dall’amenorrea alla mancanza di ovulazione.Ma allora chi ha diffuso tutte le favole e i miti sulla soya come «fagiolo del benessere» e della longevità?Il responsabile è uno dei più potenti e segreti «poteri forti» del mondo: le multinazionali cerealicole note come «il Cartello del grano».

SI TRATTA DI AZIENDE COLOSSALI

Si tratta di aziende colossali – Cargill, Continental, Bunge, Louis Dreyfuss, Archer Daniel Midland – dai nomi ignoti al grande pubblico: infatti non sono quotate in Borsa, appartenendo per lo più a singole potenti famiglie.Il loro business consiste principalmente nell’acquisto in blocco di interi raccolti di grano e cereali (ma anche cocco, cacao, olio di palma, arachidi) nei Paesi produttori, Argentina, Brasile, Ucraina, Africa, Australia ed Asia, e nella loro distribuzione mondiale.Il commercio delle granaglie è altamente strategico: negli anni del comunismo, il «Cartello del Grano» ha spesso salvato il regime sovietico dalle sue ricorrenti carestie, facendogli arrivare discretamente immensi carichi di frumento e di mais.Gestito dalla borsa-merci di Chicago, il business è praticamente controllato dalle cinque o sei multinazionali sopracitate, dette anche «Sorelle del Grano».Una di esse in particolare, la Archer Daniel Midland (ADM), ha promosso da decenni la produzione mondiale della soya, ed ha lanciato una enorme campagna per raccomandarla come «proteina della salute».E’ la ADM (che conta 26 mila dipendenti in tutto il mondo) che produce, commercia e pubblicizza il latte di soya che trovate nel supermercato (e che è lo scarto della coagulazione del «tofu»), che promuove l’olio e la margarina di soya come «acido grasso anticolesterolo», e il surrogato della carne fatto con la soya (Nutrisoy).E naturalmente, è sempre la ADM che promuove i congressi medici internazionali che magnificano le qualità salutari della soya, e commissiona gli «studi scientifici» che comprovano le miracolose doti del prodotto e dei sottoprodotti, e che le autorità sanitarie prendono per buoni.Il surplus di produzione della soya è tale, che occorre sempre qualche nuova idea per aumentarne il consumo.L’ultima novità è l’uso della soya per la produzione di diesel e benzina sintetica – etanolo – per cui questi poteri forti sono riusciti a strappare dagli USA forti sussidi ed esenzioni fiscali.Il business è in trionfale espansione.

Maurizio Blondet

fonte : http://www.effedieffe.com

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

Annunci
 
11 commenti

Pubblicato da su 11 aprile 2012 in Multinazionali

 

Tag: , , ,

11 risposte a “SOYA IL FALSO CIBO!

  1. piero

    11 aprile 2012 at 12:01

    la carne no,le uova nemmeno,il latte figuriamoci,e adesso pure la soya?!cominciate a dire cosa dovremmo mangiare per favore…..grazie

     
  2. Francesca

    11 aprile 2012 at 12:24

    Sono perplessa da questo articolo, lo ammetto. Però a questo punto ho una domanda.. cosa scriveresti sulle fave?

     
  3. matteogracis

    11 aprile 2012 at 13:27

    Attenzione a non cadere nella finta contro-informazione, che è peggio della tradizionale disinformazione. L’autore di questo articolo (pieno di inesattezze tra l’altro) è nientepopodimeno che un inviato di Avvenire, Il Giornale e La Padania (vi basta?). Fate 2 ricerche sul personaggio e scoprirete di tutto e di più. Linko qui un ottimo articolo a riguardo sulla soia: http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/soia_overview.html

     
  4. piero

    13 aprile 2012 at 16:52

    grazie matteogracis

     
  5. Riccardo

    19 aprile 2012 at 10:15

    Sono tutte “falsità” scritte da un essere per nulla informato . Andatevi a vedere i danni , dimostrati scientificamente, provocati dal consumo di carne proveniente da povere bestiole “massacrate” negli allevamenti intensivi e lager. E poi la soya prodotta in Italia è assolutamente sicura . Solite buffonate !!!

     
    • Noemi

      17 febbraio 2013 at 16:08

      Infatti non parla di aziende italiane quanto di multinazionali americane.
      Ma comunque, allo stesso modo, in Italia le carni hanno provenienze spesso km zero e non sono frutto di allevamenti in cui gli animali vengono massacrati come gente nei lager. Sono semplicemente animali macellati da agricoltori che mettono su piccole aziende di qualche migliaio di capi, e li nutrono e li fanno vivere in condizioni decenti.
      Sono solo una trentina di anni scarsi, invece, che si coltiva la soia in italia, spesso in stato di coltivazioni intensive perchè non vengono prodotte anche dai piccoli allevatori, ma soprattutto da grossi gruppi del settore agroalimentare. Oltretutto in Italia sono famosi legumi come la lenticchia (in Umbria particolarmente) che hanno un quantitativo proteico un pò più basso del fagiolo di soia ma sono più magri, buoni in sapore (a me i fagioli di soia fan vomitare, sanno di niente, che gusto c’è a nutrirsi di nulla??) e sicuramente hanno una storia meno oscura e possono essere comprati anche a km zero 🙂

       
  6. Pasquino

    30 aprile 2012 at 19:27

    E dire che ci sono migliaia di persone che credono a questo personaggio.
    Per le aziende non quotate in borsa, vedere
    http://www.nyse.com/about/listed/bg.html (Bunge),
    http://www.nyse.com/about/listed/adm.html (Archer Daniel Midland o AMD)

    Per comprendere l’idiozia dell’articolista basta vedere quest’ultima azienda, di cui dice “dai nomi ignoti al grande pubblico: infatti non sono quotate in Borsa” ma più sotto continua con “la Archer Daniel Midland (ADM), ha promosso da decenni la produzione mondiale della soya, ed ha lanciato una enorme campagna per raccomandarla come «proteina della salute”

    Com’è possibile che un’azienda ignota al grande pubblico faccia pubblicità e raccomanda la ‘proteina della salute’?

     
  7. francy

    20 novembre 2012 at 06:01

    diteci come stanno le cose, approffondite per favore, noi vegani tra latte di soia, salsa di soia tofu ecc…… come siamo messi?

     
  8. lg

    17 gennaio 2013 at 12:03

    Non si potrebbero fornire dati e fonti scientifiche a riguardo?

     
  9. dott.ssa V. Angrisani

    27 febbraio 2013 at 21:29

    quando si scrive un articolo scientifico è doveroso citare autore, rivista su cui è pubblicato, numero della rivista ed anno di stampa. qui non leggo nulla di tutto questo: non posso perciò esprimere un parere positivo o negativo sulla fondatezza o meno delle affermazioni proposte, semplicemente perchè non si citano le fonti. invito pertanto l’ autore a fornirle cortesemente al suo pubblico di lettori. gentili saluti, dott.ssa V. Angrisani.

     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: