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ITALIA- IL DECRETO LIBERALIZZAZIONI NASCONDE LA TRAPPOLA SUL NUCLEARE

25 Gen

E’ BREVE MA PREGNANTE IL COMMA

Che nel decreto sulle liberalizzazioni, il governo Monti ha pensato bene di dedicare alla scottante questione delle scorie nucleari, per riaprirla e cancellare il passato, referendum in primis. È stato deciso, infatti, che il governo potrà installare dove vorrà i depositi senza il parere previo delle istituzioni locali. Una decisione che spiana la strada alla stabilizzazione dei depositi ora provvisori e alla nascita di nuovi, in ogni dove. Un’imposizione che, per ora, non è andata giù ai deputati del Pd della zona più sensibile, il vercellese (Saluggia ospita l’8 percento delle scorie italiane) che pur restando fedeli a Monti promettono battaglia, definendo il comma “inaccettabile”. Tra i siti meno idonei la palma d’oro spetta, infatti, a Saluggia che ha i depositi temporanei nella golena della Dora Baltea e a monte dell’acquedotto del Monferrato.

L’ARTICOLO CONTESTATO E’ IL 25

“Accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari” ed è formulato per rendere più facile il rilascio dell’autorizzazione di nuovi depositi nucleari, in deroga – se necessario – a procedure ordinarie. “Se fosse approvato autorizzerebbe i nuovi depositi nucleari nei siti a rischio”, ha denunciato Gian Piero Godio di Legambiente, colui che setacciando il decreto è fra i primi a essersi accorto del tranello sul nucleare.«L’articolo 25 toglierebbe ai Comuni la possibilità di decidere se un impianto nucleare può essere realizzato o meno”, sottolinea Godio. Due parlamentari del Pd, Luigi Bobba e Roberto Della Seta, precisano: “Se passasse così com’è, Saluggia diventerebbe la discarica delle scorie nucleari italiane, senza bisogno di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste dalla legge per tutte le nuove infrastrutture. Per questo, proporremo al Senato e alla Camera modifiche radicali all’articolo e ci auguriamo che il governo non insista su una via totalmente inaccettabile”. Si tratta di una norma, che in altri termini, era comparsa anche nel decreto Salva Italia, dal quale poi è sparito.

NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE IL GOVERNO RENDE ONNIPOTENTE

La Società gestione impianti nucleari (Sogin). Già nel 2003 il governo Berlusconi decretò lo stato di emergenza sui siti nucleari, a causa – precisò – del “pericolo di attentati terroristici”. Commissario della Sogin era allora il generale Carlo Jean, e fu lui ad autorizzare il mega deposito D2 di Saluggia in virtù dei poteri speciali e in deroga alla normativa urbanistica.A preoccupare è la prima parte del comma, che stabilisce che una volta ottenuto il benestare del ministero dello Sviluppo economico, Sogin può operare senza ulteriori “ostacoli” burocratici. L’autorizzazione diventerebbe, infatti, variante, e sostituirebbe ogni provvedimento amministrativo.«Così – sostiene Godio – si dà mano libera a Sogin di installare dove vuole i depositi senza il parere discriminante delle istituzioni locali. Tanti depositi renderanno meno esigente la costruzione di un vero deposito nazionale più sicuro, che per legge doveva essere pronto entro la fine del 2008. Sogin ha ultimamente chiesto l’autorizzazione per la costruzione di depositi, a sua detta temporanei, in ogni sito italiano, situati spesso in località illogiche.  I siti – conclude Godio – rischiano di diventare depositi di sé stessi, in barba al decommissioning che dovrebbe eliminare nei luoghi ogni vincolo derivante dalla presenza di radioattività”.

scritto da : Stella Spinelli

fonte : http://www.eilmensile.it

Sorgente:http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/cresci_italia/DL_LIBERALIZZAZIONI.pdf

 redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

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10 commenti

Pubblicato da su 25 gennaio 2012 in News

 

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10 risposte a “ITALIA- IL DECRETO LIBERALIZZAZIONI NASCONDE LA TRAPPOLA SUL NUCLEARE

  1. icittadiniprimaditutto

    25 gennaio 2012 at 13:26

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

     
    • Emiliano

      26 gennaio 2012 at 08:35

      Too bad it’s a fake. Il testo del decreto lo trovate qui http://www.pmi.it/wp-content/uploads/2012/01/Decreto-Liberalizzazioni1.pdf . L’articolo 25, che tutti potete leggere, cita solo i rifiuti solidi urbani, e pure per quelli parla solo di regime di concorrenza tra le agenzie private di smaltimento, senza togliere alcun potere decisionale agli enti locali su DOVE metterli. Non sbattetevi a credermi sulla parola, andate a leggere.

