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LE ARANCE DELL’ AIRC VENGONO IN PARTE USATE PER FINANZIARE LA VIVISEZIONE

19 Mar

I FONDI RACCOLTI DALL’ AIRC NON SONO MOLTO SALUTARI

in quanto vengono in parte usati per finanziare la vivisezione, vale a dire esperimenti su animali nei quali viene indotta una malattia artificiale, quindi molto diversa da quella che si genera spontaneamente.Anche quest’anno, l’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, raccoglie fondi per i propri progetti con la vendita delle “arance della salute”. Le arance sono davvero “della salute”, perche’ frutta, verdura e vegetali in generale sono da consumare in quantita’, per prevenire le malattie degenerative. Ma i fondi raccolti dall’AIRC non sono molto “salutari” in quanto vengono in parte usati per finanziare la vivisezione, vale a dire esperimenti su animali nei quali viene indotta una malattia artificiale, quindi molto diversa da quella che si genera spontaneamente, ed in piu’ in una specie molto diversa dalla nostra.In questi ultimi anni sono iniziati ad apparire finalmente su varie riviste scientifiche internazionali degli articoli di critica esplicita alla sperimentazione su animali. Ad esempio, il numero di luglio 2007 di The Scientist pubblica un articolo molto interessante ed estremamente critico contro la pratica della sperimentazione animale nella ricerca medica e nello sviluppo di nuovi farmaci, intitolato: “Il problema dei modelli animali – Perché i successivi test sugli umani non hanno successo?”. L’articolo, molto approfondito e circostanziato, mostra che le difficoltà di usare i modelli animali per studiare le malattie umane derivano oltre che dalle differenze metaboliche, anatomiche, cellulari tra gli umani e gli altri animali, anche da altri aspetti, altrettanto ineliminabili. Ne emerge un quadro assolutamente desolante, che dà ancora una volta ragione al crescente movimento scientifico antivivisezionista.
CHIUNQUE VOGLIA EVITARE DI DONARE IL SUO DENARO A UNA PRATICA SCIENTIFICA NON ETICA

Come quelle della vivisezione, ricordi che l’AIRC, come quasi tutte le associazioni per la ricerca medica, finanzia studi su animali” affermano i gestori di NoVivisezione.org, il portale dell’antivivisezionismo in Italia.Dei 200 tipi di cancro che colpiscono gli esseri umani, alcuni hanno delle similitudini con altre forme di cancro che colpiscono altri animali, ma la loro natura è profondamente diversa, in termini di cause, di effetti, di cure e di prognosi. Il cancro è specie-specifico. Le differenze tra le specie sono evidenti sotto l’aspetto molecolare, immunologico, e genetico. Dato un certo composto chimico, la sua cancerogenicità sarà diversa nell’uomo e nelle altre specie. Basti pensare che anche tra topi e ratti, infinitamente più simili tra loro di quanto lo siano all’uomo, vi sono forti diversità: il 46% dei prodotti chimici cancerogeni per i ratti non lo sono per i topi.Eppure, stando alle ultime statistiche del Ministero della Salute, negli ultimi anni vi e’ stato un incremento nell’uso di animali nella ricerca di base: per quanto riguarda gli studi sul cancro, dal 2000 al 2005 c’e’ stato quasi un raddoppio del numero di animali usati, si e’ passati da circa 70.000 a circa 124.000! Questi studi servono solo a curare il cancro – artificiale – dei topi e dei ratti, non sono certo utili ai malati umani.Concludono i portavoce di NoVivisezione.org: “E’ dunque importantissimo scegliere per le nostre donazioni una associazione che non finanzi la vivisezione, e parlare di questa situazione con quante piu’ persone possibile, invitando anche loro a non fare donazioni a chi finanzia questa pratica.

fonte : http://www.ilnuovomondo.it/artaranceairc.htm
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio

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12 commenti

Pubblicato da su 19 marzo 2012 in Attualità

 

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12 risposte a “LE ARANCE DELL’ AIRC VENGONO IN PARTE USATE PER FINANZIARE LA VIVISEZIONE

