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AGNELLO A PASQUA – E’ DAVVERO INDISPENSABILE?

04 Mar

LA NOSTRA E’ UNA STRANA SOCIETA’

tra quello che siamo e quello che mangiamo spesso c’è un vuoto incolmabile, e quasi mai siamo consapevoli dei processi alla base di quello che mettiamo sulle nostre tavole. Forse cambiando testa e anche menù, si acquisterebbe salute nel corpo e nello spirito.Sarebbe un bell’atto di civiltà se la smettessimo con questa storia di mangiare l’agnello a Pasqua. Le persone, quasi tutte, mangiano anche altra carne durante tutto il corso dell’anno: bovini, suini, polli. Dunque si uccidono animali per soddisfare il fabbisogno alimentare in grandissime quantità e nei modi meno sopportabili. Però far nascere qualcuno solo per ucciderlo è una crudeltà, punto e basta. Questi poveri cuccioli vivono appena un mese. Alcuni vengono addirittura tenuti al buio, chiusi in piccole tinozze per farli ingrassare meglio e mantenerne la carne tenera. Il gusto dell’agnello piace perché non è forte come quello della pecora; piace perché, non essendosi ancora nutrito d’erba ma di semplice latte le sue carni conservano un sapore delicato.La civiltà contadina, più abituata a vivere con gli animali, non subiva lo choc di dover uccidere -sgozzandoli- agnelli che avevano da poco cominciato a stare sulle proprie zampe. Rientrava nell’idea, comunque discutibile, che la natura e le tradizioni fossero d’accordo nella conservazione dell’usanza. Viene da lontano la consuetudine di uccidere l’agnello per la Pasqua, lo sanno gli ebrei e anche i cristiani. Ma oggi bisognerebbe in coscienza riconoscere che ben poco è rimasto di quelle giustificazioni.

SI MANGIA L’AGNELLO PER ABITUDINE

perché se lo aspettano i nonni, i mariti, i parenti vari, perché una festa come quella di domenica senza l’agnello non sembra la stessa. La festa si sente solo così, mangiando, nel rispetto del menù. Ci si contenta così, stordendosi nel cibo, quello che non segue a estenuanti digiuni religiosi, quello che ci vede già sazi, da sempre, anche prima di sederci di nuovo a tavola. La carne d’agnello, servita con le patate e rosolata poi, irriconoscibile nella sua frammentazione, fa dimenticare l’atroce strage che si consuma nei macelli. Non so se si riuscirebbe, oggi, noi così sensibili ed educati, a mangiarne con altrettanta leggerezza se solo potessimo assisterne al massacro.Ci vogliono 3 minuti perché, una volta sgozzati, il sangue defluisca completamente dal loro corpo: tre minuti preceduti dall’attesa assai più lunga di essere uccisi. La legge prevede che siano storditi prima della morte, carità pelosa. Molte sono, comunque, le violazioni alle pur minime norme in merito di maltrattamento animale. Gran parte degli agnelli, importati da Ungheria e Romania, viene sottoposta a viaggi estenuanti in enormi tir che costringono le povere bestie a condizioni di orribile sofferenza. Sarebbe un bel segnale di vita, visto che Pasqua significa resurrezione, quello di sostituire al classico menù così ricco di carne e sangue qualcosa di più allegro, di meno micidiale, di più fantasioso. Le alternative, come sanno bene gli amanti della cucina, sono infinite. Avremo fatto una buona azione in un giorno santo, e avremo insegnato ai nostri figli che tutti i cuccioli meritano qualche forma d’amore.

fonte : http://www.terranauta.it/ – salute
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

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4 commenti

Pubblicato da su 4 marzo 2012 in Attualità

 

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4 risposte a “AGNELLO A PASQUA – E’ DAVVERO INDISPENSABILE?

  1. annitapoz

    4 marzo 2012 at 09:45

    Nella mia famiglia non abbiamo mai rispettato questa usanza e personalmente non ho mai mangiato (né mai mangerò) carne di agnellini, non ci riuscirei proprio pensando al loro tenero musetto.

     
  2. icittadiniprimaditutto

    4 marzo 2012 at 10:08

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

     
  3. Ida Vitalibera

    5 marzo 2012 at 16:31

    Da vegetariana convinta non posso che condannare questa assurda usanza; come si fa a celebrare un giorno di festa con un cadavere di cucciolo nel piatto che è stato letteralmente strappato alla propria madre? Spero che sempre più persone prendano coscienza di questo inutile spargimento di sangue e sofferenza, non solo a pasqua ma tutti i giorni dell’anno.

     
  4. Lucyinthesky

    5 marzo 2012 at 16:40

    Questo succede solo in zone dove purtroppo l’allevamento non è più come un tempo!!!!!
    In SARDEGNA la mia terra i pastori li allevano apposta sia pecore che agnelli e non vengono allevati chiusi in stanze buie come citato sopra di cui peraltro non è vero che il sapore della carne rimane più prelibato anzi fa schifo!!! l’animale deve crescere libero nei campi dove ogni giorno i nostri pastori li portano a pascolare!! invece di incentivare la vendita di animali allevati male incentiviamo invece l’acquisto di bestiame direttamente da pastori come i nostri visto che i pastori campano di quello!! da che mondo e mondo l’uomo ha imparato e alleva il bestiame apposta per poter mangiare e per non andare a caccia(cosa che oggi purtroppo si fa come sport)!!! certo purtroppo so che l’allevamento di certi bestiami in alcune zone non è consentito infatti quando io abitavo a brescia evitavo di comprarlo!!

     

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