       
  2. alberto

    25 gennaio 2012 at 15:24

    E bravo il PD fa il giochetto che peraltro riesce alla lega da tanto tempo,ma l’elettore del PD non è credulone come i padani,attento Bersani,un motivo in più perchè tu vada a casa.

     
  3. jewel

    25 gennaio 2012 at 23:12

    …grazie a chi segue i decreti da vicino e ci guida nel caos dei commi e cavilli. Di Cuore Grazie

     
  4. Angelo

    26 gennaio 2012 at 10:05

    Scusate un solo secondo, ma avete letto o no il decreto legge???

    Una mia singola opinione, non capisco se è stato confuso l’articolo contestato in questa pagina, oppure il PD sta contestando l’articolo sbagliato a loro insaputa o per loro intererssi personali?

    La “Accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari” riguarda l’articolo 24!!!!!

    L’articolo 25 parla di (Promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali)

    Spiegatemi sta cosa!!!

     
    • Angelo

      26 gennaio 2012 at 10:10

      @Emiliano: meglio lasciare un link del DL LIBERALIZZAZIONI originale, ovvero http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/cresci_italia/DL_LIBERALIZZAZIONI.pdf

      Almeno chi non sa usare il cerca, nel testo originale gli articoli sono in fila, e non sparpagliati a zonzo per il file 😉