  1. icittadiniprimaditutto

    19 marzo 2012 at 07:09

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

     
  2. Aurora

    19 marzo 2012 at 08:09

    E su chi dovrebbero sperimentarli? Sugli uomini? …è ETICO dare un farmaco a un malato di cancro non sapendone gli effetti? E’ ETICO sperimentare farmaci contro la leucemia infantile senza averli mai provati in vivo?
    Aggiungo che una persona che ha a che fare di animali da esperimento, se si comporta in modo scorretto, rischia la penale per maltrattamento sugli animali. Un esempio: lo stabulario dei ratti è stata la prima zona a cui misero l’aria condizionata in un estate caldissima, mentre i ricercatori crepavano di caldo. Nessuno può vivisezionare, allo stato naturale delle cose. La morte è per legge la meno dolorosa e se c’è possibilità, vengono anche anestetizzati prima.
    A nessuno piace fare esperimenti su un essere vivente, e penso che ci sia un’enorme differenza tra le cavie dell’AIRC e i beagle dei test cosmetici, ce ne rendiamo conto, vero?!

    Ma se aveste un MINIMO di conoscenza tecnica vi rendereste conto che non c’è alternativa. NON SI PUO’ passare dalla sperimentazione in vivo direttamente alla sperimentazione umana, ma stiamo scherzando? Avete cognizione di quello che state dicendo? O prima dovete avere un parente o un amico ammalato di cancro, prima di mettervi a riflettere sulle alternative?

     
    • Cri

      28 marzo 2012 at 09:03

      Gentile signora, mi (ci) permetta di essere in forte diaccordo con le sue parole, non soltanto da un punto di vista etico ma anche da uno scientifico.
      Lei si domanda (retoricamente) se e’ etico fare delle sperimentazioni sul uomo. Allora io le dico che nessuno e niente ci ha investiti di alcuna forza etica o morale per fare delle sperimentazioni sugli animali. Piu’ semplicemente detto: e chi ha detto che e’ etico fare cio sugli animali? Chi o che cosa ha deciso che noi, esseri umani possiamo disporre della vita degli animali come ci pare o piace? Se avra’ la gentilezza di rispondermi (ci), la prego di evitare risposte ‘ a buon mercato’.
      In quanto alla ‘conoscenza tecnica’, la invito gentilmente di leggersi degli articoli, SCIENTIFICI, che provano che la magior parte delle sperimentazioni sugli animali sono da considerarsi falliti in quanto INCOMPATIBILI col essere umano. Se per caso lei e’ una ‘tecnica’ allora io ho pane per i sui denti! Ma, se e’ per questo, Internet risulta ad essere davvero una fonte inesauribile. Bada per .or o .net a ‘bussi’ alle porte delle richerche universitarie. Le assicuro che le sue convinzioni diventerebbero acqua piovana come, del resto, la maggioranza delle ‘ricerche’ che richiedono modeli animali, oltre tutto INCOMPATIBILI con l’essere umano.
      Cordialmente.
      C

       
      • Aurora

        29 marzo 2012 at 07:18

        Ma non è vero, accidenti. Ha idea di quante scoperte siano state fatte grazie alla sperimentazione animale? p53, Rb, angiostatina, Tgf beta, tnf alfa, eccetera eccetera eccetera.
        Io ribadisco che quegli articoli dicono cose note. Si SA che c’è un’incompatibilità alta tra umani e animali, in particolare animali da laboratorio, che poi non è così alta come lei crede. Se va a vedere gli articoli di R.J. Murral, i geni diversi tra topo (non ratto) e uomo sono sull’ordine del 1,91% del totale. Se dovessimo cercare la compatibilità alta dovremmo cercare primati, e non credo sarebbe buona cosa, sbaglio? I topi e i ratti vengono scelti per l’alta prolificità, per selezionare stirpi K.I. e K.O. in 4-5 anni, come immagino lei sappia.
        Non sono risposte a buon mercato, e non sostengo la sperimentazione animale come finalità della ricerca, ma come mezzo necessario fino a quando non vi sarà una valida alternativa. Gli articoli che lei cita non propongono alternative che valutino il reale impatto di una chemioterapia o di una radioterapia su tutto un organismo. Come si può riprodurre la complessità del vivo in vitro?
        A me fa specie dover discutere su cose del genere. Nessuno è felice di sperimentare sugli animali, esiste l’obiezione di coscienza per chi non lo volesse fare, ma dire che i soldi dell’Airc vanno a finire in mani di brutte persone cattive che non vedono l’ora di far del male alle cavie, a me fa impressione. Nel campo dei trasporti e del vestiario abbiamo superato il bisogno degli animali, con l’invenzione del motore e del cuoio sintetico o del pile al posto delle pellicce per i climi estremi, per esempio. Nella scienza medica no. Non ancora almeno. Mentre la sensibilità è cambiata moltissimo, siamo passati dallo stirare il collo alle galline e sgozzare il maiale davanti casa a domandarci che diritto abbiamo di provare prima farmaci pericolosi su cavie che su persone. Però la scienza non è stata al passo, non è che siamo ora in grado di fare a meno di questa “crudeltà monitorata”.
        La domanda non è retorica. Il trattato di Norimberga è molto chiaro su questi punti. Non cerco pane per i miei denti, e la mia non si tratta di arroganza, ma di grande sgomento, perché alla negazione non vedo di pari passo valide alternative. Se qualcuno ha articoli di sperimentazione alternativa validati dalla comunità scientifica, sarò LIETA di leggerli.

