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Clima: quali cambiamenti ci aspettano

23 Nov

 SONO ALLO STUDIO

Diversi fenomeni atmosferici che potrebbero cambiare radicalmente le modalità di analisi e previsione dei fondamentali e spesso devastanti eventi climatici in tutto il mondo.Da una ricerca svolta presso la Rosenstiel School of Marine and  Atmospheric  Science dell’Università di Miami emerge, ad esempio, che la connessione tra la cosiddetta Oscillazione Meridionale e le correnti oceaniche non è fondamentale per determinare eventi di grande impatto ambientale.Secondo il gruppo di lavoro l’oscillazione gioca infatti un ruolo molto più importante di quanto finora si pensasse: ”Non è necessaria una dinamica di coppia tra oceani e atmosfera per riprodurre delle conseguenze sul clima globale”.

 LA SCOPERTA

Dell’indipendenza tra i due fenomeni è avvenuta comparando i risultati di due differenti modelli climatici: uno nel quale vengono considerate le correnti marine, l’altro senza. Nonostante il cambio di scenario ”statico” o ”dinamico”, l’esperimento ha dimostrato che la pressione atmosferica, la temperatura superficiale e le precipitazioni rimangono le stesse. Un risultato che, secondo gli studiosi, dimostra la presenza in entrambi i casi dell’oscillazione meridionale, anche quando l’oceano non mostra cambiamenti. Il punto di arrivo dello studio americano può aiutare gli scienziati a comprendere meglio e prevedere gli effetti regionali e globali dei cambiamenti climatici nel Pacifico.

 UN ALTRO FRONTE

Sul quale si sta lavorando per scongiurare fenomeni quali inondazioni catastrofiche e ondate di calore è la velocità nella riduzione delle emissioni di CO2.“Le concentrazioni di gas serra sono in aumento e, di conseguenza, aumentano le temperature medie globali”, ha sottolineato Christiana Figueres, segretario della Unfccc (United natinos framework convention on climate change), la Convenzione Onu sui cambiamenti climatici.“Per frenare le emissioni tutti i Paesi devono pensare sia al futuro del protocollo di Kyoto sia tracciare un percorso verso un più ampio e vincolante accordo globale”.Altro fattore determinante, sempre secondo la Figueres, è il modo in cui vengono messi a disposizione delle popolazioni povere e vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo gli strumenti finanziari e le tecnologie per l’adattamento. “Nel prossimo vertice mondiale sui cambiamenti climatici a Durban in Sud Africa si dovrà completare il quadro approvato lo scorso anno a Cancun in Messico per aiutare tali Paesi ad adattarsi agli effetti terribili del cambiamento climatico”.

 CALDO E PIOGGE TROPICALI

Tuttavia, diventeranno la norma anche in Europa. L’allarme viene dal quinto rapporto sul cambiamento climatico dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), riunitosi a Kampala, in Uganda, dal 14 al 19 novembre scorso.“È praticamente certo, dicono gli esperti, che aumenteranno le ondate di gelo e di calore estremo, le inondazioni, i cicloni tropicali ed extratropicali. E a pagare lo scotto maggiore saranno i tropici e l’artico, ma anche le aree temperate più vicine alla fascia in forte riscaldamento”.Munich Re, colosso del settore assicurativo, ha fatto i conti del 2010: ci sono stati 950 disastri, legati per il 90% a fattori meteo, che hanno prodotto danni per 130 miliardi di dollari. Dal 1990 il prezzo pagato al cambiamento climatico continua a crescere.Anche i numeri dei climatologi sottolineano come il 2010 sia stato un anno che ha accelerato il trend di crescita dei disastri climatici: le temperature globali hanno segnato un nuovo record, ondate di incendi hanno messo in ginocchio la Russia, alluvioni record hanno flagellato il Pakistan e sconvolto l’India, una tempesta di polvere ha soffocato Pechino e ha colpito 250 milioni di persone. Solo per fare alcuni esempi.Secondo l’Ipcc l’aumento dell’energia in gioco in atmosfera prodotto dalla crescita delle emissioni serra aggraverà tutti questi problemi. Per scongiurare lo scenario devastante indicato dall’Ipcc sono attese con grande interesse le decisioni che verranno prese a Durban (28 novembre – 9 dicembre), dove tra qualche giorno si incontreranno i governi di tutto il mondo per stabilire una strategia sulla difesa del clima e decidere uno stop rapido alle emissioni serra.

fonte : http://rugiadapoint.it

redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

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1 Commento

Pubblicato da su 23 novembre 2011 in Attualità

 

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Una risposta a “Clima: quali cambiamenti ci aspettano

  1. icittadiniprimaditutto

    23 novembre 2011 at 08:37

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

     

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