       
    • carolina giordano

      19 febbraio 2012 at 21:51

      hai ragione, e’ l art. 24 non il 25 lo riporto di seguito. in ogni caso non e’ chiaro .valutazione, consultazione pubblica ed approvazione previste
      dall’articolo 36, comma 12, del decreto legislativo 1° giugno 2011,
      n. 93, il medesimo Piano e’ sottoposto annualmente alla verifica di
      assoggettabilita’ a procedura VAS di cui all’articolo 12 del decreto
      legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ed e’ comunque sottoposto a
      procedura VAS ogni tre anni.
      2. Ai fini della verifica di assoggettabilita’ a procedura VAS di
      cui al comma precedente, il piano di sviluppo della rete e il
      collegato rapporto ambientale evidenziano, con sufficiente livello di
      dettaglio, l’impatto ambientale complessivo delle nuove opere.
      Capo IV
      Disposizioni in materia di energia
      Art. 24
      Accelerazione delle attivita’ di disattivazione e smantellamento dei
      siti nucleari
      1. I pareri riguardanti i progetti di disattivazione di impianti
      nucleari, per i quali sia stata richiesta l’autorizzazione di cui
      all’articolo 55 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, da
      almeno dodici mesi, sono rilasciati dalle Amministrazioni competenti
      entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente
      decreto. Su motivata richiesta dell’Amministrazione interessata, il
      termine di cui al periodo precedente puo’ essere prorogato
      dall’Amministrazione procedente di ulteriori sessanta giorni.
      2. Qualora le Amministrazioni competenti non rilascino i pareri
      entro il termine previsto al comma 1, il Ministero dello sviluppo
      economico convoca una conferenza di servizi, che si svolge secondo le
      modalita’ di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, al fine di
      concludere la procedura di valutazione entro i successivi novanta
      giorni.
      3. Al fine di ridurre i tempi e i costi nella realizzazione delle
      operazioni di smantellamento degli impianti nucleari e di garantire
      nel modo piu’ efficace la radioprotezione nei siti interessati, fermo
      restando le specifiche procedure previste per la realizzazione del
      Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico di cui al decreto
      legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 e successive modifiche ed
      integrazioni, la Sogin S.p.A. segnala entro sessanta giorni dalla
      data di entrata in vigore del presente decreto al Ministero dello
      sviluppo economico e alle Autorita’ competenti, nell’ambito delle
      attivita’ richieste ai sensi dell’articolo 6 della legge 31 dicembre
      1962, n. 1860 e dell’articolo 148, comma 1-bis, del decreto
      legislativo 17 marzo 1995, n. 230, le operazioni e gli interventi per
      i quali risulta prioritaria l’acquisizione delle relative
      autorizzazioni, in attesa dell’ottenimento dell’autorizzazione alla
      disattivazione. Il Ministero dello sviluppo economico convoca la
      conferenza di servizi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, al
      fine di concludere la procedura di valutazione entro i successivi
      novanta giorni.
      4. Fatte salve le specifiche procedure previste per la
      realizzazione del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico
      richiamate al comma 3, l’autorizzazione alla realizzazione dei
      progetti di disattivazione rilasciata ai sensi dell’articolo 55 del
      decreto legislativo 17 marzo 1995, n.230, nonche’ le autorizzazioni
      di cui all’articolo 6 della legge 31 dicembre 1962 n. 1860, e
      all’articolo 148, comma 1-bis, del decreto legislativo 17 marzo 1995,
      n. 230, rilasciate a partire dalla data di entrata in vigore del
      presente decreto, valgono anche quale dichiarazione di pubblica
      utilita’, indifferibilita’ e urgenza, costituiscono varianti agli
      strumenti urbanistici e sostituiscono ogni provvedimento
      amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta,
      atto di assenso e atto amministrativo, comunque denominati, previsti
      dalle norme vigenti costituendo titolo alla esecuzione delle opere.
      Per il rilascio dell’autorizzazione e’ fatto obbligo di richiedere il
      parere motivato del comune e della Regione nel cui territorio
      ricadono le opere di cui al presente comma, fatta salva l’esecuzione
      della Valutazione d’impatto ambientale ove prevista. La regione
      competente puo’ promuovere accordi tra il proponente e gli enti
      locali interessati dagli interventi di cui al presente comma, per
      individuare misure di compensazione e riequilibrio ambientale senza
      nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
      5. La componente tariffaria di cui all’articolo 25, comma 3, del
      decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, e successive modifiche e
      integrazioni, e’ quella di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a),
      del decreto legge 18 febbraio 2003, n. 25, convertito, con
      modificazioni, dalla legge 17 aprile 2003, n. 83. Le disponibilita’
      correlate a detta componente tariffaria, sono impiegate, per il
      finanziamento della realizzazione e gestione del Deposito Nazionale e
      delle strutture tecnologiche di supporto e correlate limitatamente
      alle attivita’ funzionali allo smantellamento delle centrali
      elettronucleari e degli impianti nucleari dismessi, alla chiusura del
      ciclo del combustibile nucleare ed alle attivita’ connesse e
      conseguenti e alle altre attivita’ previste a legislazione vigente
      che devono essere individuate con apposito decreto del Ministero
      dello sviluppo economico entro 60 giorni dall’entrata in vigore del
      presente decreto. Le entrate derivanti dal corrispettivo per
      l’utilizzo delle strutture del Parco Tecnologico e del Deposito
      Nazionale, secondo modalita’ stabilite dal Ministro dello sviluppo
      economico, su proposta dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il
      gas, sono destinate a riduzione della tariffa elettrica a carico
      degli utenti.
      6. Il comma 104 della legge 23 agosto 2004, n. 239 e’ sostituito
      dal seguente comma:
      “104. I soggetti produttori e detentori di rifiuti radioattivi
      conferiscono, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria,
      anche in relazione agli sviluppi della tecnica e alle indicazioni
      dell’Unione europea, tali rifiuti per la messa in sicurezza e lo
      stoccaggio al Deposito Nazionale di cui all’articolo 2, comma 1,
      lettera e) del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31. I tempi e
      le modalita’ tecniche del conferimento sono definiti con decreto del
      Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero

       
  5. ornellapistolesi

    29 gennaio 2012 at 22:59

    emergenza,concorrenza,liberalizzare,pubblica utilità.
    Parole chiave capaci di aprire qualunque porta,capaci di operare in “deroga” a ogni regola ,politica di basso rango per limitare la libera scelta di ogni cittadino.Sta a noi uomini e donne di questo paese “smontare”il castello di carte che niente hanno di nuovo e ,certo,non sono la soluzione .

     
  6. Max

    19 febbraio 2012 at 22:00

    chiedo l’indirizzo di posta elettronica di questo sito per invio news.
    Inviare a : footam16@libero.it.
    Grazie

     

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