         
    • Cri

      29 marzo 2012 at 08:13

      Gentile signora,
      devo ammettere che nella sua risposta ho sentito molto dolore se non disperazione, e che in questa risposta ci sono dei validissimi punti. Nonostante cio’ rimango sulla mia positione e cioe’ sono contraria a QUALUNQUE test sugli animali Quelli dei cometici poi… eh si, la’ ha ragione.
      Io non sono una ‘technica’ ma mia madre si: ha lavorato per 35 anni in una clinica oncologica; i suoi pazienti erano anche i suoi amici, vale a dire che ha dedicato la sua vita al suo lavoro. Prima che iniziassi la mia vita in giro per il mondo mi disse che mi dovevo ricordare che solo il 30% dei medicinali esistenti servono davvero a qualcosa. Il resto del 70% e’ volgare combinazione tra il primo 30%. In quel ospedale io sono cresciuta e sono stata testimone di quarigioni ‘strane’ come di morti che non avevano alcun senso visto che facevano parte dello stesso grupo.
      Di piu’: il mio miglior amico sta morendo: neuro-fibro-sarcoma. Personalmente ho speso mesi a fare delle ricerche e quello che ho scoperto meriterebbe essere pubblicato: il suo cancro e’ dovuto all’utilizzo dell’alluminio nei vaccini. Tralascio il senso di furia che l’impotenza mi da, e’ inutile parlarne qui. Ma una cosa mi fa pensare: non sarebbe meglio prima cercare di ‘pulire’ i nostri medicinali, il nostro cibo, etc., per evitare di arrivare a questo punto? Un altro esempio: a questo punto si sa che il Voltaren e’ micidiale (richerche pubblicate dall’Univerista’ di Copenhagen); se non bastasse, tre settimane fa’, un assistente della scuola dove mio marito lavora, e’ morta in seguito al suo utilizzo. Dunque, nonostante tutto, lo stanno ancora prescrivendo. Ed un ultimo esempio: all’inizio di questa settimana sono stata coinvolta in un brutto incidente d’auto. Viva, intera ma piena di dolori. Comunque sopportabili. I dottori mi hanno dato codeina forte, voltaren ed un NARCOTICO. Si, ha letto bene.
      Dunque, con queste premesse, e’ davvero dura credere cha il modello animale sia accettabile, in fondo, oggi, la maggioranza del mondo medico e’ corroto in un modo o nell’altro.
      Non lo so, forse lei ha ragione su alcuni aspetti della sperimentazione sugli animali ma – e qui mi fermo – non avevamo scoperto le staminali? Non abbiamo la possibilita’ di creare “elementi” (non saprei come chiamargli ma non sono esseri umani!) dal tessuto umano per sperimentare su di essi le nostre medicine? Certo, con questa affermazione potrei aver scoperto la scatola di Pandora (da un punto di vista religioso), ma a me pare che valga la pena iniziare a sviluppare quella strada, sia da un punto di vista scientifico che da quello etico.
      Auguri e spero che il suo dolore passi. Io ho imparato a viverci con esso rispettandolo, accettandolo ma imponendogli dei chiari limiti.
      Cri
      PS, vorrei davvero poter trovare delle risposte che CI SONO ma che aspettano pazientemente di essere scoperte. Io, come tanti altri, potremmo farlo a condizione di dedicarci TUTTO il nostro tempo uscendo da quella rete di cose quotidiane che impedisce al nostro vero IO di splendere. Ma il Tempo e’ quello che e’: inclemente.

       
    • Beatrice

      22 gennaio 2013 at 18:31

      Mi dispiace ma devo dissentire,sono un veterinario farmacista e sono vissuta a stretto contatto con i. Bei laboratori che lei tanto caldeggia.I risultati sperimentazione vengono costantemente manomessi a proprio uso e consumo,una pubblicazione non veritiera vale moltissimo per la carriera di tutti gli universitari.Le vorrei anzi ricordare che i più grossi passi avanti in terapia oncologica sono stati compiuti grazie a volontari umani che in mancanza di alternative hanno prestato il loro assenso a terapie con nuovi farmaci.Le ricordo che le vie metaboliche topi sono assolutamente diverse dalle nostre e questo e’stato ampiamente dimostrato.Francamente sono stanca di sentire sempre le solite argomentazioni con cui si continuano a giustificare inutili atrocità che tra latro non eliminano a noi umani nessun rischio tossicologico,anzi fanno si che la ricerca esaurisca le proprie energie seguendo strade fuorvianti.Francamente poi non ritengo assolutamente. Etico che il genere umano possa disporre Dell altrui vita,animale che sia,perché ritengo che il diritto alla vita appartenga a tutte le creature e che se oggi vi sono incrementi patologie. Tumorali la colpa sia solo Dell uomo che ha sottomesso la natura al proprio egoismo nella. Cieca brama di potere

       
  3. Angelo

    21 marzo 2012 at 23:29

    Signora Aurora, non serve a niente la sperimentazione se non si fa nulla per risolvere il problema “malattie contemporanee” alla radice, dopo un momentaneo rimedio su una persona si avranno altre 100 persone da curare, non mi fraintenda, oggi siamo in queste condizioni e non si può far finta di niente, la gente malata va assistita.
    probabilmente l’essere umano è l’animale più evoluto fisicamente e mentalmente della terra, lo dimostra la capacità che gli animali non umani non hanno, su questo punto io mi domando, possibile che la natura ci abbia lasciato sprovvisti di alcune difese naturali? oppure l’umanità sta vivendo in modo non conforme alla sua natura?
    premetto, i miei genitori li ho persi proprio da cause di malattie indotte da un pessimo stile di vita che caratterizza la nostra epoca, tumore e malattia autoimmune, pensi che studi americani dichiarano che l’aspettativa di vita di quelle popolazioni per la prima volta ha avuto un’inversine di tendenza, le generazioni giovani hanno un’aspettativa inferiore ai propri predecessori e se continuiamo così anche l’europa seguirà.
    io non sono un tecnico dei farmaci ne un medico, però, perchè devo sovvenzionare società e associazioni che forse temono di risolvere questi problemi andando a minare lo status attuale e i profitti indotti dalle malattie a loro sfavore?
    preferisco finanziare un’azienda che faccia ricerche per non immettere nell’ambiente e nei cibi, nei cicli di lavorazione certe sostanze che inducono lo sviluppo di tumori, leucemia ecc.

     
    • Aurora

      22 marzo 2012 at 08:03

      i tumori non dipendono SOLO dallo stile di vita, e tuttavia anche se fosse?
      Una volta che una persona è là con il tumore lo si lascia morire? Quello che dice lei ESISTE GIA’, si chiama Medicina del Lavoro, Igiene e Salute Pubblica, Medicina di Comunità, Igiene alimentare…. Mi stupisce che non senta i vari allarmi che arrivano ogni giorno, per rimuovere farmaci potenzialmente cancerogeni, sostanze pericolose, situazioni sfavorevoli attorno alle scuole. E questo lavoro preventivo assorbe un quantità enorme di risorse, se lo vuole sapere.

      Io ADORO gli animali, e se posso dire, non c’è nessuno che conosca che sia felice di vedere topolini ammalati, non è la cosa che ci riempie di gioia dalla mattina alla sera, ma allo stato attuale dell’arte non c’è un modo di selezionare un modello con quelle peculiari mutazioni senza aspettare tempi biblici. Oltretutto, come si potrebbe studiare un nuovo chemioterapico o radioterapico sistemico senza un modello complesso? E’ OVVIO che sarebbe meglio fare tutto in vitro, ma noi siamo costituiti da milioni di cellule, e non possiamo basarci solo su una capsula di petri ricoperta di coltura. Serve un modello in vivo. Forse tra venti, trenta, cinquant’anni, esisterà un modello robotico, un calcolatore in grado di riprodurre il numero spropositamente alto di variabili delle proteine e degli acidi nucleici di TUTTO l’organismo. Un calcolatore che dovrà essere più grande dei server di google, più sofisticato del CERN.
      Nessuno ha piacere a sacrificare topi, ma se può servire a salvare bambini leucemici o ad aumentare la qualità della vita di un ammalato in attesa di un modello artificiale VALIDO, io sono d’accordo.
      Vedere il volto dei bambini ammalati fa spostare la bilancia, mi spiace.

      Se poi siete convinti che comunque un cucciolo di cavia da laboratorio sia equivalente a un bambino di 4-5 anni, smetto di discutere, perché evidentemente si hanno parametri estremamente diversi.

       
      • Angelo

        22 marzo 2012 at 19:33

        no Aurora, lei non può alterare dialetticamente quello che ho scritto, in prima istanza ho scritto che la gente malata va assistita con i mezzi che abbiamo.

        non ho predicato la pietà animale sminuendo quella umana come lei vorrebbe cercare di far sembrare, ( e questo mi crea dei sospetti ) l’essere umano arriva prima di tutto, sia ben chiaro!!!

        vede Aurora, io e lei, in buona fede, non è il fine che ci trova in disaccordo, ma il percorso per arrivarci.
        metta il caso che ci troviamo sull’orlo di una pentolaccia bollente, chi sbaglia muore insiema a tutti, anche quelli che non sono d’accordo.

        sono convinto che i tumori esistevano anche in tempi remoti, per ragioni diverse magari, oggi però si sono moltiplicati a dismisura… non può sostenere che lo stile di vita non centra nulla, ci sono studi trentennali e anche più sulla nocività di sostanze oramai sparse capillarmente negli alimenti,nell’ambiente ecc.

        “Medicina del Lavoro, Igiene e Salute Pubblica, Medicina di Comunità, Igiene alimentare?” enti che dovrebbero garantire controlli e salute… se i risultati sono quelli che vediamo stamo freschi, tutto ciò ben condito da interessi economici che vanno oltre la mia comprensione e manipolati mediaticamente hanno prodotto e continueranno a mantenere lo status attuale… come dire, per poter provare a guarire i malati, ci vogliono i malati, si, magari passando per gli animali da cavia.

        assumendo uno stile di vita consono all’animale umano fra 40-50 anni non si avrà bisogno di supercalcolatori come dice lei per guarire malattie che diminuirebbero in maniera esponenziale.
        mi spieghi a cosa serve sintetizzare una molecola o proteina che neutralizza l’azione tumorale di un ospite dannoso alle cellule quando potremmo benissimo evitare di introdurre tali agenti nocivi? quelle risorse potrebbero essere impiegate per studi utili al miglioramento delle condizioni umane senza distinzioni di luoghi, popolazioni e latutudini ( o le sembra troppo?) è meglio dibattere su come “far mordere la coda al cane” senza farlo notare?”

        in fine, non dipinga il volto dei bambini malati per sembrare sensibile, se penso che quei bambini si sono ammalati e si ammaleranno per le ragioni sopra descritte che ritengo ovvie e supportate da studi in tutto il mondo, mi scusi ma stà offendendo la dignità intellettuale mia e di chi legge.

        niente di personale Aurora
        spero che questa discussione serva a fare riflettere che non c’è solo il bianco ed il nero.

         
  4. dana

    25 marzo 2012 at 18:57

    “i tumori non dipendono SOLO dallo stile di vita, e tuttavia anche se fosse?” … arroganza e ignoranza vanno sempre in tandem… no comment

     
    • Aurora

      29 marzo 2012 at 07:21

      Mi spiace se sono sembrata arrogante. Le assicuro che l’intenzione non era quella, mi sono alterata.

       

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